Migranti. Ginecologi, pediatri e neonatologi plaudono a messa in sicurezza delle donne incinte e dei minori a bordo del veliero Alex

Migranti. Ginecologi, pediatri e neonatologi plaudono a messa in sicurezza delle donne incinte e dei minori a bordo del veliero Alex

Migranti. Ginecologi, pediatri e neonatologi plaudono a messa in sicurezza delle donne incinte e dei minori a bordo del veliero Alex
Ma sottolineano come sia “un irrinunciabile dovere difendere e tutelare la salute di donne e bambini, ancor di più quando si trovino in situazioni di precarietà e difficoltà”. E intanto per tutta la mattinata di sabato prosegue il braccio di Ferro tra la Ong Mediterranea proprietaria dell'imbarcazione e il Ministero dell'Interno sulle modalità dello sbarco dei migranti. Alla fine il veliero forza il blocco ed entra a Lampedusa dove la barca sarà sequestrata e i migranti sbarcati a terra.

“Le associazioni AOGOI, SIGO, SIN e SIP apprendono con soddisfazione che si è intervenuti per  porre in sicurezza e garantire le cure necessarie a 4 donne gravide e a tutti i minori a bordo della barca a vela Alex. Per gli Ostetrici-Ginecologi, i Neonatologi e i Pediatri italiani è un irrinunciabile dovere difendere e tutelare la salute di donne e bambini, ancor di più quando si trovino in situazioni di precarietà e difficoltà”, lo scrivono oggi in una nota Elsa Viora, Presidente  AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri), Giovanni Scambia, Presidente SIGO (Società Italiana  di Ginecologia e Ostetricia), Fabio Mosca, Presidente SIN  (Società Italiana di Neonatologia) e Alberto Villani, Presidente SIP (Società Italiana di Pediatria).
 
Mentre i sanitari rilasciavano queste dichiarazioni il veliero Alex della Ong Mediterranea era fermo a 12 miglia dall'isola di Lampedusa con una quarantina di migranti a bordo. L’equipaggio aveva chiesto ufficialmente di poter entrare in porto, sebbene il Viminale imponesse alla barca di dirigersi verso Malta che ha dato la disponibilità all'attracco.
 
"L'Italia ha confermato ad Alex la disponibilità a scortarla a La Valletta, con trasbordo di immigrati su altre navi più sicure, a patto che entri nel porto e si sottoponga ai doverosi controlli di un Paese dell'Unione europea. Ipotesi rifiutata dalla ong: Roma e Malta – rende noto il Ministero dell'Interno – sono allibite per quella che appare come una richiesta di impunità preventiva e che tiene bloccate delle persone in mezzo al Mediterraneo. La ong vuole lo scontro pur di andare a Lampedusa".
 
"Dopo una notte di scambi con i Centri di coordinamento dei soccorsi di Malta e Italia, è del tutto evidente che partire per il porto de La Valletta nelle attuali condizioni significherebbe mettere a rischio la sicurezza e l’incolumità delle persone a bordo della Alex". È quanto scrive in una nota pubblicata da Mediterranea Saving Humans.
 
"Abbiamo addirittura scoperto che, secondo Itmrcc di Roma, in prossimità dell’arrivo nelle acque territoriali maltesi, Alex dovrebbe caricare di nuovo a bordo, in spregio a qualsiasi norma sulla sicurezza della navigazione, tutte e 41 le persone ed entrare così nel porto di La Valletta – prosegue Mediterranea -. Inquietanti sono poi le notizie di stampa che, da diverse autorevoli fonti, denunciano l’esistenza di un accordo tra Governo italiano e maltese finalizzato al sequestro dell’imbarcazione Alex e all’arresto di tutto il nostro equipaggio. Atti ritorsivi fuori da ogni rispetto dello stato di diritto".
 
"In queste condizioni, nel pieno rispetto del diritto internazionale, delle Convenzioni marittime e delle linee guida dell’IMO, abbiamo appena reiterato la richiesta di assegnazione del porto sicuro più vicino di Lampedusa come Place of Safety", conclude la nota dell'associazione umanitaria.
 
E poi nel pomeriggio la svolta con la decisione del veliero umanitario di forzare il blocco ed entrare nel porto di Lampedusa dove i migranti sbarcheranno a terra nella notte in coseguenza del sequestro penale del natante disposto di iniziativa dalla Guardia di Finanza. Il capitano di Alex è ora indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
 

06 Luglio 2019

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