Medicina di genere. Boldrini (Pd) presenta la sua proposta di legge alla Camera. Dal Patto per la Salute alla formazione, fino alla cura

Medicina di genere. Boldrini (Pd) presenta la sua proposta di legge alla Camera. Dal Patto per la Salute alla formazione, fino alla cura

Medicina di genere. Boldrini (Pd) presenta la sua proposta di legge alla Camera. Dal Patto per la Salute alla formazione, fino alla cura
"La mia proposta di legge intende dare per acquisito che l’approccio di differenza sessuale e di genere rappresenta un’innovazione tendente a massimizzare l’equità e l’appropriatezza dell’assistenza nel pieno rispetto del diritto alla salute, e analizza e riordina le attribuzioni di funzioni in tal senso, per rendere operativa e concreta l’innovazione di approccio". Così la deputata dem ha presentato il provvedimento oggi alla Camera. IL TESTO

"Dopo la giornata nazionale della salute delle donne dello scorso 22 aprile ho ritenuto doveroso presentare alla Camera questa proposta di legge sulla medicina di genere. La mia proposta di legge intende dare per acquisito che l’approccio di differenza sessuale e di genere nella ricerca, prevenzione, diagnosi e cura rappresenta un’innovazione tendente a massimizzare l’equità e l’appropriatezza dell’assistenza nel pieno rispetto del diritto alla salute, tutelato dall’articolo 32 della Costituzione, e analizza e riordina le attribuzioni di funzioni in tal senso, per rendere operativa e concreta l’innovazione di approccio". Così Paola Boldrini (Pd) ha illustrato oggi, nel corso di una conferenza stampa alla Camera, la proposta di legge a sua prima firma per la promozione e diffusione della medicina di genere.
 
“Si parte dal Patto per la salute. Si prevede quindi qui di inserire tra gli obiettivi la promozione e il sostegno alla medicina di genere quale approccio interdisciplinare tra le diverse aree mediche, promuovendo progetti di ricerca, ma anche la sensibilizzazione delle riviste scientifiche ai fini dell’accreditamento di pubblicazioni attente al genere – spiega Boldini -. Si prevede poi l’istituzione dell’Osservatorio nazionale dinamico per la medicina di genere con il compito di raccogliere, coordinare e trasferire dati epidemiologici e clinici al fine di assicurare il raggiungimento dell’equità nel diritto alla salute”.

“Nel testo viene menzionata anchel’istituzione di registri pubblici sulla violenza di genere che attualmente non esistono. Si predispone, inoltre, un Piano formativo nazionale per la medicina di genere che prevede l’attivazione di corsi interdisciplinari finalizzati alla conoscenza e all’applicazione dell’orientamento alle differenze sessuali e di genere nella ricerca, nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura. Insomma – conclude la deputata Pd– si tratta di una proposta di legge che istituisce una vera e propria rete che si occupa a 360° della tematica chiamando in causa tutti gli attori coinvolti, dalle istituzione alle università”.
 
Quanto all'iter del provvedimento, è la stessa Boldrini a spiegare che il testo, già assegnato alle commissioni di Camera e Senato, sarà esaminato in prima lettura a Montecitorio: "L'esame del provvedimento partirà della Camera. Il mio auspicio è che possa iniziare entro il prossimo autunno per poi concludersi nel più breve tempo possibile".

Presente all’incontro anche il responsabile sanità del Pd, Federico Gelli, che ha spiegato: “Ho sottoscritto con piacere, condivido e sosterrò in tutti i suoi passaggi parlamentari questo disegno di legge sulla medicina di genere. Questo è un tema che ho sempre seguito con grande interesse in prima persona fin da quando ero vicepresidente della Giunta regionale toscana con delega alle pari opportunità. In quel periodo, grazie anche al mio sostegno, eravamo riusciti ad approvare una legge sulla cittadinanza di genere che andava ad interessare tutte le competenze regionali”. 

“Il nostro Paese deve cogliere l’opportunità di questa stagione di riforme, non solo perché la parità di genere produce ricchezza e sviluppo, ma anche per la necessità di fare una volta per tutte un necessario salto culturale su questa tematica. Entrando nel dettaglio, all’interno di questa proposta di legge troviamo un interessante Piano formativo nazionale gender oriented, ma anche un più stretto coinvolgimento delle Regioni che dovranno declinare fattivamente sul territorio gli indirizzi contenuti nella normativa”, conclude Gelli.
 
Giovanni Rodriquez

G.R.

10 Maggio 2016

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