Def 2023. “Una significativa revisione della spesa pubblica” e una “maggiore intesa tra fisco e contribuente”. Nel breve termine 3 miliardi per taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi

Def 2023. “Una significativa revisione della spesa pubblica” e una “maggiore intesa tra fisco e contribuente”. Nel breve termine 3 miliardi per taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi

Def 2023. “Una significativa revisione della spesa pubblica” e una “maggiore intesa tra fisco e contribuente”. Nel breve termine 3 miliardi per taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi
Questo quanto emerso al momento dal comunicato di Palazzo Chigi rilasciato al termine della riunione del Cdm di ieri sera che ha approvato il primo Def del Governo Meloni. “Grazie alle nuove misure fiscali per il 2023 e 2024 delineate la crescita del PIL nello scenario programmatico è prevista pari all’1,0 per cento quest’anno e all’1,5 per cento nel 2024”.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato ieri il Documento di economia e finanza (DEF) 2023.

Il Documento, come sintetizzato nel comunicato stampa del Governo, delinea i tre principali obiettivi programmatici della politica economica e di bilancio del Governo per il medio termine:

  1. la rinuncia graduale ad alcune delle misure straordinarie di politica fiscale attuate negli scorsi tre anni e l’individuazione di nuovi interventi a sostegno dei soggetti più vulnerabili e per il rilancio dell’economia;
  2. la riduzione graduale, ma in misura sostenuta nel tempo, del deficit e del debito della pubblica amministrazione in rapporto al prodotto interno lordo (PIL). Il Governo conferma gli obiettivi di indebitamento netto in rapporto al PIL già dichiarati a novembre nel Documento Programmatico di Bilancio (DPB), ossia 4,5 per cento quest’anno, 3,7 per cento nel 2024 e 3,0 per cento nel 2025. L’obiettivo per il 2026 viene posto pari al 2,5 per cento;
  3. il sostegno alla ripresa dell’economia italiana, volto a conseguire tassi di crescita del PIL e del benessere economico dei cittadini più elevati di quelli registrati nei due decenni scorsi.

“Nel breve termine – si legge nella nota stampa – si opererà per sostenere la ripartenza della crescita segnalata dagli ultimi dati, nonché per il contenimento dell’inflazione. Il mantenimento dell’obiettivo di deficit esistente (4,5 per cento), spiega la nota del Governo, permetterà di introdurre, con un provvedimento di prossima adozione, un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi a valere sul periodo maggio-dicembre di quest’anno”.

“Ciò – rimarca il comunicato di Palazzo Chigi – sosterrà il potere d’acquisto delle famiglie e contribuirà alla moderazione della crescita salariale. Unitamente ad analoghe misure contenute nella legge di bilancio, questa decisione testimonia l’attenzione del Governo alla tutela del potere d’acquisto dei lavoratori e, al contempo, alla moderazione salariale per prevenire una pericolosa spirale salari-prezzi”.

“Anche per il 2024 – prosegue la nota – le proiezioni di finanza pubblica mostrano che, dato un deficit tendenziale del 3,5 per cento, il mantenimento dell’obiettivo del 3,7 per cento del PIL creerà uno “spazio di bilancio” di circa 0,2 punti di PIL, che sarà destinato al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, al finanziamento delle cosiddette ‘politiche invariate’ a partire dal 2024 e alla continuazione del taglio della pressione fiscale nel 2025-2026, e concorrerà a una significativa revisione della spesa pubblica e a una maggiore intesa tra fisco e contribuente”.

“In tale contesto, le previsioni di crescita del PIL del DEF – sottolinea Palazzo Chigi – sono le più prudenti, intente all’elaborazione di proiezioni di bilancio ispirate a cautela e affidabilità. Nello scenario tendenziale a legislazione vigente, il PIL è previsto crescere in termini reali dello 0,9 per cento nel 2023 – dato rivisto al rialzo in confronto al Documento programmatico di bilancio (DPB) di novembre, in cui la crescita del 2023 era cifrata in uno 0,6 per cento – e quindi all’1,4 per cento nel 2024, all’1,3 per cento nel 2025 e all’1,1 per cento nel 2026”.

“Grazie alle nuove misure fiscali per il 2023 e 2024 delineate – conclude il comunicato del Governo – la crescita del PIL nello scenario programmatico è prevista pari all’1,0 per cento quest’anno e all’1,5 per cento nel 2024”.

Nelle tabelle seguenti la rappresentazione dei principali indicatori di finanza pubblica:

12 Aprile 2023

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