Il 2015 di Medici Senza Frontiere

Il 2015 di Medici Senza Frontiere

Il 2015 di Medici Senza Frontiere
Msf ripercorre l'anno appena trascorso con le immagini più significative del suo impegno in tutto il moindo. Un anno che “sarà purtroppo ricordato soprattutto per l’incapacità dei governi di rispondere in modo adeguato a questa emergenza umanitaria provocata da politiche restrittive”.

Livelli di morte e distruzione senza precedenti in Siria, disastri naturali in Nepal e Malawi, la crisi dei rifugiati in Europa, l’epidemia di Ebola in Africa occidentale, il conflitto in Yemen: il 2015 ha rappresentato un anno particolarmente impegnativo per l’azione medico-umanitaria di Medici Senza Frontiere e viene interamente ripercorso attraverso le immagini più significative.

“In molti contesti – spiega Msf – la popolazione civile è intrappolata in conflitti dove l’accesso è sempre più difficile anche per le organizzazioni umanitarie. Gli attacchi alle strutture civili e agli ospedali in particolare, dimostrano una pericolosa tendenza all'indifferenza verso il diritto internazionale umanitario”. Crisi e instabilità politica spingono sempre più persone a fuggire e ad attraversare il Mediterraneo e i Balcani per raggiungere l’Europa. Con circa 60 milioni di sfollati, richiedenti asilo e rifugiati, l’anno che sta per chiudersi “sarà purtroppo ricordato soprattutto per l’incapacità dei governi di rispondere in modo adeguato a questa emergenza umanitaria provocata da politiche restrittive”.

Per Msf le priorità in arrivo nel 2016 sono quindi ben chiare: fornire assistenza dove è più necessario e testimoniare la sofferenza umana. “Ma continueremo anche a chiedere all’Unione Europea e ai suoi stati membri di garantire alle persone in fuga canali di migrazione legali e sicuri e – conclude Msf – di offrire condizioni di accoglienza dignitose alle frontiere”.
 

30 Dicembre 2015

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