“IFO è ARTE”: bellezza come atto di cura, umanizzazione e prevenzione

“IFO è ARTE”: bellezza come atto di cura, umanizzazione e prevenzione

“IFO è ARTE”: bellezza come atto di cura, umanizzazione e prevenzione

Nel cuore della Settimana della Salute della Donna, presentate due nuove iniziative. IFO è ARTE: bellezza come atto di cura, umanizzazione e prevenzione Regione Lazio, IFO e Istituto Gentili insieme per una visione integrale della salute.

Presentato in Regione Lazio, un nuovo progetto che mette insieme arte, umanizzazione e prevenzione: due iniziative che, nella loro diversità, parlano un’unica lingua: quella di una sanità che si prende cura della persona intera: del corpo, della mente, dell’esperienza. La donazione dell’opera “Uno Uno” dell’artista MP5, nell’ambito del progetto IFO è ARTE, e l’annuncio del Truck di Prevenzione del tumore al polmone, unità mobile di screening che entrerà in funzione nel 2027 nei quartieri di Roma, rappresentano due facce della stessa visione: prevenzione e bellezza, scienza e umanità, non sono mondi separati ma si rafforzano a vicenda. 

Hanno partecipato alla conferenza stampa, tra gli altri, Francesco Rocca, Presidente Regione Lazio, Andrea Urbani, Direttore Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, Livio De Angelis, Direttore Generale IFO, Edoardo Mercadante, Direttore Chirurgia Toracica, IRCCS Istituto Naz. Tumori Regina Elena.

Nella settimana della salute della donna, da sempre figura centrale nei percorsi di cura, è stata svelata l’opera dell’artista MP5, “Uno Uno”, che rappresenta l’incontro tra persone, vicinanza e protezione reciproca, un invito a riflettere sul valore della relazione come fondamento della cura. È posta all’inizio del colonnato dell’ingresso principale perché quando una persona entra in ospedale, porta con sé preoccupazioni, paure, aspettative.  Se quello spazio attraverso il linguaggio dell’arte trasmette accoglienza, relazione, prossimità, allora cambia la percezione stessa della cura che diventa un’esperienza più ampia. 

La fragilità del singolo diventa forza collettiva, l’opera richiama all’attenzione, alla cura reciproca, alla solidarietà e al dialogo. L’arte agisce profondamente sul benessere delle persone, come evidenziato dall’OMS. La bellezza ha la capacità di aprire spazi interiori, alleviare la tensione, restituire un senso di normalità anche nei momenti più difficili. Il progetto IFO è ARTE nasce per reinventare gli ambienti ospedalieri trasformandoli in spazi vivi, capaci di generare benessere mentale e visivo. Realizzato da BAM grazie al sostegno di Istituto Gentili, il progetto inserisce l’arte contemporanea nei percorsi di cura come elemento sostanziale, non decorativo.

Gli IFO hanno costruito nel tempo un modello di umanizzazione delle cure che va ben oltre il trattamento clinico: spazi ripensati per il paziente, attenzione alla dimensione relazionale ed emotiva del ricovero, iniziative culturali che riconoscono nella persona anzitutto un essere umano con bisogni complessi. Molto prima che l’umanizzazione diventasse un paradigma condiviso, IFO ne ha fatto un tratto identitario. IFO è ARTE è il capitolo più recente e tra i più visibili di questa vocazione profonda.

In occasione della conferenza stampa, è stato annunciato il Truck di Prevenzione del tumore al polmone, finanziato interamente da Istituto Gentili, realizzato con la collaborazione tecnica di IFO e il patrocinio della Regione Lazio. Un’unità mobile attrezzata con tomografia computerizzata a bassa dose che nel 2027 porterà lo screening direttamente nei quartieri di Roma, abbattendo le barriere logistiche che troppo spesso allontanano i cittadini dalla diagnosi precoce. 

Il tumore del polmone è ancora un delle principali emergenze oncologiche italiane: circa 44.000 nuovi casi l’anno. La sopravvivenza a cinque anni resta limitata al 16% negli uomini e al 23% nelle donne, principalmente perché la diagnosi avviene troppo spesso in fase avanzata. Lo screening con TC a bassa dose nei soggetti ad alto rischio ha dimostrato di ridurre la mortalità fino al 20%: intercettare la malattia prima che si manifesti significa cambiare radicalmente la prognosi.

Il Truck porta il servizio verso le persone, mette la sanità pubblica al servizio dei bisogni reali dei cittadini, in particolare dei fumatori tra 55 e 75 anni che più beneficerebbero dello screening. Inoltre, il Truck è pensato come opera visiva: un ulteriore segno che arte e salute non sono mondi separati.

La scelta di affidare questo progetto agli IFO non è casuale. L’Istituto è l’unico centro del Lazio a partecipare al programma ministeriale RISP – Rete Italiana Screening Polmonare, con un’esperienza consolidata e risultati di eccellenza: 1.158 pazienti arruolati da settembre 2022 a oggi, con 220 persone monitorate e 17 persone identificate con tumore al polmone durante lo screening.

23 Aprile 2026

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