I 35 anni della legge 833. Intervista a Maura Cossutta: “Ecco perché serve ancora difenderla”

I 35 anni della legge 833. Intervista a Maura Cossutta: “Ecco perché serve ancora difenderla”

I 35 anni della legge 833. Intervista a Maura Cossutta: “Ecco perché serve ancora difenderla”
La coordinatrice di Se non ora quando - Sanità, è l'ideatrice di un flash mob che sabato 14 dicembre si terrà davanti al San Camillo di Roma. Tra gli ospiti anche personalità della società civile e dello spettacolo. E intanto a Zingaretti dice: "Mentre lui pensa a chiudere 900 letti in regione, qui al San Camillo i pazienti aspettano un letto anche per dieci giorni"

"Dallo scorso luglio in occasione del 35° compleanno della legge 833 che ha sancito la nascita del nostro Sistema sanitario nazionale, abbiamo iniziato ad organizzare un evento che non fosse il solito convegno. Da qui ci è venuta l'idea di un flash mob, di qualcosa che quindi desse a pieno l'idea del movimento, coinvolgendo anche persone famose davanti ad un ospedale pubblico che, negli ultimi anni, ha sofferto molto a causa dei continui tagli della politica". A spiegarlo è la coordinatrice di Se non ora quando – Sanità, Maura Cossutta, che ci ha anche raccontato come, contestualmente, sia anche iniziata una raccolta di firme per una petizione online a sostegno del nostro sistema pubblico ed universalistico di assistenza sanitaria che ha già raccolto oltre mille adesioni.

Dottoressa Cossutta, l'evento avviene in un momento particolare del Ssn, caratterizzato da continui tagli ai fondi e aperture più o meno velate verso sistemi di 'universalismo selettivo'.
E' vero, l'occasione servirà proprio a ribadire l'importanza di questa vera conquista sociale che oggi è sempre più messa in discussione in nome di una presunta insostenibilità economica del sistema. Il messaggio che vogliamo dare è chiaro: il Ssn compie 35 anni, è ancora troppo giovane per morire. Ricordiamo che la salute è il diritto primario che riconosce e promuove tutti gli altri diritti. Il diritto che parla dei nostri corpi, delle nostre vite, delle nostre differenze, del lavoro che c’è e non c’è, dell’ambiente in cui viviamo e lavoriamo, delle relazioni umane. Questa conquista è messa a dura prova oggi dalle politiche di austerity e dalla burocrazia. L'occasione giusta per ricordare tutto questo è sabato alle 12 davanti al San Camillo.

La scelta del San Camillo immagino non sia casuale?
No. Anzi colgo l'occasione per ricordare al presidente della Regione Zingaretti che, mentre lui pensa di chiudere altri 900 posti letto, qui al San Camillo l'attesa di un posto letto per i pazienti arriva fino a 10 giorni.

All'iniziativa hanno aderito anche diversi artisti e personaggi dello spettacolo, vero?
Sì. Al fianco degli operatori e dei pazienti, delle associazioni di malati e di cittadini – tra cui “Libera”, l’associazione contro le mafie fondata da Don Luigi Ciotti – anche alcuni attori – Lunetta Savino, Giulio Scarpati, Rosanna Banfi, Claudia Potenza e Paola Minaccioni: letture, riflessioni e testimonianze per rilanciare una straordinaria conquista di civiltà, figlia dell’articolo 32 della Costituzione e della grande mobilitazione delle donne. Il tutto si chiuderà al ritmo della danza “Virus” della compagnia di Raffaella Appià.
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

12 Dicembre 2013

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