New York: donazione degli organi anche per chi muore a casa

New York: donazione degli organi anche per chi muore a casa

New York: donazione degli organi anche per chi muore a casa
Contro la carenza di organi per trapianto a Manhattan dal 1 dicembre è attiva un’unità speciale incaricata di raggiungere il potenziale donatore deceduto a casa propria e portarlo al centro competente in tempo utile per l’espianto degli organi.

Gli organi per i trapianti non bastano mai. E non solo per la bassa disponibilità alla donazione, ma anche per un banale motivo: molti dei decessi di chi ha già deciso di donare i propri organi avvengono fuori dalle mura dell’ospedale – a casa, magari – e ciò rende impossibile l’espianto degli organi in tempo utile. Per esempio a Manhattan sono stati 50 mila i decessi nel corso del 2009. Di questi 600 erano eligibili alla donazione, ma meno della metà (261) sono diventati donatori. Nel frattempo, circa 8 mila newyorkesi erano in attesa di un trapianto.
Da questa semplice conta è nato un progetto pilota, non nuovo in Europa, ma inedito oltre-Atlantico: la messa a punto di una task force mobile, una vera e propria unità medica speciale che, con la collaborazione delle forze di polizia e dei vigili del fuoco, raggiunge il potenziale donatore deceduto a casa propria in pochi minuti per procedere, in meno di un’ora dal momento in cui il cuore ha smesso di battere, all’espianto degli organi.
Il programma, per cui il il Department of Health Resources and Services Administration ha stanziato un milione e mezzo di dollari, è iniziato ieri e si avvale di una squadra composta da 2 infermieri, uno specialista incaricato di parlare con la famiglia e un medico.
La chiamata da parte dei familiari innesca la catena dell’intervento che, prima, porta un ufficiale di polizia a constatare che la morte non sia connessa a un crimine. Subito dopo aver tentato la rianimazione, lo specialista affronta con i familiari – che devono dare l’ok all’espianto – il difficile momento, mentre il personale medico valuta l’eligibilità alla donazione. Subito dopo il paziente viene trasportato con un veicolo appositamente attrezzato al centro competente, il Bellevue Hospital.
In questa fase, il programma prevede soltanto l’espianto dei reni.
Si tratta di un progetto “molto, molto modesto – ha commentato Lewis Goldfrank, direttore del reparto di emergenza al Bellevue Hospital Center – ma che può dimostrare un concetto che può rivelarsi rivoluzionario”. Cioè che anche le persone decedute a casa possono diventare donatori.
Entusiasta il sindaco di New York, Michael Bloomberg: “Donare un organo può salvare una vita. È per questo che sono un donatore”, ha affermato. “Ma la triste verità è che circa 8 mila newyorkesi in questo momento sono in lista d’attesa per un trapianto e ci sono barriere che fanno sì che salvare le loro vite non sia semplice come dovrebbe essere. Questo nuovo programma pilota ci aiuterà a testare un processo che potrebbe cambiare il modo in cui doniamo gli organi e aiutare a salvare molte vite”. 

03 Dicembre 2010

© Riproduzione riservata

Autismo. Parte la campagna social Angsa per raccontare la vita in tutte le sue sfumature
Autismo. Parte la campagna social Angsa per raccontare la vita in tutte le sue sfumature

L’Angsa (Associazione nazionale genitori persone con autismo), operativa da 40 anni, iniziamo la pubblicazione di una serie di video sui maggiori canali social per raccontare come la vita in tutte...

Marketing scorretto che invita i minori all’uso precoce di skincare per adulti, avviate istruttorie verso alcune aziende di cosmesi
Marketing scorretto che invita i minori all’uso precoce di skincare per adulti, avviate istruttorie verso alcune aziende di cosmesi

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha agito contro la diffusione del fenomeno di “cosmeticoressia”, ovvero l’ossessione per la cura della pelle da parte dei minori. Lo ha fatto...

Attività fisica e prevenzione sin da piccoli, siglato protocollo d’intesa tra Fimp, Coni e Fondazione Milano Cortina 2026
Attività fisica e prevenzione sin da piccoli, siglato protocollo d’intesa tra Fimp, Coni e Fondazione Milano Cortina 2026

La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), il CONI e la Fondazione Milano Cortina 2026 hanno siglato un protocollo d’intesa per la promozione dell’attività fisica come sana abitudine quotidiana, educare fin...

Sindrome del bambino scosso, prevenzione e informazione in 150 città con la campagna “NonScuoterlo!”
Sindrome del bambino scosso, prevenzione e informazione in 150 città con la campagna “NonScuoterlo!”

Torna anche nel 2026 la campagna di sensibilizzazione contro la Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), una forma di trauma cerebrale grave e ancora troppo poco conosciuta, che può...