Tumori rari. Lo Sportello Cancro riceve il Premio Omar 2014

Tumori rari. Lo Sportello Cancro riceve il Premio Omar 2014

Tumori rari. Lo Sportello Cancro riceve il Premio Omar 2014
Vince dunque lo Sportello Cancro di Corriere della Sera e Fondazione Veronesi il ‘Premio Giornalistico per i Tumori Rari’. La giuria ha deciso di premiare un articolo di Vera Martinella, giornalista che da 10 anni si occupa di questo prezioso servizio.

 E’ lo Sportello Cancro di Corriere della Sera e Fondazione Veronesi a vincere il ‘Premio Giornalistico per i Tumori Rari’ di quest’anno. Il Premio Giornalistico Omar, organizzato dall’Osservatorio Malattie Rare insieme a Telethon, Orphanet Italia, Uniamo Fimr Onlus e il Centro nazionale malattie rare dell’Istituto superiore di sanità (Cnmr/Iss), ha deciso di premiare per la sezione ‘Tumori Rari’, sostenuta dall’azienda biofarmaceutica Celgene, un articolo di Vera Martinella, giornalista che da 10 anni si occupa di questo prezioso servizio.     
 
Lo Sportello Cancro offre un’indispensabile mappa per orientarsi nelle strutture oncologiche italiane, che ancora si occupano troppo poco dei tumori rari. Premiare un articolo che tratta un tumore raro (definito, in base al Regolamento Europeo, con una prevalenza di 5 casi ogni 10 mila abitanti) vuol dire incoraggiare la diffusione dell’informazione su patologie oncologiche di difficile diagnosi, spesso ancora prive di centri di riferimento e per le quali le terapie più innovative sono spesso difficilmente accessibili. La giuria, presieduta da Bruno Dallapiccola e composta tra gli altri da importanti giornalisti come Guglielmo Pepe, editorialista di Repubblica Salute, Luciano Onder del Tg 2 medicina 33 e Mario Pappagallo del Corriere della Sera, ha scelto di premiare l’articolo per l’importante messaggio comunicato: un tumore raro oggi non è una sentenza di morte.  

“Mi ha fatto davvero piacere ricevere un premio giornalistico – ha spiegato Martinella – soprattutto perché ha vinto una bella storia: una storia di dolore e sofferenza, ma a lieto fine. Solitamente quando si parla di questi temi si tende ad edulcorare le storie oppure a renderle lacrimevoli: in questo caso sono riuscita ad affrontare temi delicati come l’affrontare l’aborto per curare il cancro, offrendo però un messaggio di speranza. Mi occupo di Sportello Cancro da quando è nato, dieci anni fa, grazie a Corriere della Sera e Fondazione Veronesi che hanno avuto il coraggio di affrontare un argomento che allora era quasi un tabù. Il mio è un lavoro non certamente facile, ricevo tutti i giorni richieste di aiuto da parte di persone che soffrono, ma ogni giorno ho la percezione di aiutare qualcuno. Ricevere un Premio per questo è un riconoscimento e un grande incoraggiamento a continuare. Dei tumori rari si parla ancora troppo poco e sono poche le informazioni sui centri specializzati ai quali i pazienti si possono rivolgere. Per questo ritengo di fondamentale importanza incentivare la comunicazione in tal senso: fare informazione in questo ambito vuol dire salvare delle vite".

  A consegnare il premio “Tumori Rari” offerto da Celgene è stato Enrico Bosone, Regulatory and Public affairs director . Il manager nel ricordare che le malattie rare (definite dal Regolamento Europeo con una prevalenza di 5 casi ogni 10 mila abitanti) “sono oltre settemila mentre il numero di farmaci orfani studiati e messi a disposizione dei pazienti sono, in Europa, meno di cento”, richiama l’attenzione sul “molto da fare” in questo settore e sull’elevato rischio di insuccesso: “di dieci farmaci designati come orfani solo uno raggiunge l’Autorizzazione all’immissione in commercio. Il rischio di fallimento, sempre presente nella ricerca, è particolarmente alto quando si cerchi un trattamento che porti un reale beneficio clinico in patologie che non hanno a disposizione trattamenti validi. D’altra parte la “designazione” di farmaco orfano viene concessa dalle autorità solo a tre condizioni: che la patologia sia grave e rara (cioè riguardi meno di 5 soggetti su 10 mila abitanti), che non vi sia attualmente valida terapia e che il trattamento porti un beneficio clinico significativo”. In Italia l’azienda “ha supportato più di cento studi clinici che hanno riguardato più di mille pazienti e oltre un centinaio Centri italiani di ematologia e/o di oncologia”, ha detto il manager.  

"L’impegno di Celgene in Italia è importante, concreto e indicativo dell’impegno di un’azienda che punta sull’innovazione – ha affermato Pasquale Frega, Amministratore Delegato di Celgene Italia. Innovazione oggi significa nuove tecnologie ma soprattutto nuove alternative terapeutiche per i pazienti. Oggi noi ci rivolgiamo a un gruppo di pazienti – focalizzato, limitato, definito – con dei farmaci con un’efficacia terapeutica importante, con un impatto apprezzabile su patologie che sono purtroppo gravi. E i farmaci orfani costituiscono un esempio già ben definito e strutturato di questo tipo di innovazione che necessita di essere sviluppata e incentivata per consentirne l’accesso in tutto il territorio nazionale”.

10 Marzo 2014

© Riproduzione riservata

Oms. Dalla sospetta peste in Russia all’Ebola in Africa: le emergenze sanitarie globali. Nuove iniziative su obesità, gravidanza e salute mentale
Oms. Dalla sospetta peste in Russia all’Ebola in Africa: le emergenze sanitarie globali. Nuove iniziative su obesità, gravidanza e salute mentale

Dalla sospetta peste polmonare in Russia all’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, fino alla crisi sanitaria nella Striscia di Gaza. Ma anche nuove strategie per contrastare l’obesità infantile,...

Fentanyl. Perquisizioni al Parini di Aosta, oltre 5 mila dosi prescritte illecitamente ad amici. Indagato un medico
Fentanyl. Perquisizioni al Parini di Aosta, oltre 5 mila dosi prescritte illecitamente ad amici. Indagato un medico

Perquisizione in corso all’ospedale “Umberto Parini” di Aosta su un sospetto giro di prescrizioni illecite di Fentanyl, l’oppioide sintetico cento volte più potente della morfina, usato nei nosocomi per la...

Dati sanitari. Il Garante privacy sanziona Iqvia per 7 milioni di euro. Non anonimi i dati di un milione di pazienti di 800 medici di famiglia
Dati sanitari. Il Garante privacy sanziona Iqvia per 7 milioni di euro. Non anonimi i dati di un milione di pazienti di 800 medici di famiglia

Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato IQVIA Solutions Italy S.r.l. per 7 milioni di euro. Lo comunica il Garante in una nota. La società, parte di...

Salute mentale. Ecco il vademecum per usare le parole giuste e contrastare lo stigma
Salute mentale. Ecco il vademecum per usare le parole giuste e contrastare lo stigma

Le parole, le narrazioni e le rappresentazioni sociali contribuiscono a costruire il modo in cui la salute mentale e il disagio psichico vengono percepiti. Possono influenzare la richiesta di aiuto,...