ObamaCare. Cattolici denunciano Presidente: “No ai contraccettivi gratis”

ObamaCare. Cattolici denunciano Presidente: “No ai contraccettivi gratis”

ObamaCare. Cattolici denunciano Presidente: “No ai contraccettivi gratis”
Dodici cause in diversi stati Usa da parte di 43 tra diocesi università e organizzazioni cattoliche contro la riforma sanitaria di Barack Obama. Il motivo: i piani assicurativi, della riforma, che prevedono il rimborso delle spese per i contraccettivi.

Al mondo cattolico non piace quel punto della riforma sanitaria, Obama care, in cui viene stabilito che i datori di lavoro forniscano ai loro dipendenti una assicurazione medica che comprende la copertura per i contraccettivi e per questo motivo quarantatré tra diocesi, università e organizzazioni cattoliche hanno avviato 12 cause in diversi Stati americani contro il governo federale per protestare contro quei piani assicurativi.
 
Secondo i cattolici si tratta di una norma incostituzionale in quanto “forza anche istituzioni affiliate ad enti religiosi a sostenere indirettamente pratiche per il controllo delle nascite contrarie ai principi del loro credo”.
 
La polemica su questa materia non è nuova e in passato il presidente, compiendo una parziale retromarcia, aveva fatto sapere che le istituzioni affiliate con organizzazioni religiose, come ad esempio le università cattoliche, non avrebbero più avuto l’obbligo di coprire la spesa sanitaria dei dipendenti per gli anticoncezionali.
 
Per le organizzazioni cattoliche il nodo del contendere è che i rimborsi previsti dalla riforma di Barack Obama rappresentino una violazione della libertà di religione. Secondo l’arcidiocesi di Washington e l’Università Cattolica americana. “questa causa riguarda una delle libertà più preziose dell’America: la libertà di culto senza l'interferenza del governo”, aggiungendo che “il governo cerca di imporre ai querelanti, tutte le entità cattoliche, di violare il loro credo religioso garantendo, pagando o favorendo l’accesso a questi servizi". Le organizzazioni cattoliche invocano quindi il primo emendamento della costituzione sulla libertà di religione per ottenere di essere esentate da tale compito. 

22 Maggio 2012

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