Camerae Sanitatis. Intervista a Ilenia Malavasi (Pd): “La sanità non si rilancia con piccoli interventi”. E sul Piano cardiovascolare: “Servono risorse dedicate”

Camerae Sanitatis. Intervista a Ilenia Malavasi (Pd): “La sanità non si rilancia con piccoli interventi”. E sul Piano cardiovascolare: “Servono risorse dedicate”

Camerae Sanitatis. Intervista a Ilenia Malavasi (Pd): “La sanità non si rilancia con piccoli interventi”. E sul Piano cardiovascolare: “Servono risorse dedicate”

Dalle liste d’attesa alla carenza di personale, la deputata Dem chiede investimenti strutturali per rilanciare il servizio pubblico. Prevenzione e diagnosi precoce al centro delle priorità, con percorsi di cura omogenei per le cronicità e le malattie rare e finanziamenti dedicati ai piani nazionali

Più risorse per rilanciare il Servizio sanitario nazionale, rafforzare la prevenzione e garantire un accesso equo alle cure. Non bastano interventi ordinari per rispondere a bisogni di salute sempre più complessi, mentre liste d’attesa, carenza di personale e disuguaglianze territoriali continuano a mettere sotto pressione il sistema pubblico.

È il quadro tracciato da Ilenia Malavasi, capogruppo del Pd in Commissione Affari sociali della Camera, intervenuta a Camerae Sanitatis per discutere delle priorità della sanità nel percorso parlamentare della legge di bilancio. Al centro del confronto anche la necessità di investire nella prevenzione delle patologie renali e cardiovascolari, dotare l’Italia di un Piano cardiovascolare nazionale e ridurre i ritardi diagnostici nelle malattie rare.

Manovra, servono investimenti strutturali per il Ssn

Per Malavasi, la sostenibilità del sistema sanitario rappresenta una priorità politica, direttamente collegata alla garanzia del diritto costituzionale alla salute. Le risorse prospettate dalla manovra, tuttavia, non appaiono sufficienti a rispondere alle necessità del settore.

La deputata richiama i fondi previsti per la sanità e paria circa 2,4 miliardi per il 2027, a fronte di richieste più consistenti avanzate dal ministro della Salute e dalle Regioni. Il problema però non riguarda soltanto l’entità dei finanziamenti, ma la capacità del servizio pubblico di garantire prestazioni tempestive e trattenere i professionisti. Liste d’attesa, carenza di personale e aumento della spesa sanitaria privata stanno accentuando le disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Malavasi descrive un sistema sanitario sempre più duale, nel quale chi dispone delle risorse economiche necessarie si rivolge al privato per ottenere prestazioni in tempi adeguati, mentre chi non può permetterselo resta esposto alle difficoltà del servizio pubblico.

Per invertire questa tendenza, sostiene, non bastano interventi ordinari: occorre un investimento strutturale capace di rilanciare il Ssn, a partire dal personale e dalla capacità di risposta ai bisogni di salute.

Malattie renali e cardiovascolari: prevenzione e presa in carico

La prevenzione rappresenta, secondo Malavasi, una delle principali leve per migliorare la sostenibilità del sistema sanitario e la qualità della vita dei cittadini. Un esempio è costituito dalla stretta correlazione tra malattia renale cronica e patologie cardiovascolari. L’individuazione precoce dei fattori di rischio, anche attraverso esami semplici e poco costosi, consentirebbe di intercettare tempestivamente i pazienti e prevenire l’aggravamento delle condizioni cliniche.

Ma la diagnosi precoce deve tradursi in una presa in carico effettiva. “Se siamo in grado oggi con alcuni esami anche semplici di diagnosticare un fattore di rischio, dobbiamo poi avere la garanzia di essere in grado di prenderli in carico, di poterli accompagnare, di poterli monitorare con dei PDTA nazionali”, sottolinea.

Un ruolo centrale spetta ai medici di medicina generale e alla sanità territoriale, anche attraverso il rafforzamento dei servizi previsto dal Pnrr.

Malavasi richiama inoltre la necessità di finanziare adeguatamente il Piano nazionale della cronicità, approvato nel 2025. “Il piano delle cronicità deve avere anche risorse dedicate”, osserva, ribadendo l’importanza di percorsi diagnostico-terapeutici e protocolli di presa in carico omogenei per superare le disuguaglianze territoriali.

Piano cardiovascolare nazionale: “Torneremo a chiederlo nella manovra”

Sul fronte delle malattie cardiovascolari, Malavasi sollecita un’accelerazione. Nonostante rappresentino la principale causa di morte in Italia, il Paese non dispone ancora di un Piano nazionale dedicato. La deputata ricorda che nel 2024 la Camera ha approvato all’unanimità alcune mozioni, tra cui una a sua prima firma, con cui si chiedeva al Governo di dotare l’Italia di un Piano cardiovascolare nazionale, prevedendo anche la possibilità di avviare programmi sperimentali di screening per la popolazione anziana.

Un impegno che assume ulteriore rilevanza alla luce degli obiettivi europei di riduzione della mortalità cardiovascolare entro il 2035. “Prevenzione, diagnosi precoce, presa in carico tempestiva rimangono comunque assi portanti anche di un piano nazionale”, afferma, evidenziando che senza risorse dedicate gli obiettivi rischiano di rimanere irrealizzati.

La questione tornerà quindi nel confronto parlamentare sulla manovra: “Sarà un impegno che porteremo nella prossima legge di bilancio”.

Per Malavasi, il rafforzamento della prevenzione richiede anche un’alleanza tra istituzioni, professionisti sanitari, società scientifiche e associazioni dei pazienti, capace di individuare priorità condivise e sostenere scelte di investimento di lungo periodo.

Malattie rare: diagnosi precoce e accesso uniforme alle cure

L’ultimo tema affrontato riguarda le malattie rare, un ambito nel quale l’Italia dispone, secondo Malavasi, di un quadro legislativo avanzato, ma ancora incompiuto sul piano dell’attuazione.

La legge 175 del 2021 ha rappresentato una conquista importante, mentre il Piano nazionale malattie rare, in scadenza alla fine del 2026, necessita ancora del completamento delle misure previste e di un successivo rilancio. La criticità principale resta il ritardo diagnostico, che in alcuni casi può raggiungere anche i cinque-dieci anni, compromettendo le possibilità di cura e la qualità della vita dei pazienti.

Malavasi richiama l’importanza dell’aggiornamento del panel degli screening neonatali, che consente di individuare precocemente patologie per le quali sono oggi disponibili trattamenti innovativi, comprese le terapie geniche: “L’auspicio è quello di continuare ad aggiornare il panel degli screening neonatali con una frequenza periodica costante perché significa davvero anche prendersi la responsabilità etica e morale di salvare la vita alle persone”.

La deputata riconosce inoltre il valore delle risorse destinate dalla precedente legge di bilancio ai test diagnostici genetici, esprimendo apprezzamento per le scelte del Governo. Restano tuttavia da superare le differenze territoriali nell’accesso ai centri specialistici e ai percorsi di cura. Fondamentale, anche in questo caso, il coinvolgimento dei medici di medicina generale, sostenuti da strumenti digitali capaci di favorire il riconoscimento dei segnali che possono indirizzare tempestivamente il paziente verso una valutazione specialistica.

L’obiettivo, conclude, è rafforzare la prossimità delle cure, ridurre i costosi spostamenti delle famiglie e garantire pari opportunità di diagnosi e trattamento attraverso risorse dedicate, aggiornamento dei Lea e degli screening neonatali.

Ester Maragò

05 Novembre 2026

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