Polizia penitenziaria. Malati di mente e tossicodipendenti non dovrebbero stare in carcere

Polizia penitenziaria. Malati di mente e tossicodipendenti non dovrebbero stare in carcere

Polizia penitenziaria. Malati di mente e tossicodipendenti non dovrebbero stare in carcere
E’ la principale richiesta formulata ieri dai rappresentanti del Sindacato autonomo della polizia penitenziaria incontrando il sottosegretario Giovanardi. Per loro e per i detenuti affetti da disturbi mentali andrebbe previsto un circuito penitenziario differenziato. Un problema che tocca più di un 1 detenuto su 3. Il tutto quando l'80% dei carcerati denuncia comunque un cattivo stato di salute.

Una delegazione del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) ha incontrato ieri a Palazzo Chigi il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Carlo Giovanardi, al quale – informa una nota del sindacato – sono state rappresentate le pesanti criticità che le donne e gli uomini della penitenziaria sono costretti quotidianamente ad affrontare a seguito del grave sovraffollamento delle carceri italiane. E’ stato in particolare posto in evidenza l’elevato numero di detenuti con problemi di tossicodipendenza e di salute.
 
“Secondo i dati recentemente diffusi  – si legge sempre nella nota – è emerso che l'80% dei circa 70 mila detenuti oggi in carcere ha problemi di salute, più o meno gravi. Il 38% versa in condizioni mediocri, il 37% in condizioni scadenti, il 4% ha problemi di salute gravi e solo il 20% è sano. Un detenuto su tre è tossicodipendente. Del 30% dei detenuti che si è sottoposto al test Hiv, il 4% e' risultato positivo. E ancora, il 16% soffre di depressione o altri disturbi psichici, il 15% ha problemi di masticazione, il 13% soffre di malattie osteoarticolari, l'11% di malattie epatiche, il 9% di disturbi gastrointestinali. Circa il 7% è infine portatore di malattie infettive. Il dato importante da considerare  – conclude la nota del Sappe –  è che i detenuti affetti da tossicodipendenza o malattie mentali, come ogni altro malato limitato nella propria libertà, sconta una doppia pena: quella imposta dalle sbarre del carcere e quella di dover affrontare la dipendenza dalle droghe o il disagio psichico in una condizione di disagio, spesso senza cure adeguate e senza il sostegno della famiglia o di una persona amica. Forse è il caso di ripensare il carcere proprio prevedendo un circuito penitenziario differenziato per queste tipologie di detenuti”.

02 Dicembre 2010

© Riproduzione riservata

Epidemie. L’Oms testa un gioco strategico per accelerare rilevazione e risposta
Epidemie. L’Oms testa un gioco strategico per accelerare rilevazione e risposta

Individuare un sospetto focolaio entro sette giorni, notificare le autorità sanitarie pubbliche entro un giorno e attivare una risposta efficace entro altri sette. Questo l’obiettivo del modello “7-1-7” che l’Organizzazione...

La serie “The Pitt” mostra il vero volto del lavoro in Pronto Soccorso, che resiste in una sanità al collasso
La serie “The Pitt” mostra il vero volto del lavoro in Pronto Soccorso, che resiste in una sanità al collasso

Quasi cinque anni dopo l’inizio della pandemia da Covid-19 e il conseguente bisogno di evasione che ha portato una grande parte di pubblico ad evitare di scegliere intrattenimento a tema...

Aifa sostiene la giornata delle malattie rare 2026
Aifa sostiene la giornata delle malattie rare 2026

La rarità di una patologia non può tradursi in invisibilità. Per chi convive con una malattia rara, il primo ostacolo non è solo la terapia, ma il percorso: ottenere una...

Doping. Smantellato traffico di anabolizzanti tra Calabria e Toscana: due misure cautelari, 33 indagati
Doping. Smantellato traffico di anabolizzanti tra Calabria e Toscana: due misure cautelari, 33 indagati

Due misure cautelari personali eseguite tra Capannori (LU) e Cassano allo Jonio (CS), 33 persone deferite all’Autorità giudiziaria e oltre 650 confezioni di farmaci anabolizzanti sequestrate. È il bilancio dell’operazione...