Scuole e diabete giovanile. La Federazione scrive a Bianchi: “Scuola sia supportata dal Ssn, occorre corretta comprensione patologie croniche”

Scuole e diabete giovanile. La Federazione scrive a Bianchi: “Scuola sia supportata dal Ssn, occorre corretta comprensione patologie croniche”

Scuole e diabete giovanile. La Federazione scrive a Bianchi: “Scuola sia supportata dal Ssn, occorre corretta comprensione patologie croniche”
“La scuola, lungi dal dover essere luogo di cura e di assistenza sanitaria, sia supportata dalle Ssn e dai Ssr” per garantire “a tutti gli studenti un livello di assistenza sanitaria adeguato e che consenta loro una permanenza in ambito scolastico ‘normale’”. Occorre “comprensione del fenomeno malattie croniche da parte di operatori e altri alunni”, con “disposizioni legislative tese a raggiungere nell’ambiente scolastico l’assistenza socio-sanitaria necessaria”.

La Federazione nazionale diabete giovanile ha scritto, a firma del presidente FDG Antonio Cabras, una lettera al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in vista del riavvio dell’anno scolastico 2021/22 “con la didattica in presenza” che “rende imprescindibile e indispensabile, che i bambini e gli adolescenti con diabete abbiano le possibilità di tutti i coetanei nei loro diritti di piena inclusione e partecipazione”, segnalando la “necessità di sopperire alla mancanza di disposizioni di legge che prendano in adeguata considerazione il problema delle patologie croniche che interessano i bambini e gli adolescenti”, richiamando anche alla “definizione degli interventi finalizzati all’assistenza di alunni e studenti che necessitano di somministrazione di farmaci in orario scolastico”.

“La scuola – si legge nella missiva -, lungi dal dover essere luogo di cura e di assistenza sanitaria, deve essere supportata dalle Strutture del Servizio Sanitario Nazionale e dei Servizi Sanitari Regionali affinché sia garantito a tutti gli studenti un livello di assistenza sanitaria adeguato e che consenta loro una permanenza in ambito scolastico ‘normale’. Tale normalità, però, non può prescindere dalla corretta comprensione del fenomeno delle malattie croniche anche da parte degli operatori scolastici e degli altri alunni che non patiscono tali infermità”, individuando “la necessità di adottare misure volte a sollecitare la conoscenza e la comprensione delle malattie croniche da parte di tutti, compresi gli individui sani, in quanto presupposto necessario per una reale integrazione sociale dei soggetti affetti”.

Da qui la comunicazione “volta affinché si introducano una serie di disposizioni legislative tese a raggiungere l'obiettivo di assicurare nell'ambiente scolastico l’assistenza socio-sanitaria necessaria ai soggetti affetti da patologie croniche che necessitano di cure continue”.

Lorenzo Proia

Lorenzo Proia

08 Settembre 2021

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