Menarini. La Corte d’Appello assolve i fratelli Aleotti

Menarini. La Corte d’Appello assolve i fratelli Aleotti

Menarini. La Corte d’Appello assolve i fratelli Aleotti
In primo grado Lucia Aleotti era stata condannata a 10 anni e 6 mesi e il fratello Giovanni Alberto a 7 anni e 6 mesi per riciglaggio. L’Azienda: “Finalmente il Giudice ha riconosciuto l’estraneità degli azionisti di Menarini dai fatti per cui erano accusati ingiustamente”. Dissequestrati 700 milioni che erano stati confiscati.

La corte di appello di Firenze, riformando la sentenza di primo grado, ha assolto i fratelli Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti, figli del patron Sergio Aleotti nel processo Menarini dove erano imputati di riciclaggio. In primo grado Lucia Aleotti era stata condannata a 10 anni e 6 mesi e il fratello Giovanni Alberto a 7 anni e 6 mesi.

La corte di appello di Firenze ha disposto la restituzione agli Aleotti di tutte le somme sequestrate a fini di confisca nell'inchiesta: furono all'inizio 1,2 miliardi di euro di cui oggi, chiuse tutte le pendenze tributarie, residuavano circa 700 milioni di euro. È quanto risulta dalla sentenza letta oggi dal collegio e che ha assolto dalle accuse di riciclaggio.
 
Lucia Aleotti è stata assolta dalla corte di appello di Firenze `per non aver commesso il fatto´ rispetto all'accusa di riciclaggio delle somme di denaro provenienti da dichiarazioni fraudolente ed emissioni di fatture per operazioni inesistenti, nonché dall'aver strumentalmente costituito e patrimonializzato, a fini di riciclaggio, le fondazioni Nipote e Nipote bis. Inoltre sempre Lucia Aleotti è stata assolta `perché il fatto non sussiste´ riguardo all'adesione allo scudo fiscale, per il riciclaggio, tramite le stesse fondazioni.
 
Il fratello Giovanni Alberto Aleotti è stato assolto dall'accusa di riciclaggio `perché il fatto non sussiste´ anche rispetto all'accusa di aver concorso in reati presupposti di evasione fiscale. Assolto, come la sorella, dall'accusa di aver costituito le fondazioni Nipote e Nipote bis a fini di riciclaggio, così come per l'accusa di aver usato lo scudo fiscale come strumento di riciclaggio.
 
La corte di appello ha rigettato il ricorso dei pm in merito all'accusa di riciclaggio di denaro provento di truffa continuata e gli appelli delle parti civili.
 
“Siamo felici di questa decisione della Corte d’Appello di Firenze che ha assolto Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti – si legge in una nota del portavoce della famiglia – rispetto a tutti i capi d’imputazione. Sono trascorsi moltissimi anni dall’inizio di questa dolorosa vicenda, ma finalmente il Giudice ha riconosciuto l’estraneità degli azionisti di Menarini dai fatti per cui erano accusati ingiustamente. Ora Lucia e Alberto Giovanni Aleotti potranno continuare a dedicarsi alla crescita del Gruppo Menarini che conta più di 17.000 dipendenti e che, sebbene non sia stato coinvolto direttamente nel processo, ha subito certamente contraccolpi e gravi danni d’immagine, anche a livello internazionale, a causa di questa inchiesta”. 
 
“Abbiamo accolto con soddisfazione la decisione della Corte d’Appello di Firenze – ha commentato Carlo Colombini (membro del CDA di Menarini) – che, in linea con quanto già deciso dal Tribunale di primo grado, ha riconosciuto la completa insussistenza dell’ipotesi di truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. È stato quindi nuovamente confermato che i prezzi dei farmaci Menarini non sono mai stati “gonfiati”, riconoscendo così all’azienda la totale correttezza del proprio operato”. 

05 Dicembre 2018

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