“Presunte pratiche commerciali ingannevoli e scorrette”. Antitrust apre indagine su Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. e Previmedical

“Presunte pratiche commerciali ingannevoli e scorrette”. Antitrust apre indagine su Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. e Previmedical

“Presunte pratiche commerciali ingannevoli e scorrette”. Antitrust apre indagine su Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. e Previmedical
L’apertura del fascicolo a seguito di oltre 1.000 reclami. Tra le segnalazioni la richiesta di “documentazione probatoria eccessiva, ritardi nel rilascio delle autorizzazioni alle prestazioni, difficoltà/impossibilità di accedere ai call center per avere informazioni, mancata erogazione di rimborsi senza apparente motivazione”. Ispezioni della Guardia di Finanza nelle sedi delle società

“Molti i problemi riscontrati dagli assicurati tra cui documentazione probatoria eccessiva, ritardi nel rilascio delle autorizzazioni alle prestazioni, difficoltà/impossibilità di accedere ai call center per avere informazioni, mancata erogazione di rimborsi senza apparente motivazione”. Sono queste alcune le motivazioni per cui lAutorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato – a seguito di oltre 1.000 reclami – un procedimento istruttorio nei confronti di Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. e Previmedical – Servizi per Sanità Integrativa S.p.A. per due presunte pratiche commerciali scorrette nell’offerta di servizi assicurativi.
 
“In particolare – scrive l’Antitrust in una nota – , Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. e Previmedical S.p.A. avrebbero svolto una pratica commerciale aggressiva, consistente in condotte e omissioni volte a ostacolare l’esercizio dei diritti che derivano dal rapporto contrattuale, inducendo i consumatori/assicurati a rinunciare alle prestazioni economiche e assistenziali cui avrebbero diritto”.

“Gli assicurati – spiega l’Agcm -, infatti, si sarebbero trovati a fronteggiare richieste di documentazione probatoria eccessiva, ritardi nel rilascio delle autorizzazioni alle prestazioni dirette ovvero ritiro dell’autorizzazione già rilasciata, difficoltà/impossibilità di accedere ai call center delle società per chiedere informazioni, mancata erogazione di rimborsi senza apparente motivazione o sulla base di motivazioni pretestuose, valutazioni sulla congruità delle prescrizioni rilasciate dai medici ai consumatori, inadeguatezza e scarsa trasparenza nella gestione dei reclami”.

Inoltre, per l’Autorità “sia Rbm sia Previmedical avrebbero realizzato una pratica commerciale ingannevole diffondendo a mezzo stampa un messaggio pubblicitario in cui la “Polizza stop liste di attesa di RBM” verrebbe prospettata, contrariamente al vero, come soluzione per chi è “stufo dei tempi del Servizio Sanitario Nazionale”. Una condotta che, se verificata, violerebbe gli articoli 20, comma 2, 21 e 22, del Codice del Consumo”.

“Ieri – informa poi l’Agmc -, 25 novembre, sono state condotte verifiche ispettive nelle sedi delle due società coinvolte nell’istruttoria, in collaborazione con il Nucleo Speciale della Guardia di Finanza”.

26 Novembre 2020

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