Melanoma. Deputati effettuano screening per dare l’esempio

Melanoma. Deputati effettuano screening per dare l’esempio

Melanoma. Deputati effettuano screening per dare l’esempio
L'iniziativa, promossa dalla Camera con Euromelanoma, vuole soprattutto sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di aumentare i programmi di prevenzione e screening. In Italia circa 14 persone su 100.000 sviluppano un tumore della pelle. In aumento le lesioni causate da incaute e ripetute esposizioni al sole.
 

L’incidenza dei tumori della pelle è in allarmante aumento e non accenna a fermarsi: 132.000 persone nel mondo sono colpite ogni anno da melanoma e nel nostro Paese circa 14 persone su 100.000 sviluppano questo tumore, tra i più aggressivi in assoluto. In aumento anche le altre forme tumorali della pelle e le lesioni precancerose  come la cheratosi attinica, specificamente causata da ripetute e incaute esposizioni al sole.
Con l’arrivo dell’estate, per sensibilizzare la popolazione, le Istituzioni e il Servizio sanitario nazionale sulla improrogabile necessità di tutelare e controllare la pelle attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce, Euromelanoma, di concerto con la Camera di Deputati, ha indetto una giornata di screening diretto ai parlamentari.

“L’iniziativa promossa dalla Camera dei Deputati in collaborazione con la rappresentante in Italia dell’Euromelanoma– ha dichiarato Giuseppe Palumbo, presidente della commissione Affari Sociali della Camera – si rivolge in particolare alle Istituzioni, affinché contribuiscano ad aumentare l’attenzione della popolazione e del Servizio Sanitario Nazionale sul tema della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della pelle”.

Come ribadisce Ketty Peris, direttore della Clinica Dermatologica dell’Università dell'Aquila, “questo è un obiettivo d’importanza strategica, perché le armi vincenti contro i tumori della pelle sono la prevenzione e la diagnosi precoce: individuare il tumore quando è ancora confinato negli strati più superficiali della pelle, all’interno dell’epidermide. In questi casi l’intervento chirurgico, che consiste nell’asportazione della neoplasia, risulta essere risolutivo e non rende necessarie ulteriori terapie”.

Oltre all’esposizione al sole senza adeguate misure di protezione, altri fattori di rischio per i tumori della pelle sono un fototipo I o II, con pelle e occhi chiari, la familiarità per melanoma, alcune malattie genetiche e una storia pregressa di ustioni causate da una eccessiva e prolungata esposizione al sole: è provato che coloro che hanno avuto ustioni solari nel periodo 0-12 anni sono più suscettibili a sviluppare un melanoma.

L’autocontrollo e la pronta segnalazione delle anomalie della nostra pelle sono le indicazioni da seguire. “Le persone a rischio, in particolare quelle con più di 50 anni e chi si espone abitualmente in modo prolungato al sole – ha sottolineato Sergio Chimenti, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata – dovrebbero sottoporsi ogni anno ad almeno una visita dermatologica di controllo ed eseguire un autocontrollo periodico ogni 2-3 mesi di tutta la superficie corporea segnalando al dermatologo ogni nuova macchia e qualsiasi cambiamento di forma, dimensione e colore dei nei o delle pigmentazioni cutanee che potrebbero rappresentare forme cutanee precancerose”.

Un‘erronea e prolungata esposizione ai raggi solari è anche la causa della cheratosi attinica, il tipo più comune fra le lesioni cutanee precancerose: secondo la Skin Cancer Foundation colpisce il 50% dei soggetti oltre i 50 anni, poiché l’effetto cumulativo dell’esposizione ai raggi solari senza adeguata protezione aumenta con il passare del tempo. Le lesioni precancerose della pelle come la cheratosi attinica rappresentano l’esempio più chiaro dell’importanza di un’adeguata prevenzione: una diagnosi precoce consente infatti di curarle, anche attraverso semplici trattamenti topici, scongiurando l’insorgenza di neoplasie fatali.

Quali sono, dunque, le più importanti misure di prevenzione? Oltre a evitare la prolungata e non protetta esposizione ai raggi solari, bisogna fare attenzione ad alcuni errori frequenti, come dimenticare di riapplicare lo schermo solare, ritenere che non sia possibile scottarsi nelle giornate nuvolose, sotto l’ombrellone o in acqua e fare un uso frequente delle lampade solari.

Per quanto riguarda invece i campanelli di allarme, i dermatologi ricordano la ‘Regola dell’’ABCDE’, per la quale ciascuna lettera indica le caratteristiche da tenere sotto controllo.
“A” sta per Asimmetria: qualsiasi forma irregolare dovrebbe essere sottoposta almeno una volta all’analisi del dermatologo. “B” segnala un Bordo irregolare, “C” indica Colore non uniforme, “D” sta per un Diametro del neo superiore a 6 mm, “E” segnala l’Evoluzione: questo è un fattore determinante, poiché un’evoluzione rapida (cambiamenti del neo nel giro di qualche mese) costituisce infatti un importante segnale di allarme.
 

20 Giugno 2012

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