Medicina e realtà. Se ne discute domani all’Ordine di Torino

Medicina e realtà. Se ne discute domani all’Ordine di Torino

Medicina e realtà. Se ne discute domani all’Ordine di Torino
Recuperare i valori culturali  della professione medica che possono mettere la Medicina al riparo da una deriva ipertecnologica. Così il presidente dell’Ordine di Torino, Amedeo Bianco, ha spiegato l’obiettivo di questo appuntamento che vedrà riunirsi filosofi, medici, ricercatori e medici legali.

Di cosa parliamo quando parliamo di Medicina? Di scienza certo, di meccanismi molecolari, fisiologici, di evidenze cliniche: e il Nobel conferito proprio ieri a Rothman, Schekman e Südhof sta lì a ricordarcelo. Ma non solo di corpi parla la Medicina, bensì anche di storie, di vissuti, di credenze, e poi di categorie filosofiche, etiche, sociali. Per questo, primo in Italia, l’Ordine dei Medici di Torino – presieduto da Amedeo Bianco – organizza, presso la sua sede di Villa Ruby in collaborazione col Dipartimento Studi Umanistici dell’Università, domani, 9 ottobre, il Convegno su: “Medicina e realtà”.

Al microfono si alterneranno filosofi, medici, medici legali. Il Congresso vedrà infatti, a partire dalle 9, sul palco Maurizio Ferraris, docente di Filosofia teoretica all’Università di Torino e fondatore della corrente di pensiero denominata “Nuovo Realismo”, il filosofo morale Mario De Caro, l’ingegnere elettronico Domenico Massimo Pisanelli, esperto di informatica medica e ricercatore al Cnr sulle potenzialità e i rischi della rappresentazione informatica della realtà in Medicina.

Nel pomeriggio, le riflessioni filosofiche e culturali verranno vagliate analizzando i contenuti della letteratura medico-scientifica (Guido Giustetto, vice Presidente dell’OMCeO di Torino), del consenso informato, (Elsa Margaria, Consigliere dell’Ordine), della psichiatria forense (Ugo Fornari) della medicina legale giudiziaria (Lorenzo Varetto).

“È il recupero dei valori culturali più profondi della professione medica – ha spiegato Amedeo Bianco – che può mettere la Medicina al riparo dai rischi di una deriva iperspecialistica e ipertecnologica”. Le nuove esperienze di “umanizzazione” (medical humanities) già messe in campo in Italia, in Europa, negli Usa stanno cambiando il panorama culturale della Medicina e il numero di iscrizioni a questa iniziativa torinese ne è un’altra testimonianza: si è già resa necessaria una riedizione a Torino, e si progetta un evento analogo a Roma, presso la Fnomceo.

08 Ottobre 2013

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