Liste d’attesa. Non si ferma la polemica tra il Ministero e le Regioni. “Nessuna invasione di campo ma si garantisca diritto alla Salute su tutto il territorio. Le irregolarità sono dovute a problemi organizzativi, non di risorse”. Nuova lettera del Minis

Liste d’attesa. Non si ferma la polemica tra il Ministero e le Regioni. “Nessuna invasione di campo ma si garantisca diritto alla Salute su tutto il territorio. Le irregolarità sono dovute a problemi organizzativi, non di risorse”. Nuova lettera del Minis

Liste d’attesa. Non si ferma la polemica tra il Ministero e le Regioni. “Nessuna invasione di campo ma si garantisca diritto alla Salute su tutto il territorio. Le irregolarità sono dovute a problemi organizzativi, non di risorse”. Nuova lettera del Minis
Il ministro ha ricordato come dal lavoro dei Nas siano emerse gravi irregolarità nel 27% delle strutture ispezionate tra cui agende chiuse arbitrariamente e liste d'attesa gonfiate. "Queste non sono criticità astratte, ma pratiche concrete che negano il diritto alla salute di migliaia di cittadini ogni giorno". Quanto alla lamentata carenza di risorse: "Sono stati stanziati oltre 2 miliardi in 4 anni per le liste d'attesa. Vogliamo davvero continuare ad affermare che servono fondi per richiamare i DG di quel 27% di strutture irregolari ad intervenire con la massima urgenza?". LA LETTERA

Non si ferma lo scambio epistolare tra il Ministero della Salute e le Regioni sull’applicazione del decreto sulle liste d’attesa. Dopo la lettera di replica inviata nei giorni scorsi dal presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, è di nuovo il ministro della Salute Orazio Schillaci a scrivere per fare il punto sulle criticità sollevate dalle amministrazioni locali. A partire da quei poteri sostitutivi del Ministero della Salute verso le Regioni inadempienti viste dalla Conferenza delle Regioni come un’indebita invasione di campo non compatibile con le autonomie locali.

Come però sottolineato dal ministro Schillaci, l’intento del provvedimento non è quello di invadere le competenze regionali ma quello di rendere effettivamente esigibile quel diritto alla Salute, sancito dalla Costituzione, su tutto il territorio nazionale. “Un intervento necessario a garantire un diritto costituzionale che, come dimostrano le ispezioni dei Carabinieri Nas, risulta compromesso per una significativa percentuale di cittadini. La tutela della salute, prima ancora di essere materia concorrente, è un diritto fondamentale che dobbiamo garantire in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. La strada, però, è quella di esercitare davvero le prerogative sancite nel Titolo V della Carta”, scrive Schillaci.

Il ministro ha poi ricordato come, proprio dal lavoro dei Nas, siano emerse gravi irregolarità nel 27% delle strutture ispezionate tra cui agende chiuse arbitrariamente e liste d’attesa gonfiate. “Queste non sono criticità astratte, ma pratiche concrete che negano il diritto alla salute di migliaia di cittadini ogni giorno”, sottolinea nella lettera dove rimarca che “non possiamo continuare a rilevare problemi ex post o attraverso il lavoro di indagine di carabinieri o giornalisti per poi dover sempre concludere che si tratta di disorganizzazione visto che il 100% dei casi evidenziati dalle cronache si risolvono trovando subito posti e con tante scuse al cittadino”.

Schillaci giudica poi “incomprensibile” il caos organizzativo di alcune Regioni che non hanno ancora una conoscenza chiara dell’offerta di prestazioni nelle loro strutture pubbliche e private in convenzione. Quanto al tema delle lamentate carenze di risorse economiche, nella lettera si richiamano gli oltre 2 miliardi investiti tra il 2020 e il 2024 proprio per l’abbattimento delle liste d’attesa. Risorse che, secondo il giudizio della Corte dei Conti, sono state però spese in maniera “esigua” e non sempre “efficiente”. E per questo il Ministro invita Fedriga ad “andare oltre alla generica rivendicazione dell’insufficienza di fondi”.

Schillaci riconosce poi che sull’applicazione della Legge c’è stata “una lentezza del processo decisionale, che però nulla ha a che vedere con le inadempienze”. E poi sul decreto attuativo sui poteri sostitutivi: “Dopo 5 mesi e molteplici revisioni del testo per venire incontro alle richieste regionali, siamo rimasti stupiti dal veto quasi unanime” sul provvedimento.

E quindi, proprio alla luce di ciò: “Vogliamo davvero continuare ad affermare che servono fondi per richiamare i Direttori Generali di quel 27% di strutture irregolari ad intervenire con la massima urgenza? Vogliamo davvero continuare a non vedere che le Regioni che hanno realizzato il CUP unico, unificando le agende pubbliche e private in convenzione come previsto dal decreto, hanno ridotto drasticamente i tempi di attesa perché hanno aumentato notevolmente le prestazioni? Vogliamo davvero continuare a tollerare che non ci sia un monitoraggio stringente in ogni azienda per garantire il corretto equilibrio fra l’attività istituzionale e quella libera professione?”, si sottolinea nella missiva.

Infine, quanto poi al tema dell’appropriatezza prescrittiva sollevato dalle Regioni in una precedente lettera indirizzata da Fedriga a Schillaci: “Condivido la necessità di intervenire anche sul versante della domanda, ma questa non può essere una scusa per non agire sull’offerta”, ha concluso il ministro, ribadendo la sua disponibilità nel fornire “tutto il supporto necessario” per superare le criticità riscontrate e annunciando che incontrerà singolarmente i presidenti di Regione per esaminare le singole realtà.

Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

03 Aprile 2025

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