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PS di Latisana. Aaroi replica a Riccardi: “Non si può parlare di miglioramento confrontando i dati di oggi con gli anni del Covid”

Per il segretario regionale Aaroi, Alberto Peratoner, il bilancio fatto dall’assessore per dimostrare che al Ps tutto va bene non ha senso, considerato l'impatto del Covid sui PS. Interviene anche il presidente nazionale Alessandro Vergallo: “Niente contro i medici stranieri, ma servono altre soluzioni alla carenza dei medici, anche per evitare di alimentare il vergognoso lucro delle cooperative”.

06 OTT - Non si placano le polemiche fra il presidente regionale di Aaroi Emac Friuli Venezia Giulia, Alberto Peratoner e l’assessore alla salute Riccardo Riccardi sulla questione del Pronto soccorso di Latisana dove, evidenziava Peratoner nei giorni passati, l’intera esternalizzazione data in gestione a delle cooperative ed enti privati comporta fare i conti con problemi di “reclutamento, assunzione, valutazione, gestione, remunerazione e controllo dei professionisti, compresa la lingua con cui parlano e quindi interloquiscono con i pazienti non è subordinata da nessuna valutazione”.

L’assessore Riccardo Riccardi difende la scelta di Latisana, dichiarando che da questo modello non si torna indietro, anzi andrà esteso in tutti i Pronto soccorso in sofferenza in Fvg. E le ragioni le spiega con i numeri: un’analisi che confronta i dati dei primi otto mesi del 2023 con i due anni precedenti in termini di tempi di attesa nel Pronto soccorso di Latisana, che sono diminuiti, così come sono diminuiti i dati di abbandono da parte dei pazienti.

Un confronto che non regge, però, secondo Peratoner, perché gli anni pandemici, spiega, non sono un parametro da prendere in considerazione dal momento che il Covid riempiva oltremodo il Pronto soccorso. Per il presidente degli anestesisti e rianimatori l’analisi dei dati andrebbe fatta nel periodo pre pandemia. “Aver confrontato i numeri e percentuali di attività-performance di oggi – dice Peratoner - con quelle degli ultimi due anni dove erano anni drammatici segnati dalla pandemia, del collasso dei nostri Ps, delle file di ambulanze all’esterno, delle ore di attesa, delle mancanze di barelle e posti letto, rappresenta dal punto di vista scientifico, statistico ed epidemiologico, un incomprensibile errore se non, a pensar male, un doloso imbroglio”.

Altra constatazione del presidente regionale Aaroi Emac FVG è che sarebbe inaccettabile segnare Latisana con numeri di alti livelli di ora, addirittura ben migliore di quella degli anni passati quando, fior fior di storici primari, e grandi professionisti del settore hanno fatto di Latisana un modello e una scuola per la medicina di emergenza urgenza di tutta la regione.

Su Latisana e sul tema dell’esternalizzazione dei Pronto soccorso interviene anche il presidente nazionale Aaroi – Emac, Alessandro Vergallo: “Sin dalla sua nascita Aaroi Emac denuncia il caporalato medico nel SSn ospedaliero pubblico, lasciando la valutazione dei requisiti professionali necessari in mano a reclutatori senza scrupoli. Nel caso del Pronto soccorso di Latisana si tratta “solo” di un’escalation del fenomeno, che comunque si sta verificando con meno clamore anche altrove. Con il ricorso a medici stranieri, si aggiunge anche la mancata verifica della conoscenza della lingua, che invece è indispensabile per la sicurezza delle cure erogate dai nostri ospedali”.

“A tutto questo, già di per sé inaccettabile – continua Vergallo - nel caso specifico aumenta a quanto par di capire il vergognoso lucro delle cosiddette “cooperative” sui compensi dei colleghi stranieri in appalto, che “grazie” alle loro condizioni di bisogno va ben oltre il già scandaloso 20% mediamente applicato alle remunerazioni dei colleghi italiani. Cifre che a fronte delle remunerazioni stipendiali pubbliche italiane gridano vendetta. Noi sosteniamo che sia ormai improcrastinabile ricorrere a soluzioni diverse: in primis una riforma del percorso formativo dei medici in formazione specialistica, che per gli ultimi 2 anni ne preveda l’assunzione automatica a CCNL negli ospedali della rete formativa; in secundis, ma solo come “soluzione tampone” marginale, nelle more di assunzioni a CCNL, il reclutamento diretto di liberi professionisti a cura delle Asl. Nulla in contrario, infine, a prevedere il reclutamento pubblico di medici stranieri, purché avvenga previa una certificazione dalle competenze a cura delle società scientifiche di riferimento specialistico”.

Sui gettonisti è tornato recentemente a parlare anche il Ministro della Salute, Orazio Schillaci dichiarando che “è assurdo che dentro lo stesso ospedale pubblico ci sono persone che sono pagate tre volte di più di chi lavora all'interno delle strutture pubbliche. È inaccettabile questo scusatemi l'ho scoperto io prima non si parlava dei medici a gettone e un mese dopo che sono diventato ministro abbiamo mandato i Nas trovando una serie di irregolarità incredibili”. E poi ha sottolineato: “Vedrete che una volta che noi chiudiamo i medici gettonisti i medici torneranno al sistema sanitario pubblico”.

Endrius Salvalaggio

06 ottobre 2023
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