Manovra. Simeu: “Rischio futura ingestibilità di tutto il SSN. Prendiamo atto di una legge di bilancio che non dà alcun segno di reazione al declino sempre più verticale”

Manovra. Simeu: “Rischio futura ingestibilità di tutto il SSN. Prendiamo atto di una legge di bilancio che non dà alcun segno di reazione al declino sempre più verticale”

Manovra. Simeu: “Rischio futura ingestibilità di tutto il SSN. Prendiamo atto di una legge di bilancio che non dà alcun segno di reazione al declino sempre più verticale”
“Chi pensava che la pandemia Covid19 segnasse il momento di massima difficoltà del SSN purtroppo si sbagliava: dal mondo dell’emergenza urgenza risulta infatti che il momento di peggiore crisi è invece proprio quello in corso”

“Chi pensava che la pandemia Covid19 segnasse il momento di massima difficoltà del SSN purtroppo si sbagliava: dal mondo dell’emergenza urgenza risulta infatti che il momento di peggiore crisi è invece proprio quello in corso, ulteriormente aggravato dai fatti registrati negli ultimi giorni. Quanto accaduto a Bari, l’irragionevole ammenda di oltre 27.000 euro comminata dall’Ispettorato del Lavoro al Direttore del Pronto Soccorso dott. Vito Procacci – già presidente regionale SIMEU – reo di aver lavorato troppo e di aver gestito eccessivi turni di lavoro per sé stesso ed il suo team, sono solo l’ultimo esempio del tremendo peso personale, oltre che professionale, che si sta chiedendo e – nonostante tutto – è sostenuto dai primari in prima linea, schiacciati dalla necessità di garantire quotidianamente il servizio ad un numero sempre più elevato di pazienti ed un sistema, anche legislativo, ormai non più aderente alla realtà.

Osserviamo anche che lo svilimento di professionisti che meriterebbero di essere salvaguardati e valorizzati, il loro costante coinvolgimento a copertura dei turni, la loro esasperazione – umanamente comprensibile – purtroppo in taluni casi sta producendo un fenomeno nuovo: quello dei conflitti personali all’interno delle aziende”. Lo sottolinea Beniamino Susi, Vicepresidente nazionale SIMEU.

Dalle Istituzioni, secondo il sindacato, non giungono segnali sufficienti. “Prendiamo atto di una manovra finanziaria che non dà alcun segno di reazione al declino sempre più verticale del SSN. La giusta attenzione alle liste d’attesa, le promesse di nuove premialità per i pochi medici che vorranno lavorare ancora di più, non possono essere la sola risposta” afferma il Presidente nazionale SIMEU Fabio De Iaco, “si continua a guardare al passato, imprigionati in modalità di approccio al problema che hanno già dimostrato inefficacia ed anzi sono tra le principali cause della situazione odierna”. Carenza di medici e infermieri, incremento delle esigenze dei cittadini, debolezze della medicina del territorio, insufficienza degli ospedali, istanze socio-assistenziali crescenti che non trovano altro sbocco se non in Pronto Soccorso che continuano incredibilmente a garantire il servizio, pur nel disagio di tutti gli operatori e dei direttori di struttura.

Secondo la Simeu,“i recenti dati sui prossimi ingressi nelle scuole di specializzazione riflettono il rifiuto dei nuovi medici di aderire al progetto del futuro SSN (oltre 6000 borse sono andate perdute), non solo per la Medicina d’Emergenza Urgenza, che registra il triste primato del 76% di posti di specialità che resteranno non assegnati. Si è verificato un peggioramento del 15% rispetto ai bandi del 2022 che, sommato al rischio di abbandono storicamente registrato durante gli anni di specializzazione calcolato attorno al 20%, significa che nei prossimi 5 anni si avrà un solo specialista MEU ogni 125.000 abitanti. Il rischio vero è la scomparsa dell’assistenza specialistica in urgenza, garanzia insostituibile per la sopravvivenza stessa dei cittadini: la situazione si correggerà solo con un deciso intervento che riveda ruolo e organizzazione del sistema extra-intra ospedaliero nella direzione della peculiarità e soprattutto delle ambizioni professionali dei giovani specialisti, a partire dalle motivazioni che generano questo dato. È evidente la necessità imperativa di un’analisi profonda dell’attrattività del SSN e dell’offerta formativa e professionale post-laurea. Un sistema che continua a impiegare in Pronto Soccorso medici di varia provenienza ma si priva del prezioso apporto di specializzandi degli ultimi anni di corso, rivela una stortura inaccettabile per la salute stessa dei cittadini, per la gestione economica della sanità, per la dignità di chi sceglie la professione”. Inoltre, i dati legati alle altre specialità, certificano il rischio della futura ingestibilità di tutto il SSN: 56% di borse non assegnate in Chirurgia Generale, 53% in Anestesia e Rianimazione, 46% in Medicina Interna, 72% in Anatomia Patologica. “Senza un deciso intervento strutturale ci chiediamo chi, nei prossimi anni, manterrà in vita gli ospedali per acuti” sottolinea il past President Salvatore Manca.

SIMEU CHIEDE ALLA POLITICA SEGNALI INCISIVI E CORAGGIOSI.

Secondo il dott. Andrea Fabbri che dirige l’Osservatorio nazionale SIMEU “Gli investimenti annunciati, non saranno incisivi se non accompagnano progetti di riforma che possono cambiare la visione del futuro”.

  • Riforme di contesto che permettano giusta dignità ai professionisti della salute.
  • Riforma delle scuole di specializzazione che offra orizzonti dignitosi e attrattivi ai nuovi medici,
  • Azioni chiare e decise sul contenzioso medico-legale,
  • Riconoscimento delle nuove competenze degli infermieri,
  • Riforma dell’intero sistema dell’Emergenza Urgenza

24 Ottobre 2023

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