Lotta al fumo. Sirchia: “Bene Lorenzin, ma non basta. Alzare prezzo sigarette e chiudere distributori automatici”

Lotta al fumo. Sirchia: “Bene Lorenzin, ma non basta. Alzare prezzo sigarette e chiudere distributori automatici”

Lotta al fumo. Sirchia: “Bene Lorenzin, ma non basta. Alzare prezzo sigarette e chiudere distributori automatici”
Queste, secondo l'ex ministro delle Salute che ha dato il suo nome alla Legge Antifumo del 2004, le misuri utili per scongiurare il consumo sempre più precoce di fumo tra i giovani. Plauso al ministro per la sua proposta di divieto di fumo nelle auto in presenza di bambini e donne incinta.

Sull'onda di quanto dichiarato questa mattina dall'Agenzia nazionale per la prevenzione (Anp) in merito alle campagne di prevenzione sul fumo e all'appello lanciato nei giorni scorsi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin al Parlamento, abbiamo intervistato l'ex ministro della Salute,Girolamo Sirchia, autore nel 2004 della Legge Antifumo che per prima ha vietato il fumo in tutti i locali pubblici.
 
"La mia legge sul fumo era indirizzata a proteggere i non fumatori. Non andava ad intaccare altri ambiti anche perché, in Parlamento, ogni tentativo di normare la materia in un'ottica proibizionista si sarebbe arenato. Ci sono troppi interessi in ballo sul fumo. La legge del 2004 ha funzionato per quello che era il suo ambito d'azione, doveva però essere seguita da altri provvedimenti, ad esempio sul fumo minorile", ha spiegato l'ex ministro.

Proprio su quest'ultimo ambito, Sirchia ha sottolineato come "le multinazionali del tabacco sono molto potenti, investono grandi quantità di denaro studiando modelli comportamentali che possano influenzare i più giovani: personaggi televisivi, cinematografici, pubblicità, tutta gente pagata per indurre i ragazzi a comportamenti 'poco sani'".

"Una cosa da poter fare immediatamente, ad esempio – ha proposto – è quella di eliminare i distributori automatici di sigarette, non hanno alcun senso di esistere. Ma anche un consistente aumento dei prezzi dei prodotti del tabacco sarebbe un'iniziativa facile da attuare e potrebbe portare subito risultati nello scoraggiare il consumo da parte dei più giovani".

E la nuova proposta di legge di Lorenzin? Per Sirchia va applaudita soprattutto "per la sua presa di posizione nel vietare il fumo in tutti gli ambienti scolastici, compresi quelli all'aperto: molti insegnanti, troppo spesso, danno ancora un pessimo esempio in tal senso".

"Quello che manca – ha proseguito l'ex ministro – è una disapprovazione culturale da parte delle persone: non vedo sufficiente preoccupazione davanti all'immagine di 12enni che, magari per ostentare la loro indipendenza, ostentano il loro 'vizio'. Allo stesso modo manca indignazione per i 'mozziconi' di sigarette gettati a terra e nel mare. Un Paese civile non può accettare questi comportamenti poco salutari ed indecorosi senza intervenire. Così come un Paese civile non può accettare che si fumi in auto in presenza di minori o donne incinta. Ha fatto bene il ministro Lorenzin ad intervenire in questo senso, anche se il suo proposito non è compreso nel ddl e sarà il Parlamento a dover decidere se introdurlo o meno".
 
Infine, commentanmdo le dichiarazioni dell'Anp che ha definito "inutili" e non efficaci le campagne di prevenzione fatte nelle scuole parlando direttamente agli studenti, Sirchia ha voluto precisare: "Sono molto importanti le campagne di prevenzione nelle scuole elementari e medie. Intervenire su quelle fasce d'età può essere utile anche per sensibilizzare di riflesso i genitori. Discorso diverso deve essere invece fatto nei licei: qui un intervento di questo tipo diventa inutile se non addirittura contro producente – ha concluso Sirchia – A quell'età i ragazzi non ascoltano più i propri genitori ed insegnanti e diventa opportuno intervenire in maniera diversa. Finché non si costituirà un movimento culturale di disapprovazione verso questi comportamenti, da sostenere attraverso leggi ad hoc, noi non riusciremo a cambiare lo stato delle cose". 
 
Più cauto, invece, sulla polemica innestata, sempre dall'Anp, nei confronti del Moige: "Finanziare persone e Associazioni per protestare al fine di bloccare provvedimenti è una strategia ormai nota da anni e portata avanti da tabaccai e multinazionali del tabacco. Non conosco nello specifico l'azione portata avanti dal Moige ma il meccanismo è ormai noto da tempo".
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

19 Agosto 2013

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