Indagato il chirurgo del Papa

Indagato il chirurgo del Papa

Indagato il chirurgo del Papa
Sergio Alfieri è accusato di falso in atto pubblico. Il medico avrebbe firmato il registro degli interventi operatori, ma in molti casi non sarebbe stato lui a operare quei pazienti al Policlinico Agostino Gemelli di Roma. L'indagine avviata a febbraio. Il Gemelli: "Fiducia nel medico e nella magistratura". Alfieri: "Sono molto sereno e trasparente in quello che faccio".

Avrebbe firmato il registro degli interventi ma in alcuni casi non sarebbe stato lui a operare quei pazienti, anzi secondo la denuncia non era proprio presente in sala operatoria al momento dell’intervento. Finisce sotto la lente della Procura di Roma Sergio Alfieri, medico del Gemelli e chirurgo di papa Francesco. È stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di falso in atto pubblico.

Come riporta l’Ansa, il professionista sarebbe risultato formalmente in sala operatoria anche quando era altrove, in qualche occasione anche fuori dal perimetro del policlinico. La notizia è stata pubblicata stamattina in prima pagina sul quotidiano La Stampa. L’inchiesta è partita da un esposto del 9 febbraio scorso consegnato ai vertici investigativi dei carabinieri del Nas. Nella denuncia sarebbero riportati episodi accaduti in diverse giornate, tra luglio e dicembre nel 2022, in cui il chirurgo – secondo il quotidiano – non sarebbe stato in sala operatoria pur risultando presente.

Sempre secondo l’Ansa, in un caso, il 10 ottobre, nell’orario dell’intervento si sarebbe trovato all’Hotel Hilton per il congresso della Società italiana di chirurgia mentre il 5 dicembre sarebbe stato impegnato in una riunione con direttori di reparto e altri medici del nosocomio.

Accuse che il diretto interessato ha commentato all’Ansa con un secco ma disteso: “Sono molto sereno”. Poi, ai microfoni del Tg1, ha sottolineato: “Continuo a fare la mia vita di sempre. Sono molto sereno e trasparente in quello che faccio”. Il chirurgo ha poi spiegato di lavorare in equipe: “Se non facessi così non potrei operare tutti i pazienti che si rivolgono a me – ha spiegato -. Non faccio l’intervento dall’inizio alla fine ma la parte centrale. Questo è un delitto? Non credo”.

Mentre il suo difensore, il professor Carlo Bonzano, ha tenuto a precisare: “Non conosciamo nulla del merito della vicenda se non quanto appreso da notizie di stampa. E non abbiamo mai ricevuto alcuna contestazione o avviso dalla Procura. Quando saremo messi in condizione di conoscere gli addebiti ipotizzati e gli elementi su cui si assume essi poggino, avremo come sempre un atteggiamento di piena lealtà collaborativa con l’autorità giudiziaria al fine di chiarire quanto prima ogni profilo”.

E anche il policlinico Gemelli ha fatto quadrato attorno al medico esprimendo “massima fiducia nel suo operato e nelle sue indiscutibili qualità professionali e umane” respingendo con forza “qualsiasi strumentale tentativo di offuscare l’operato di una struttura che ogni giorno eroga, a tutti coloro che vi si rivolgono, cure di elevata e riconosciuta qualità”.

14 Dicembre 2023

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