Vaccini. Ministero Salute: “Coperture in aumento ma ancora inadeguate”. E arrivano le raccomandazioni per le donne in gravidanza

Vaccini. Ministero Salute: “Coperture in aumento ma ancora inadeguate”. E arrivano le raccomandazioni per le donne in gravidanza

Vaccini. Ministero Salute: “Coperture in aumento ma ancora inadeguate”. E arrivano le raccomandazioni per le donne in gravidanza
La partita sull'obbligo vaccinale per l'accesso a scuola è ancora aperta. Ma dopo il report di primavera sull’aumento delle coperture vaccinali obbligatorie, in una circolare il ministero illustra il trend in crescita anche per le vaccinazioni raccomandate anti-pneumococcica (88,4% nel 2016 vs 90,90% nel 2017) e anti-meningococcica C (80,7% nel 2016 vs 83,06% nel 2017) ed evidenzia come le coperture, tutte, siano ancora al di sotto della soglia raccomandata. In una seconda circolare illustrate le vaccinazioni consigliate in età fertile e in gravidanza.

La partita in merito all’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola è ancora aperta, ma il ministero della Salute ha intanto recentemente emanato una circolare (del 14 agosto 2018 inviata tra l'altro a regioni) per ribadire l’importanza delle vaccinazioni e della loro promozione tra i cittadini ma anche tra gli operatori sanitari. Questo anche alla luce dei recenti dati sulle coperture vaccinali, che pur registrando trend in aumento, restano per il ministero tuttavia ancora inadeguate.

Dopo il report dello scorso aprile sulle vaccinazioni obbligatorie, la circolare fa il punto anche su quelle raccomandate anti-pneumococcica e anti-meningococcica C. Nel primo caso l’aumento tra il 2016 e il 2017 è stato dall’88,4% al 90,90%, nel secondo caso dall’80,7% all’83,06%.
 
Male, invece, i dati in merito alla copertura vaccinale per anti-HPV: “nelle ragazze dell’ultima coorte (2005), target primario dell’intervento vaccinale, è più bassa rispetto alle coorti precedenti in cui prosegue l’attività di recupero (64,3%, per la prima dose e 49,9% per il ciclo completo). I dati sulla CV per anti-HPV nei ragazzi indicano che non tutte le regioni hanno avviato il programma di offerta attiva e che la CV anche nelle regioni che lo hanno fatto è molto lontana dagli obiettivi previsti dal PNPV”, si legge nella circolare.

“Alla luce delle CV in miglioramento ma ancora non adeguate per le vaccinazioni obbligatorie, delle basse CV per le vaccinazioni raccomandate, della necessità di tutelare i soggetti più fragili che costituiscono una quota non trascurabile della popolazione pediatrica, e non solo, e di alcuni recenti casi gravi di malattia infettiva, anche ad esito letale, che hanno interessato soggetti non vaccinabili per età”, il ministero ha dunque illustrato nella circolare una serie di raccomandazioni per la diffusione delle vaccinazioni, compresa “l’importanza di migliorare la CV tra gli operatori sanitari, per la protezione del singolo operatore e come garanzia nei confronti dei pazienti, ai quali l’operatore potrebbe trasmettere l’infezione determinando gravi danni e persino casi mortali, soprattutto nei confronti di alcune malattie: morbillo, parotite, rosolia, influenza, pertosse, epatite B, varicella, polio, difterite”.

Ma il ministero della Salute non si è limitato a questo e pochi giorni prima aveva diffuso un’altra circolare (7 agosto 2018) per ribadire l’importanza delle vaccinazioni in previsione e durante la gravidanza con l'obiettivo di proteggere la donna e il nascituro da alcune malattie attraverso specifici vaccini.

In sintesi, per le donne in età fertile la circolare indica, se non già immuni, le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia, varicella e papilloma virus (HPV). “Di grande importanza è anche il richiamo decennale della vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse”, ricorda il ministero.

Nel corso della gravidanza sono raccomandate le vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse (dTpa) e influenza (se la gestazione si verifica nel corso di una stagione influenzale), che devono essere ripetute ad ogni gravidanza.

Di grande rilievo è la vaccinazione dTpa da effettuare ad ogni gravidanza, anche se la donna sia già stata vaccinata o sia in regola con i richiami decennali o abbia avuto la pertosse. “Infatti – spiega il ministero nella nota di sintesi -, la pertosse contratta dal neonato nei primi mesi di vita può essere molto grave o persino mortale e la fonte di infezione è frequentemente la madre”. Il periodo raccomandato per effettuare la vaccinazione è il terzo trimestre di gravidanza, idealmente intorno alla 28a settimana, al fine di consentire alla gestante la produzione di anticorpi sufficienti e il conseguente passaggio transplacentare. Il vaccino dTpa si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza sia per il feto.

La vaccinazione anti-influenzale è raccomandata e offerta gratuitamente alle donne che all’inizio della stagione epidemica dell’influenza si trovino nel secondo o terzo trimestre di gravidanza.

Ma ci sono anche vaccini controindicati in gravidanza. Come quelli contro MPR e varicella che, spiega il ministero, “contenendo vaccini a virus vivi attenuati, non possono essere somministrati in gravidanza, sebbene l’effettuazione accidentale della vaccinazione in donne che non sapevano di essere in gravidanza non ha mai fatto registrare un aumento di aborti o malformazioni”.

Importante, inoltre, comunicare alle donne che intendono programmare una gravidanza la necessità di posticiparla di un mese dopo la vaccinazione. Anche se, sottolinea il ministero, “l’esposizione accidentale della donna in gravidanza alla vaccinazione o l’inizio di una gravidanza entro le quattro settimane successive alla vaccinazione non rappresentano indicazioni all’interruzione volontaria di gravidanza. Nel caso una donna non risulti immune, è importante che sia vaccinata prima della dimissione dal reparto di maternità o, comunque, le sia fissato un appuntamento presso il servizio vaccinale nel periodo immediatamente successivo al parto”.

Anche la vaccinazione anti-HPV non è attualmente consigliata durante la gravidanza, “poiché non sono stati effettuati studi specifici sull’impiego del vaccino in donne gravide. L’eventuale somministrazione accidentale in gravidanza non comporta comunque l’indicazione all’interruzione volontaria della stessa, mentre la vaccinazione dovrà essere sospesa e le successive dosi rimandate sino al completamento della gravidanza”.

22 Agosto 2018

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