È morto il premio Nobel per la Medicina, Renato Dulbecco

È morto il premio Nobel per la Medicina, Renato Dulbecco

È morto il premio Nobel per la Medicina, Renato Dulbecco
Il noto biologo e genetista ricevette il prestigioso riconoscimento nel 1975 per il suo lavoro sulle interazioni tra virus tumorali e materiale genetico della cellula. Si è spento nella notte a La Jolla (California), dove lavorava all'istituto Salk. Tra due giorni avrebbe compiuto 98 anni.

Il mondo della scienza è in lutto per la scomparsa di Renato Dulbecco, premio Nobel per la Medicina nel 1975. Il famoso biologo e genetista, nato a Catanzaro nel 1914 ma cittadino americano dal 1953, è deceduto nella notte a La Jolla, in California, dove lavorava presso l'istituto Salk. Il 22 febbraio avrebbe compiuto 98 anni.

Se oggi sappiamo che i tumori sono malattie dai mille volti e che il primo bersaglio per aggredirli è il loro Dna il merito è proprio di Renato Dulbecco, il pioniere delle ricerche sulla genetica del cancro. L'Accademia svedese delle scienze gli assegnò il Nobel proprio per la scoperta del meccanismo d'azione dei virus tumorali nelle cellule animali.

Nonostante avesse la cittadinanza americana dal 1953, Dulbecco ha sempre mantenuto un forte legame con l'Italia, tanto da essere considerato il padre delle ricerche italiane sulla mappa del Dna, condotte presso l'Istituto di Tecnologie Biomediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Milano. I suoi continui spostamenti tra Milano e La Jolla vennero interrotti solo a causa dell’età avanzate e delle sue condizioni di salute.
Sempre a proposito di Italia, nel 1999 lo scienziato accettò anche l'invito a condurre il Festival di Sanremo. La sua presenza fu fortemente voluta da Fabio Fazio e Dulbecco devolse il suo compenso a favore del rientro in Italia dei ricercatori andati a studiare e a lavorare all'estero. Un'iniziativa simbolica che ancora oggi prosegue nel "Progetto carriere Dulbecco" promosso da Telethon.

Da giovane si iscrisse ad appena 16 anni alla facoltà di medicina dell'università di Torino dove seguì i corsi dell'anatomista Giuseppe Levi insieme a Rita Levi Montalcini e Salvador Luria, altri due Nobel. A soli 20 anni si laureò. Durante la seconda guerra mondiale fu richiamato come ufficiale medico prima sul fronte francese e poi su quello russo.
A seguito della caduta del fascismo, Dulbecco aderì alla Resistenza prendendo parte nel Cln di Torino. Dopo la guerra, nel 1947 decise di trasferirsi negli Stati Uniti per raggiungere Luria, fuggito dall'Italia a causa delle leggi razziali. Proprio sulla stessa nave, a sorpresa, incontrò la sua ex compagna di studi: Rita Levi Montalcini.
Nel 1960, al California Institute of Technology, osserva che i tumori sono indotti da una famiglia di virus che in seguito chiamerà “oncogeni”: saà la scoperta che gli varrà il premio Nobel quindici anni più tardi. Oltre al Nobel, Dulbecco venne insignito anche della laurea honoris causa in scienze dall'Università di Yale. Era inoltre membro dell'Accademia dei Lincei, dell'Accademia nazionale delle scienze americana e membro della Royal Society inglese.

20 Febbraio 2012

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