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Ps di Latisana. Aaroi Emac: “Gestione appaltata, ma nessun controllo su professionalità medici” 

di Endrius Salvalaggio

Una situazione complicata, la definisce il presidente Regionale Aaroi Emac Friuli Venezia Giulia, Alberto Peratoner. “Mancano controlli sulla professionalità, sulla lingua e sugli stipendi che l’azienda paga tre volte tanto”. I dubbi, infatti, derivano anche dalla presenza di medici extra Ue.

27 SET - Il dibattito sull’annoso problema dei Pronto soccorso in Friuli Venezia Giulia porta a galla ulteriori dettagli e stavolta a parlare è il Presidente Regionale Aaroi Emac Friuli Venezia Giulia, Alberto Peratoner, esattamente sul Pronto soccorso della pianura friulano veneta di Latisana (Udine).

Il Pronto soccorso di Latisana, fa sapere Peratoner in una nota, è stato interamente dato in gestione a delle cooperative ed enti privati “il cui reclutamento, assunzione, valutazione, gestione, remunerazione e il controllo dei professionisti, compresa la lingua con cui parlano e quindi interloquiscono con i pazienti non è subordinata da nessuna valutazione. Tirando le somme solo su quest’ultimo aspetto, in questo pronto soccorso incombe una deregulation, che ad onore della cronaca solo per citare l’ultima cosa avvenuta non una volta, non due volte, ma molte altre volte più di qualche referto di pronto soccorso ha avuto la dicitura sbagliata per problemi di lingua, ad esempio per un incidente che prevedeva una radiografia al collo si è prescritto una radiografia al collo dell’utero…Detto ciò l’azienda è corsa ai ripari con dei traduttori”.

Le preoccupazioni di Peratoner sono legate anche alla presenza di medici extra Ue, ad esempio dall’America Latina, che prestano servizio a Latisana: “Sono medici senza alcuna esperienza di sistema sanitario italiano – osserva il presidente Aaroi Emac del FVG - e con possibili carenze formative e professionali tanto che la normativa italiana non ne riconosce il titolo senza una certificazione parificazione. E chi controlla che questi medici siano adeguatamente preparati in emergenza urgenza, che facciano aggiornamento in medicina attraverso gli Ecm che per noi sono obblighi? Stiamo parlano di medici in prima linea di cui nessuno ha verificato le capacità effettivamente”.

Il terzo ed ultimo aspetto critico riguarda lo stipendio: “L’azienda paga la cooperativa a 100 euro all’ora, mentre i medici in questione vengono pagati dalle cooperative a 3000 euro al mese, che non corrispondono nemmeno lontanamente a 100 euro all’ora. Mancano all’appello oltre 10 mila euro al mese che l’azienda paga ma che il medico non percepisce”.

Se l’azienda deroga e delega altri a fare il medico, per Peratoner, deve anche preoccuparsi di controllare.

Endrius Salvalaggio

27 settembre 2023
© Riproduzione riservata

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