Tumori infantili. Diagnosi di depressione per 7 bambini su 10

Tumori infantili. Diagnosi di depressione per 7 bambini su 10

Tumori infantili. Diagnosi di depressione per 7 bambini su 10
Da uno studio osservazionale svolto all’Istituto del cancro di Kiev (Ucraina) emerge che circa il 70% dei bambini ricoverati per cancro soffre di depressione. Il doppio degli adulti con diagnosi tumorale. Domani si celebra la X Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile.

La chemioterapia non basta per i bambini malati di cancro. Servono interventi di psicoterapia per aiutare i bambini oncomalati a superare una depressione che rischia di compromettere il successo delle cure indebolendo il sistema immunitario e la salute psichica dei sopravvissuti, anche una volta divenuti adulti.
Ad affermarlo è l’associazione umanitaria Soleterre, che in occasione della X Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, che ci celebra domani, ha presentato i preoccupanti dati di uno studio osservazionale effettuato su oltre 1400 bambini oncomalati ricoverati presso l’Istituto del cancro di Kiev, Ucraina.

“Nella cura del cancro il legame tra la salute fisica e quella mentale è sempre più evidente. La cura non è solo medicinale, deve tenere conto di una complessa interazione di fattori culturali, psicologici e affettivi che influiscono sulla sua efficacia”, afferma Soleterre spiegando che secondo le stime del National Comprehensive Cancer Network, il 35% degli adulti malati di cancro soffre di alti livelli di distress, un’esperienza emotiva di natura psicologica e sociale nella quale sono compresi problemi invalidanti come la depressione, l’ansia e il panico. “Per i minori – spiega l’associazione umanitaria -non esistono dati precisi in merito poiché sono pochissime le strutture, anche nei Paesi occidentali, che si dedicano alla cura psicologica dei bambini malati di tumore”, ma dall’osservazione dei piccoli ricoverati presso l’istituto di Kiev è emerso che “circa il 70% dei bambini malati di cancro* soffre di depressione, il doppio degli adulti. Per questo abbiamo fondamentale inserire sin da subito attività di supporto psicologico nel Programma Internazionale per l’Oncologia Pediatrica che vede impegnata Soleterre nei Paesi in via di Sviluppo e in situazioni particolarmente gravi come nell’Ucraina del dopo Chernobyl”.
 
La depressione nei bambini oncomalati rischia di compromettere il successo delle cure indebolendo il sistema immunitario e la salute psichica dei sopravvissuti, anche una volta divenuti adulti. “Non a caso – spiega l’associazione – lo scorso agosto la Uicc (Union for International Cancer Control), di cui Soleterre è membro, ha deciso di includere il distress emotivo tra i segni vitali della cura del cancro (insieme a temperatura corporea, frequenza cardiaca, pressione sanguigna, ritmo respiratorio e dolore). Questo significa che nelle linee guida per la cura del cancro si invitano i dottori a verificare tra le funzioni fondamentali del corpo anche quelle emotive e psicologiche”.
 
Le sedute di psicoterapia servono a far accettare innanzitutto la malattia e le cure. “Non di rado, infatti, capita che i piccoli pazienti e le loro famiglie siano spaventati dal dolore e dalla pericolosità delle terapie e degli interventi, soprattutto quando prevedono l’amputazione di un arto. A Kiev, il lavoro con la psicologa nei reparti di oncologia pediatrica e neurochirurgia ha fatto sì che nessuna delle famiglie rifiutasse le cure o gli interventi”, sottolinea l’associazione.
 
Le attività ludico ricreative e l’arteterapia sono i principali strumenti di psicoterapia utilizzati. “Aumentano – spiega l’associazione – la capacità dei bambini di affrontare la malattia e i suoi effetti sul corpo, diminuiscono la depressione e l’ansia e migliorano la capacità di relazione tra bambini, famiglie e personale dell’ospedale”.
 
Per questo Soleterre, che dedica il suo impegno soprattutto nei Paesi a basso sviluppo, “dove si trova l’80% dei bambini a cui ogni anno viene diagnosticato il cancro”, sollecita tutti i Paesi, “anche l'Italia, a strutturare un metodo terapeutico che includa permanentemente nello staff medico uno psicologo, affinché il sostegno psicologico sia un diritto garantito”, afferma Damiano Rizzi, presidente di Soleterre.
 

 

14 Febbraio 2012

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