Quando la farmaceutica sposa l’arte. Menarini dedica a Cimabue la monografia del 2025 

Quando la farmaceutica sposa l’arte. Menarini dedica a Cimabue la monografia del 2025 

Quando la farmaceutica sposa l’arte. Menarini dedica a Cimabue la monografia del 2025 
Il nuovo volume della collana d’arte del gruppo farmaceutico fiorentino è stato presentato ad Arezzo nella Chiesa di San Domenico che ospita  il Crocifisso del grande maestro del Rinascimento. Aleotti: “Da più di mezzo secolo queste monografie, che si contraddistinguono per il loro linguaggio semplice, avvicinano all’arte anche chi non pensava di potersene innamorare”

Un ritorno alle origini dell’arte italiana, un omaggio a una figura cardine nella storia della pittura occidentale.

È dedicato a Cimabue, artista della seconda metà del Duecento, il nuovo Volume d’Arte Menarini, presentato nella città di Arezzo, dove uno dei suoi capolavori più emblematici — il Crocifisso della Chiesa di San Domenico — continua a raccontare la svolta visiva e spirituale che ha aperto le porte al Rinascimento.

L’omaggio a un maestro rivoluzionario Nella cornice della basilica gotica aretina, l’autrice Miriam Fileti Mazza, storica dell’arte e docente per quarant’anni alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha presentato la sua monografia dedicata a Cimabue. Un artista che, superando le rigide convenzioni della pittura bizantina, ha restituito umanità e naturalezza alla rappresentazione del sacro. “Nell’essenzialità di un’armonia silenziosa, Cimabue è stato capace di emozionare e condurre verso un sentimento di riflessione per la religiosità, al di sopra di ogni fede o dogma – ha detto– Il Volume d’Arte Menarini su questo grande maestro ripercorre il racconto visivo di colui il quale, uscendo dalla primitiva pittura bizantina, aprì la strada alla nuova arte che avrebbe condotto poi al Rinascimento. La sua pittura lontana nel tempo si riappropria della percezione, donando ancora mistero, naturalezza e il fascino antico delle origini”.
La presentazione del Volume, edito da Pacini Editore, ha visto anche la partecipazione della storica dell’arte Liletta Fornasari, che ha guidato il pubblico in un viaggio tra le bellezze e la storia della basilica gotica di San Domenico.

Un ponte tra arte e cultura accessibile Il Volume d’Arte su Cimabue si inserisce nella storica collana promossa dal Gruppo Menarini, che ha avuto inizio nel 1956. Ogni anno, un nuovo volume si aggiunge a questa collezione editoriale, per far conoscere i capolavori dell’arte italiana, da Botticelli a Caravaggio, da Leonardo a Raffaello.

“Portare avanti la tradizione dei Volumi d’Arte Menarini significa coltivare la bellezza come parte della vita quotidiana – commentano Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del Board di Menarini – Da più di mezzo secolo queste monografie, che si contraddistinguono per il loro linguaggio semplice, avvicinano all’arte anche chi non pensava di potersene innamorare”.

L’arte che parla al mondo L’impegno artistico del Gruppo Menarini si è arricchito negli ultimi anni anche di strumenti multimediali. Il progetto Menarini Pills of Art, una raccolta di brevi video divulgativi disponibili in otto lingue sul canale YouTube dell’azienda, racconta aneddoti e curiosità sulle opere protagoniste dei volumi. Un’iniziativa che estende il messaggio culturale oltre la pagina stampata, rendendolo fruibile a un pubblico globale.

Con il volume dedicato a Cimabue, Menarini continua quindi a raccontare l’arte come eredità viva e accessibile, celebrando un artista che ha saputo umanizzare il divino e traghettare la pittura verso un’epoca nuova.

19 Maggio 2025

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