Medicina estetica: parte un censimento europeo degli eventi avversi

Medicina estetica: parte un censimento europeo degli eventi avversi

Medicina estetica: parte un censimento europeo degli eventi avversi
Obiettivo dell’iniziativa delle Società scientifiche italiane ed europee di medicina estetica – annunciata nel corso del XXXII congresso nazionale della Sime - sarà la condivisione dei protocolli di cura per aggiornare le linee-guida sui trattamenti estetici e ridurre gli eventi avversi. Un’iniziativa nata dopo la messa al bando da parte del Governo francese di alcune pratiche anti-cellulite considerate a rischio per la salute

Le Società scientifiche italiane ed europee di medicina estetica non ci stanno. La limitazione all’uso di alcune metodiche di medicina estetica per il trattamento dell'adiposità localizzata sancita dal Ministero della Salute Pubblica Francese ha incassato numerose critiche. Per questo hanno concordato di avviare a livello europeo un nuovo censimento degli eventi avversi che, attraverso le Società coinvolte, interesserà tutti i medici che si occupano di tecniche di medicina estetica. Non solo, propongono alle istituzioni nazionali ed europei, l’apertura di un tavolo tecnico di confronto  qualificato sul provvedimento francese.
“Dopo un confronto tra le principali scocietò scientifiche – ha spiegato Emanuele Bartoletti, segretario generale della Società italiana di medicina estetica (Sime) in occasione del loro  XXXII congresso nazionale in cordo a Roma fino all'8 maggio – abbiamo concordemente valutato che le metodiche ‘incriminate’ dal Governo francese, peraltro impiegate quotidianamente in tutto il mondo anche in altre branche della medicina, offrono, se correttamente attuate da medici preparati, ampi margini di sicurezza. Ciò non toglie che abbiamo deciso di intervenire concretamente su questo tema e ci è parso quindi doveroso avviare un censimento degli eventi avversi”.
Obiettivo dell’iniziativa comune sarà la condivisione dei protocolli di cura in grado di aggiornare le linee-guida sui singoli trattamenti oggetto del provvedimento francese. E non solo, anche quello di ridurre le cause metodologiche o di esecuzione che hanno ingenerato gli eventi avversi segnalati nel provvedimento, “la cui entità – ha sottolineato Bartoletti  – non pare tale da giustificare un intervento normativo così drastico”.
Tra le pratiche messe al bando dalla Francia, in quanto ritenute pericolose per la salute umana, ci sono le iniezioni di soluzioni ipoosmolari e di sostanze lipolitiche (fosfatidilcolina e deossicolato di sodio), quelle che prevedano l’utilizzo di cocktail di farmaci per mesoterapia, la Carbossiterapia e il laser transcutaneo senza aspirazione (laser lipolisi). Ma sono state bandite per il sospetto di grave pericolo anche le tecniche di lipolisi che utilizzino agenti fisici esterni (ultrasuoni focalizzati, laser, infrarossi, radiofrequenza)
Alcune di queste metodiche, garantisce Bartoletti, già da molto tempo sono sperimentate con pubblicazioni su numeri importanti (carbossiterapia, laser lipolisi, radiofrequenza, ultrasuoni) e hanno dimostrato di avere un ottimo margine di sicurezza. Diverso è invece il discorso sulle soluzioni ipoosmolari, fosfatidilcolina e deossicolato di sodio e cocktail di farmaci per mesoterapia: che non sono validate dalla Sime, tanto che non vengono utilizzate nel Servizio Ambulatoriale di Medicina Estetica dell'Ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina di Roma. Inoltre, la Società Italiana dl Mesoterapia ormai da anni non approva più l’utilizzo di farmaci miscelati e non riconosce attualmente trattamenti mesoterapici validi per l’adiposità localizzata.
"Gli eventi avversi segnalati dal ministero della Salute francese – ha sottolineato Bartoletti – sono perlopiù dovuti a infezioni causate da malpractice. Questo dimostra che le metodologie scientifiche sono corrette, non  sono le macchine usate a determinare eventi avversi, ma all'utilizzo di prodotti non di qualità impiegati in maniera non corretta".

06 Maggio 2011

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