Influenza A: Oms replica a critiche Bmj e CdE su gestione pandemia

Influenza A: Oms replica a critiche Bmj e CdE su gestione pandemia

Influenza A: Oms replica a critiche Bmj e CdE su gestione pandemia
La replica da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dopo le critiche piovute nei giorni scorsi da parte del ‘British Medical Journal’(Bmj)  e dal Consiglio d’Europa, in merito alla gestione della pandemia di influenza A/H1N1.

In particolare il settimanale d’Oltremanica aveva criticato l’organismo per aver ‘arruolato’ consulenti che precedentemente, e per altri incarichi, erano stati iscritti nel libro paga di alcune aziende farmaceutiche. Il Consiglio d’Europa aveva poi rincarato la dose affermando che l’Oms aveva ingigantito il pericolo pandemia generando un grande spreco di denaro pubblico. L’Oms si è difesa innanzitutto elencando i motivi per i quali l’ondata di influenza è stata giudicata diversa da quella stagionale, e, conseguentemente, i principi secondo i quali ha ritenuto opportuno lanciare l’allarme pandemia. Allo stato attuale, ha evidenziato l’Oms, non viene adottata una ‘scala’ di diversi livelli di severità per prendere la decisione di dichiarare l’allerta pandemica. Questo perché l’esperienza ha insegnato che, le varie pandemie succedutesi nel corso della storia, hanno sempre cambiato caratteristiche con il trascorrere del tempo e la loro gravità è sempre apparsa variabile a seconda del luogo e della popolazione colpita. Inoltre, quando l’11 giugno del 2009 il direttore generale dell’Oms Margaret Chan ha dichiarato l’inizio della pandemia, ha subito precisato che sarebbe stata di modesta gravità e che non si attendeva un repentino aumento del numero di ammalati gravi o di decessi. Durante i successivi aggiornamenti poi, l’Oms ha sempre ricordato ai cittadini che la maggior parte dei pazienti colpiti ha mostrato sintomi non gravi ed è guarita rapidamente.

Per quel che invece riguarda l’accusa di aver ‘gonfiato’ l’allarme pandemia per far lievitare i profitti delle aziende farmaceutiche, l’organismo ha precisato che nessuna evidenza concreta di condotta illecita è emersa dalle recenti inchieste. I conflitti d’interesse – ha sottolineato l’Oms – sono possibili in ogni rapporto esistente fra un'agenzia come l'Oms e l'industria. E il parere dei più importanti esperti al mondo nelle varie materie vengono richiesti sia da enti pubblici, che da
imprese commerciali. Entrambi hanno infatti la necessità di aver a disposizione la migliore competenza possibile. L'Oms ha però un sistema in grado di proteggere dai rischi che questo comporta,poiché chiede a tutti i consulenti di dichiarare i propri interessi professionali o finanziari e valuta a fondo i dati ottenuti per scongiurare il rischio di conflitti d'interesse.
 
Infine, per quanto attiene ai nomi del comitato d'emergenza nominato dall'Oms per la pandemia influenza da A/H1N1, che non sono mai stati resi noti, l'organismo precisa che fin dall’inizio si era deciso di rendere pubblici i nominativi in questione solo a lavoro terminato. Lavoro che, evidenzia l'Oms, non è ancora stato portato a termine. L'Oms si rende comunque conto che questa decisione ha creato sospetti sul fatto che questo comitato potesse perseguire interessi commerciali e precisa che sta esaminando le procedure per rendere noti i nomi dei componenti. Ma questo sempre quando la pandemia sarà terminata.
 
 
G.R.

10 Giugno 2010

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