Autonomia. “Commissari per elaborazione dei Livelli essenziali di prestazione”. Bozza Ddl all’attenzione delle Regioni

Autonomia. “Commissari per elaborazione dei Livelli essenziali di prestazione”. Bozza Ddl all’attenzione delle Regioni

Autonomia. “Commissari per elaborazione dei Livelli essenziali di prestazione”. Bozza Ddl all’attenzione delle Regioni
Il Ministro per gli Affari regionali ha annunciato di aver trasmesso alla Stato-Regioni una bozza della legge quadro sull'Autonomia. “Abbiamo ascoltato tutti, fatto una sintesi, e ora tocca agli altri dirmi se c’è qualcosa che non va, cosa integrare, cosa modificare, cosa migliorare”. Ma Zaia (Veneto) non è convinto: “Così come si articola non è sottoscrivibile”.

"Ho fatto una sintesi di tutto quello che ho raccolto in questi due mesi e ho trasmesso oggi alla Conferenza Stato-Regioni una bozza della legge quadro sull'Autonomia che tiene dentro tutti gli articoli del titolo quinto, dal 114 al 120 compreso". Lo ha detto l'8 novembre il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, a margine di un incontro nella sede di Confindustria Bari-Bat.
 
"Il perimetro della legge – ha proseguito Boccia – come piu' volte annunciato, tocca tutti gli articoli rilevanti del titolo V e garantisce che l'attuazione del 116 comma 3 avvenga in un quadro di coesione nazionale. Ognuno potra' correre alla velocità prescelta ma tutti potranno contribuire alla crescita del Paese. Ora inizia un grande gioco di squadra con tutte le Regioni e spero senza distinzione di colori politici. Mi aspetto contributi costruttivi da tutti. Speriamo di andare presto in Parlamento e di uscirne con un sostegno unanime".
 
In settimana "inizierà in Conferenza Stato-Regioni un bel confronto. La bozza, è il miglior lavoro che potessi fare – ha detto il ministro -. Abbiamo ascoltato tutti, fatto una sintesi, e ora tocca agli altri dirmi se c'e' qualcosa che non va, cosa integrare, cosa modificare, cosa migliorare. E io vorrei entro fine novembre presentare la legge quadro in Parlamento. Se il Parlamento ci dara' fiducia, vorrei il voto di tutte le forze politiche, la legge quadro entro fine anno c'è. A quel punto si tratta di definire gli accordi tra Regioni e Governo e io sono pronto gia' a gennaio a firmare i primi accordi. Poi i tempi dipenderanno dal Parlamento".
 
"Per i Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, – ha specificato Boccia – ho voluto utilizzare il modello che fu utilizzato sulle leggi Bassanini e quindi proporrò un commissario, un alto dirigente dello Stato. Serve qualcuno che abbia l'autorita' di pretendere quei dati e penso che mentre noi lavoriamo sulla legge quadro e sulle intese, intanto un nucleo di tecnici dello Stato avra' questo compito. Ovviamente se ne corso del 2020 i Lep non dovessero vedere la luce partiremo con i fabbisogni standard, su cui si sta gia' lavorando".
 
Sui contenuti specifici della bozza della legge quadro sull'Autonomia, il ministro Boccia ha anticipato qualche passaggio parlando con gli imprenditori nella sede di Confindustria Bari-Bat.


 


La bozza è composta da due articoli. Nel primo si specifica, tra le altre cose, che la determinazione dei LEP o degli obiettivi di servizio siano uniformi su tutto il territorio nazionale ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione; la necessita' di assicurare su tutto il territorio nazionale i livelli delle prestazioni anche attraverso la perequazione infrastrutturale; il riparto tra Regione ed enti locali delle funzioni amministrative nel rispetto dei principi di sussidiarieta' previsto dall'articolo 118 della Costituzione; il rispetto delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione. L'articolo 2 della bozza disciplina le modalita' di definizione dei LEP e degli obiettivi di servizio.
 
"Confermo di aver ricevuto dal ministro Boccia una bozza della legge quadro sull'Autonomia che ho immediatamente trasmesso agli accademici della delegazione trattante per una valutazione puntuale e tecnica, sia dal punto di vista costituzionale, sia da quello finanziario". Lo dice il presidente del Veneto Luca Zaia sentito dall'Ansa. "Siamo abituati a guardare in faccia alla realtà. Così come si articola, quella bozza non è sottoscrivibile – commenta -. Il ministro ha dato disponibilità a una riunione in settimana e ci auguriamo che sia disponibile a discuterne nel merito. Abbiamo rimesso tutto e rapidamente in mano ai tecnici perché o si arriva a una soluzione sostenibile nel senso di una vera Autonomia allora vale la pena discutere oppure quel testo noi non lo sottoscriveremo". "Questa non è una dichiarazione di guerra, ma una semplice constatazione, visto che in settimana arriveremo al giro di boa e capiremo quale sarà il testo finale del provvedimento – conclude -. Attendiamo dunque la riunione della Conferenza Stato-Regioni di venerdì e vedremo".

il ministro per gli affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, ha replicato (intervenendo a FARE, un convegno in corso a Fara Sabina, organizzato da Michela De Biase).  "Le bozze di una norma, solitamente, non devono essere sottoscritte ma discusse. Così sarà anche per la bozza di legge quadro che abbiamo trasmesso ai presidenti di regione. Sono sicuro, lo dico al presidente Zaia, che le miglioreremo insieme. Siamo aperti ad ogni contributo che possa migliorare una legge che serve a tenere in sicurezza l'intero Paese e attuare l'autonomia differenziata".

Secondo Luca Zaia  (intervenuto poi alla presentazione del libro del costituzionalista Mario Bertolissi, a Mestre) "Il progetto di legge cornice del ministro Boccia stabilisce che bisogna chiarire la partita dei Livelli essenziali di prestazione che sembra essere spalmata su tutte le Regioni. Ora c'è da capire, se 'togliendo il marmo viene fuori la statua' come disse Michelangelo o se non viene fuori nulla: allora la proposta va bocciata". E "Per poterlo dire – ha aggiunto – dobbiamo vedere ciò che emerge dall'incontro con le Regioni, i Lep in sanità già esistono e da noi funzionano e per noi possono essere applicati. Certo è che se diventano un alibi, si parla di 12 mesi per stabilirli, non va bene. Noi li abbiamo pronti e siamo pronti a discuterli subito senza ripartire: l'importante è che le entrate siano eguali alle uscite e per noi non è un problema".

11 Novembre 2019

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