Antitrust propone a Governo e Parlamento: “Niente tetto a numero di farmacie. In sanità separare controllo e fornitura dei servizi”

Antitrust propone a Governo e Parlamento: “Niente tetto a numero di farmacie. In sanità separare controllo e fornitura dei servizi”

Antitrust propone a Governo e Parlamento: “Niente tetto a numero di farmacie. In sanità separare controllo e fornitura dei servizi”
Queste due delle proposte contenute nella segnalazione che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inviato al Governo e al Parlamento per la predisposizione del disegno di legge annuale in materia. Proposta anche l'eliminazione del vincolo di inserimento dei medicinali equivalenti nel Prontuario farmaceutico solo alla data di scadenza del brevetto. IL DOCUMENTO.

Dopo la stoccata della Relazione annuale, il settore farmaceutico e quello della sanità in generale non poteva mancare nella segnalazione inviata dall'Antitrust al Governo e al Parlamento per la predisposizione del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza. "La segnalazione – spiega l'Antitrust in una nota – rappresenta il contributo tecnico dell’Autorità ai soggetti istituzionali, Governo e Parlamento, chiamati a compiere le scelte di politica economica, nell’individuare le misure ritenute utili per il processo di rinnovamento dell’economia".

Secondo l’Antitrust è imprescindibile realizzare in maniera compiuta le riforme strutturali dei mercati accelerando l’attuazione effettiva di quelle avviate: "solo così sarà possibile eliminare gli ostacoli che limitano la concorrenza e la competitività del tessuto produttivo nazionale, superando al contempo le strozzature infrastrutturali ancora esistenti".

Molteplici sono le aree nelle quali occorre intervenire. Per quanto riguarda il settore della distribuzione farmaceutica, tra la proposte spicca la necessità, secondo l'Antitrust, di passare dall’attuale sistema che prevede un numero massimo di farmacie a un modello che ne stabilisca, al contrario, un numero minimo "per tutelare l’interesse pubblico ad un’efficiente distribuzione, senza impedire l’accesso ai potenziali nuovi entranti", spiega l'Autorità nella nota di sintesi del documento.

Sempre per quanto concerne le farmacie, proposta anche l'eliminazione del limite di titolarità di 4 farmacie in capo ad un unico soggetto.

Per il settore farmaceutico sono, inoltre da eliminare, secondo l'Autorità, i vincoli regolamentari che ritardano l’ingresso sul mercato dei farmaci equivalenti, "con conseguenti effetti di mancato risparmio ai danni del SSN". Abrogare quindi la norma che subordina l’inserimento dei medicinali equivalenti nel Prontuario farmaceutico nazionale alla data di scadenza del brevetto o del certificato di protezione complementare della specialità di riferimento e, parallelamente, rivedere l’attuale sistema di remunerazione della filiera distributiva del farmaco "che contribuisce ad ostacolare lo sviluppo della vendita di farmaci di minor prezzo, in particolare dei farmaci generici, passando a un modello basato su una retribuzione ‘a forfait’ per ogni servizio di vendita di ciascun medicinale, anziché sul valore dei prodotti venduti".

Per il settore sanitario, l'Antitrust suggerisce di introdurre una netta separazione tra regolamentazione e controllo, che dovrebbe essere accentrata a livello nazionale, e fornitura del servizio: "In questo modo strutture pubbliche e private potrebbero garantire in concorrenza tra loro la produzione e l’erogazione delle prestazioni sanitarie specialistiche e ospedaliere". Le ASL, secondo l'Antitrust, dovrebbero mantenere unicamente le funzioni di sanità pubblica, assistenza di base e controllo dell’attività specialistica e ospedaliera.

Ai cittadini va poi garantito l’accesso alle informazioni sui dati riguardanti l’attività medica svolta e la qualità del servizio erogato dalle strutture sanitarie pubbliche e private, "per dare loro la massima possibilità di scelta, orientandola verso le strutture più efficienti". Contemporaneamente le risorse pubbliche, destinate alle strutture sanitarie private che operano in regime di accreditamento, devono essere attribuite – secondo l'Antitrust – sulla base di criteri idonei a selezionare le imprese maggiormente efficienti e a consentire l’effettivo accesso al mercato anche a operatori nuovi entranti.

E poi "vanno eliminati gli ostacoli alla libertà di accesso agli operatori privati nell’erogazione di prestazioni sanitarie che non gravano sul bilancio pubblico: si tratta di una modifica che può contribuire a migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi, con riflessi positivi sulla produttività dell’intera offerta". Infine, per l'Antitrust, "una diversa regolamentazione può produrre risparmi nell’approvvigionamento dei dispositivi medici tramite gara, garantendo la concorrenza tra le imprese fornitrici".

05 Luglio 2014

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