Bioetica. Cnb chiede ratifica della Convenzione di Oviedo

Bioetica. Cnb chiede ratifica della Convenzione di Oviedo

Bioetica. Cnb chiede ratifica della Convenzione di Oviedo
L’Italia non ha ancora depositato il protocollo di ratifica della Convenzione, nonostante abbia approvato la legge di ratifica nel 2001. Il Cnb, in occasione dell’incontro recente con Balduzzi, ha chiesto al ministro il completamento dell’iter di ratifica della convenzione. 

L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non ha ancora depositato il protocollo di ratifica della Convenzione di Oviedo nonostante nel 2001 abbia approvato la legge di ratifica. Da undici anni quindi il nostro Paese aspetta che l’accordo entri in vigore. Ultimamente anche il Comitato Nazionale per la Bioetica con una mozione ha chiesto al Governo il completamento dell’iter di ratifica della Convenzione.
 
Per l’approvazione, afferma Luca Marini, vice presidente del Cnb “non occorre alcun decreto, come è stato erroneamente sostenuto in questi giorni, ma semplicemente la volontà politica di depositare, conformemente al dispositivo della Convenzione medesima, lo strumento italiano di ratifica, costituito dalla legge n. 145/2001. Ciò che è e resta competenza del Governo, unitamente alla presentazione di eventuali riserve al testo pattizio”.
 
Perché allora fino ad oggi non si è provveduto in tal senso? Perché se ne è ritardata la ratifica? Secondo alcuni lo “snodo” sono le direttive anticipate di trattamento (o testamento biologico) e l’interpretazione che il documento di Oviedo ne dà. L’argomento in Italia è scomodo.
In Senato da un anno c’è un testo che giace dopo l’approvazione in seconda lettura con modifiche da parte della Camera.
Introdurre nel nostro ordinamento la Convenzione di Oviedo significherebbe infatti, il biotestamento perché all’articolo 9 della Convenzione (Desideri precedentemente espressi) si legge “I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione”.
 
Dunque il documento prevede che “i desideri precedentemente espressi” saranno “tenuti in considerazione”. È forse questo il punto centrale che fino ad oggi ha impedito a tutti i governi di rendere realmente operativa la Convenzione? La relazione tra Convenzione e biotestamento sembra essere evidente. Il Comitato Nazionale per la Bioetica nel recente incontro con il ministro Balduzzi è tornato a sollecitare la ratifica. Questo governo avrà la volontà politica di andare fino in fondo?

31 Maggio 2012

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