Operava in casa nonostante fosse sospeso: medico ai domiciliari. Blitz del Nas a Roma

Operava in casa nonostante fosse sospeso: medico ai domiciliari. Blitz del Nas a Roma

Operava in casa nonostante fosse sospeso: medico ai domiciliari. Blitz del Nas a Roma
l medico, già sospeso dalla professione per precedenti vicende giudiziarie, è stato sorpreso dai Carabinieri del Nas mentre eseguiva un intervento di otoplastica in un’abitazione privata al Quadraro. A suo carico anche un’indagine per il decesso di una paziente. Disposta la misura degli arresti domiciliari

I Carabinieri del NAS di Roma hanno eseguito nel pomeriggio del 21 luglio una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un medico, sorpreso nei giorni scorsi a esercitare la professione in violazione di un precedente provvedimento di sospensione. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica, che aveva inizialmente chiesto la custodia in carcere per la gravità dei fatti.

Le indagini, condotte dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Roma e coordinate dal Sostituto Procuratore Eleonora Fini, hanno permesso di documentare l’attività illecita del professionista. Il medico, già sottoposto a sospensione per vicende pregresse legate a interventi non autorizzati e violenza privata, era anche indagato per la morte di una donna a seguito di una liposuzione.

Nonostante tutto, il dottore ha continuato a operare in condizioni del tutto irregolari. È stato infatti colto in flagrante mentre effettuava un intervento di otoplastica su una giovane donna sudamericana, in una camera da letto di un appartamento nel quartiere Quadraro. L’ambiente era privo di requisiti igienico-sanitari minimi: nella stanza erano presenti oggetti personali, sporcizia e persino due cani che si muovevano liberamente. Il medico, coadiuvato da un’infermiera in pensione, aveva già somministrato alla paziente anestetico locale, come poi accertato dal pronto soccorso del Policlinico Casilino.

Le immagini registrate dai Nas documentano il momento dell’intervento, con camici indossati e strumenti chirurgici in uso, a testimonianza dell’attività medica in corso. Le pesanti prove raccolte hanno portato l’autorità giudiziaria a disporre la misura cautelare per il reato di violenza privata.

La Procura sottolinea che il provvedimento è stato emesso nella fase preliminare delle indagini e che, fino a sentenza definitiva, vale la presunzione di innocenza.

22 Luglio 2025

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