Rieti. Dializzati trasportati in auto invece che in ambulanza. Medico arrestato per truffa aggravata al Ssn

Rieti. Dializzati trasportati in auto invece che in ambulanza. Medico arrestato per truffa aggravata al Ssn

Rieti. Dializzati trasportati in auto invece che in ambulanza. Medico arrestato per truffa aggravata al Ssn
Attraverso false attestazioni e approfittando delle condizioni di fragilità dei malati, il medico e un suo collaboratore riuscivano a percepire anche rimborsi di 1.300 euro per un ciclo di cure di 13 giorni contro gli 864,50 euro che sarebbero derivati dal regolare uso dell’ambulanza. 

I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rieti hanno eseguito due misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un medico e di un suo stretto collaboratore che, per avere guadagni illeciti, avevano messo in atto un sistema di anomalie nel servizio di trasporto di malati dializzati dal loro domicilio all'Ospedale S. Camillo De Lellis di Rieti.

L'attività di indagine del dipendente Comando Compagnia, scaturita da una verifica fiscale svolta di recente nei confronti di una società, amministrata dal medico tratto in arresto, ha permesso di accertare che il servizio di accompagnamento dei pazienti, anziché essere eseguito a mezzo di idonea autoambulanza, così come da prescrizione medica rilasciata dal centro dialisi, veniva effettuato con normali autovetture, incluse quelle di proprietà degli stessi indagati, prive delle minime misure di sicurezza sanitaria.

“In altre occasioni – spiegano le Fiamme Gialle -, gli indagati attestavano all'Asl di aver effettuato un chilometraggio superiore al reale per il trasporto, dichiarando luoghi diversi da quelli dove di fatto i pazienti venivano prelevati e poi riaccompagnati al termine della loro dialisi. Cosicché, approfittando della condizione di prostrazione o di debolezza conseguente al trattamento di dialisi appena ricevuto, veniva fatta firmare una delega a favore della società, affinché quest'ultima avanzasse richiesta di rimborso, non facendo transitare il denaro nella mani dei malati per evitare eventuali contestazioni. In tal modo, la società avanzava richieste di rimborso con false dichiarazioni, inducendo in errore i dipendenti dell'Asl che hanno deliberato l'erogazione di indebite somme superiori a quelli spettanti”.

A titolo di esempio, i Finanzieri riferiscono il caso di un malato dializzato che ha effettuato un ciclo completo di cure per 13 giorni, dichiarato falsamente trasportato in ambulanza, ha consentito agli arrestati di percepire a rimborso la somma di euro 1.300,00 anziché euro 864,50, con una sottrazione netta di euro 435,50 su base mensile.

Il Tribunale ha disposto il sequestro preventivo di somme detenute a qualsiasi titolo sui conti correnti degli indagati, o a loro riconducibili, e dei beni immobili, fino all'ammontare di Euro 100.000,00 circa quale profitto illecitamente conseguito.

13 Marzo 2014

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