Ventimiglia. Croce Rossa attiva servizio RFL per migranti che vogliono contattare i propri cari

Ventimiglia. Croce Rossa attiva servizio RFL per migranti che vogliono contattare i propri cari

Ventimiglia. Croce Rossa attiva servizio RFL per migranti che vogliono contattare i propri cari
Venerdì prossimo dalle 18 alle 21 nel centro allestito accanto alla stazione ferroviaria di Ventimiglia, dove attualmente sono ospitate circa 200 persone, e ai Balzi Rossi, Ponte San Ludovico dove stazionano ancora circa 120 migranti, saranno posizionati otto telefoni e due postazioni pc con wifi. Gli operatori faciliteranno le comunicazioni con il supporto di mediatori culturali.

Non contattano le famiglie da mesi. Qualcuno ha sentito per l'ultima volta i propri cari appena prima d'imbarcarsi dalla Libia verso l'Italia facendo seguire poi un lungo silenzio. C'è chi non ricorda il numero di casa e chi ha viaggiato con un amico, perdendone le tracce al momento dello sbarco. Sono questi i desiderata maggiori tra i migranti fermi a Ventimiglia che chiedono da giorni di potersi mettere in contatto con i propri cari. Vogliono far sapere che sono vivi e che il viaggio, almeno fin qui, è andato bene. Per questa ragione ieri, in un sopralluogo del delegato RFL (restoring family links) dell'area Europa del Comitato Internazionale della Croce Rossa e di altri quattro referenti RFL della Croce Rossa Italiana e della Croce Rossa Francese, si è deciso di attivare immediatamente uno sportello per facilitare le comunicazioni.

Venerdì prossimo dalle 18 alle 21 nel centro allestito accanto alla stazione ferroviaria di Ventimiglia, dove attualmente sono ospitate circa 200 persone, e ai Balzi Rossi, Ponte San Ludovico dove stazionano ancora circa 120 migranti, saranno posizionati otto telefoni e due postazioni pc con wifi. La gestione del servizio sarà a carico del Comitato di Ventimiglia nel centro di accoglienza, mentre in frontiera sarà organizzato dalla Croce Rossa Francese. Gli operatori faciliteranno le comunicazioni con il supporto di mediatori culturali in grado di parlare in arabo, tigrino e amarico. "Dalle interviste che abbiamo fatto – racconta Francesco Montrone (RFL Lombardia) – c'è anche un caso di una famiglia che è stata separata involontariamente al momento dello sbarco. Cercheremo di avere maggiori dettagli dal marito e, risalendo alla data e al luogo dello sbarco, capiremo dove è stata portata sua moglie per assisterli nel ricongiungimento".
 
Il servizio, in esclusiva al Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa grazie alla sua rete capillare in tutto il mondo, aiuta le persone a ripristinare i contatti con i propri cari e offre assistenza e servizi per i ricongiungimenti familiari.  

25 Giugno 2015

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