Allarme dal Ministero: sale a 77 il bilancio dei delfini morti. Si teme infezione da morbillo

Allarme dal Ministero: sale a 77 il bilancio dei delfini morti. Si teme infezione da morbillo

Allarme dal Ministero: sale a 77 il bilancio dei delfini morti. Si teme infezione da morbillo
Secondo il rapporto della Rete nazionale spiaggiamenti mammiferi marini, infatti, circa il 50% delle stenelle esaminate è risultato infetto dal virus del morbillo. E' stata esclusa una tossicità acuta dovuta all'inquinamento. Nel 60% degli esemplari esaminati è stato isolato il batterio photobacterium damselae.

Sale a 77 il bilancio degli spiaggiamenti di esemplari di stenella striata (stenella coeruleoalba) registrato dalla Rete nazionale spiaggiamenti mammiferi, creata e coordinata dai ministeri dell’Ambiente e della Salute. Secondo il rapporto provvisorio elaborato nei giorni scorsi  dalla Rete, circa il 50% delle stenelle finora esaminate (12 su 24) è risultato infetto dal virus del morbillo (dolphin morbillivirus), responsabile in passato di due gravi epidemie nel Mediterraneo (tra il 1990 e il 1992 e tra il 2006 e il 2008) e di altri episodi analoghi nel resto del mondo. E’ stata anche evidenziata la capacità del virus di infettare altre specie di mammiferi acquatici.
Inoltre, su circa il 60% degli esemplari esaminati (20 su 32) è stato isolato il batterio photobacterium damselae, responsabile di sindromi emolitiche ed emorragiche. Il ruolo di questo agente nell’anomalia in corso rimane tuttavia ancora da comprendere.

In generale, tutti gli animali si sono presentati fortemente infestati da parassiti, indice di un quadro immunitario compromesso in modo significativo. Tra le ragioni possibili, oltre al morbillivirus o altri agenti biologici, anche agenti inquinanti organici che si accumulano nei tessuti dei cetacei e che possono alterarne la risposta immunitaria.
Si tende comunque a escludere episodi di tossicità acuta dovuta all’inquinamento, poiché una circostanza di questo tipo avrebbe danneggiato più specie e tutte nello stesso momento.

Dopo più di un mese dall’inizio dell’anomala morìa di stenelle lungo le coste del Tirreno – prevalentemente in Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia e Campania – per comprendere meglio la natura di questo fenomeno dovranno essere fatte nell’arco di un mese altre analisi i cui esiti saranno confrontati con quelli di altre ricerche, in particolare con le indagini genetiche per lo studio di popolazione di stenelle e quelli relativi ai fattori meteo-marini.

Della Rete nazionale spiaggiamenti mammiferi marini fanno parte, tra gli altri, gli Istituti zooprofilattici sperimentali (Izs), coordinati dall’Izs di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, la Banca dati spiaggiamenti (Bds) dell’università di Pavia, il Cetaceans stranding emergency response team (Cert) e le università di Padova, Siena e Teramo.

 

11 Marzo 2013

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