Alzheimer. D’Ambrosio Lettieri (DI): “Risorse certe, sostegno ricerca e centralità dei bisogni del malato e della sua famiglia per attuazione concreta piano” nazionale demenze.

Alzheimer. D’Ambrosio Lettieri (DI): “Risorse certe, sostegno ricerca e centralità dei bisogni del malato e della sua famiglia per attuazione concreta piano” nazionale demenze.

Alzheimer. D’Ambrosio Lettieri (DI): “Risorse certe, sostegno ricerca e centralità dei bisogni del malato e della sua famiglia per attuazione concreta piano” nazionale demenze.
"Credo non si possa prescindere da questi punti se si vuole vincere la sfida rappresentata da una delle malattie del secolo, secondo l’Oms, al momento senza cura e che conta solo in Italia circa 600mila persone. Grande speranza arriva dalla ricerca che sta concentrando il suo lavoro su sperimentazioni innovative di prevenzione della malattia", ha dichiarato il componente della Commissione Sanità del Senato.

“Garantire con risorse certe l'attuazione concreta del Piano nazionale demenze per la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento terapeutico e assistenziale delle persone affette da morbo di Alzheimer; promuovere idonee iniziative atte a sostenere lo sviluppo della ricerca scientifica nel campo delle malattie neurodegenerative e della demenza; sostenere campagne di sensibilizzazione e di educazione sanitaria della popolazione al fine di migliorarne la consapevolezza e le modalità per rapportarsi alle strutture e agli operatori del Servizio Sanitario Nazionale; cambiare radicalmente l’approccio assistenziale di base: credo non si possa prescindere da questi punti se si vuole vincere la sfida rappresentata da una delle malattie del secolo, secondo l’Oms, al momento senza cura e che conta solo in Italia circa 600mila persone. Grande speranza arriva dalla ricerca che sta concentrando il suo lavoro su sperimentazioni innovative di prevenzione della malattia". Lo dichiara in una nota Luigi d’Ambrosio Lettieri (Direzione Italia), componente Commissione Sanità Senato. 

"La campagna di sensibilizzazione lanciata dalla Federazione Alzheimer Italia anche ieri in occasione della XXIV giornata mondiale dedicata ai malati d’Alzheimer, è un monito vero e proprio perché si agisca concretamente in questa direzione. Né può bastare fornire indicazioni di principio alle regioni: senza risorse stanziate ad hoc il piano demenze è un libro delle buone intenzioni. Ai malati e ai loro familiari non basta. Ad essere centrali devono essere i bisogni del paziente e dei suoi familiari, dunque la qualità della vita e la dignità della persona. Ciò significa una presa in carico effettiva da una parte, garantendo una continuità assistenziale fondamentale, dall’altra omogeneità di accesso ai servizi, equità e appropriatezza dei livelli essenziali di assistenza, da realizzare con risorse certe", prosegue.

"Stiamo parlando di malattie (diverse sono le forme di demenza, e tra queste vi è anche l’Alzheimer) che hanno un forte impatto psicologico, economico e organizzativo sulle famiglie dei malati, con un costo a loro carico che rappresenta il 73% del costo diretto complessivo dell’assistenza, stimato intorno ai 37 miliardi di euro nel nostro paese. In Italia la demenza colpisce 1 milione e 241mila persone (che diventeranno 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050). I nuovi casi nel 2015 sono 269mila. Da non sottovalutare, poi, la drammatica difficoltà a far fronte ai cambiamenti regressivi causati dalla malattia che lo slogan “Ricordati di me”, individuato da Federazione Alzheimer Italia, rende pienamente. Gli indicatori sulla qualità e l’efficacia dei livelli essenziali di assistenza nelle regioni sono quasi tutti disastrosi. I cittadini segnalano difficoltà di accesso all’assistenza territoriale inaccettabili, con particolare riferimento all’assistenza domiciliare integrata che occorre potenziare”, conclude D'Ambrosio Lettieri.

22 Settembre 2017

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