Sanità in crisi. Legacoop: “Potenziare quella integrativa”. Ecco il nuovo progetto delle cooperative

Sanità in crisi. Legacoop: “Potenziare quella integrativa”. Ecco il nuovo progetto delle cooperative

Sanità in crisi. Legacoop: “Potenziare quella integrativa”. Ecco il nuovo progetto delle cooperative
Si chiama "Progetto Salute" e mette insieme medici, operatori socio-sanitari, mutue integrative e assicurazioni che ruotano nell’universo cooperativo. Poletti (Legacoop): “Per rispondere ai bisogni ci vuole più protagonismo sociale”.

“Il Progetto Salute non è una somma di pezzi, ma un pensare collettivo: far pensare insieme medici, cittadini, operatori socio-sanitari cambia il risultato, porta a soluzioni nuove”. Giuliano Poletti, presidente di Legacoop, conclude così il convegno che ieri a Roma, nella cornice del Sanit, ha lanciato la nuova proposta di Legacoop per la creazione di una sanità integrativa all’intervento pubblico, capace di rispondere soprattutto ai grandi temi irrisolti della sanità italiana: non autosufficienza, cronicità, long term care.

E proprio prima di lui era intervenuto Davide Viganò, del Consorzio Il Sole, a portare un esempio di come le coop siano già attive in questo senso: dopo aver costruito molte abitazioni a Cinisello Balsamo, le coop decidono di rispondere al bisogno di salute dei cittadini, creando nel 1989 una struttura che oggi ha un grande poliambulatorio, al 50% dedicato all’odontoiatria, una struttura di Rsa e un appartamento “protetto” per anziani autosufficienti. “Ve lo immaginate un immobiliarista che, dopo aver costruito e vendute le case, si occupa della salute di chi ci è andato ad abitare? È questa la differenza della coop”, ha sottolineato Poletti prendendo la parola. “Le coop pensano che oggi in Italia ci vuole più protagonismo sociale, per fare davvero le cose che servono – ha proseguito il presidente di Legacoop – è il protagonismo sociale cambia lo Stato e cambia il mercato”, superando quindi la tradizionale dicotomia.
 
Di protagonismo sociale ha parlato anche Andrea Olivero, portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore. “Pubblico siamo anche noi, organizzazioni sociali – ha detto Olivero – lo Stato si assuma le sue responsabilità regolatrici e lasci spazio alla sussidiarietà, che non è figlia del bisogno ma della democrazia partecipata, tanto è vero che si sviluppa soprattutto nelle comunità più solide”.
E, come ha spiegato nella sua relazione il coordinatore del Progetto Salute Legacoop Giorgio Gemelli,  le coop vogliono proprio coprire questo ruolo sussidiario del Ssn, mettendo in campo la forza dei propri 9 milioni di associati e la varietà di profili che nelle cooperative sono rappresentati. In prima fila, dunque, le cooperative sociali. “Occorre battere la tesi che mira a un welfare rivolto solo ai più poveri – ha sottolineato Eleonora Vanni vicepresidente Legacoop Sociali – e contrastare una razionalizzazione che oggi è fatta solo di tagli, senza prospettiva”.
 
Uno snodo importante del progetto potranno svolgerlo anche le mutue integrative, che come ha spiegato nella sua relazione Placido Putzolu, presidente della Fimiv (Federazione Italiana della Mutualità Integrativa Volontaria), “potranno essere il soggetto organizzatore della domanda”, capace di raccogliere quella quota di spesa sanitaria privata che continua a crescere ma che, non essendo “organizzata”, si disperde e non si valorizza.
Uno spazio rilevante anche per i medici di medicina generale organizzati in cooperative, che oggi raccolgono 6-7mila professionisti. “La medicina generale sta cambiando, come ha indicato anche il più grande sindacato del settore (la Fimmg, ndr) con la proposta di ri-fondazione avviata sei anni fa, e ancor più dovrà cambiare – ha detto Maurizio Pozzi, presidente di Sanicoop – ma riuscirà il sistema pubblico a sostenere l’onere del cambiamento?”. La soluzione indicata da Pozzi è proprio nella valorizzazione delle cooperative mediche che, tutelando il rapporto medico-paziente, possano anche sviluppare un sistema integrato di risposte sanitarie e socio-sanitarie, in rapporto con altri soggetti, a partire dagli Enti locali. “Bisogna fare attenzione però – ha avvertito Pozzi – che non si introducano nel sistema soggetti che surrettiziamente vadano poi a scardinare le fragilità che mostra il servizio sanitario pubblico”.
 

13 Giugno 2012

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