Camerae Sanitatis. Intervista a Silvia Roggiani (PD): “Sanità, serve arrivare al 7,5% del Pil”. E sul payback: “Il sistema non ha funzionato”

Camerae Sanitatis. Intervista a Silvia Roggiani (PD): “Sanità, serve arrivare al 7,5% del Pil”. E sul payback: “Il sistema non ha funzionato”

Camerae Sanitatis. Intervista a Silvia Roggiani (PD): “Sanità, serve arrivare al 7,5% del Pil”. E sul payback: “Il sistema non ha funzionato”

La segretaria della Commissione Bilancio della Camera chiede investimenti strutturali sul personale e una sanità territoriale pienamente operativa. Sul payback propone un tavolo permanente con Aifa e la revisione dei prontuari. Terapie digitali: garantire efficacia e accesso equo alle cure.

Un finanziamento della sanità pari ad almeno il 7,5% del Pil, investimenti strutturali sul personale e una rete territoriale pienamente operativa. Ma anche una revisione del payback farmaceutico, che ha mostrato tutti i suoi limiti, e nuove strategie per garantire ai cittadini l’accesso all’innovazione terapeutica.

Sono le priorità indicate da Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e segretaria della Commissione Bilancio della Camera, intervenuta a Camerae Sanitatis, dedicata alle sfide del finanziamento e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

Per Roggiani, il punto di partenza resta la necessità di aumentare le risorse destinate al Ssn, ma la questione non è soltanto finanziaria. Occorre intervenire anche sull’organizzazione dei servizi, sul governo della spesa farmaceutica e sulla capacità del sistema di tradurre i progressi della ricerca in opportunità terapeutiche accessibili a tutti.

Finanziamento del Ssn: “La priorità è arrivare al 7,5% del Pil”

“Prima di dire su cosa dovremmo investire nell’ambito della sanità, c’è una precondizione, cioè avere un finanziamento adeguato della spesa sanitaria che oggi non c’è”, sottolinea Roggiani. Per la deputata dem, il parametro decisivo non è soltanto l’incremento nominale delle risorse, ma il rapporto tra spesa sanitaria e prodotto interno lordo. “Per noi che siamo all’opposizione, la prima cosa è il finanziamento adeguato, cioè arrivare almeno al 7,5% della spesa sanitaria sul PIL”.

A sostegno della necessità di maggiori investimenti, Roggiani richiama il dato dei 5,8 milioni di cittadini che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, un fenomeno che interessa anche le Regioni dotate di strutture di eccellenza, come la Lombardia, dove l’offerta sanitaria non è distribuita uniformemente sul territorio.

Le priorità sulle quali concentrare le risorse sono soprattutto due: il personale e l’assistenza territoriale. Sul primo fronte, Roggiani sottolinea la necessità di interventi strutturali per contrastare la carenza di medici e infermieri, alla quale alcune Regioni hanno cercato di rispondere anche attraverso accordi con altri Paesi.

Quanto all’assistenza territoriale, il giudizio sull’attuazione del Pnrr è critico: secondo la deputata, sono state realizzate strutture che tuttavia non risultano ancora pienamente operative e non garantiscono l’accessibilità ai servizi prevista dagli obiettivi della riforma.

Payback farmaceutico: “Non ha funzionato, serve un tavolo permanente con Aifa”

Un altro nodo affrontato nell’intervista è quello del payback farmaceutico, un meccanismo che, secondo Roggiani, finisce per contrapporre esigenze che dovrebbero invece procedere nella stessa direzione: il diritto dei cittadini ad accedere ai farmaci e la necessità di garantire un utilizzo efficiente delle risorse pubbliche. “È evidente che il sistema del payback farmaceutico non ha funzionato e oggi sta mostrando tutti i suoi limiti”, afferma la deputata.

Per superare le criticità dell’attuale modello, Roggiani individua due interventi prioritari. Il primo riguarda il completamento dei sistemi di monitoraggio della spesa farmaceutica, anche attraverso gli strumenti previsti dalla Missione 6 del Pnrr, per disporre di dati più completi e di una capacità di analisi adeguata, a partire dagli ospedali.

Il secondo è l’istituzione di un tavolo permanente con Aifa, attraverso il quale individuare soluzioni condivise per il governo della spesa e l’accesso ai medicinali.

In questo quadro si inserisce anche la revisione dei prontuari farmaceutici, che Roggiani ritiene necessaria in tempi brevi, pur riconoscendo le perplessità espresse dalle imprese.

Un confronto che, secondo la deputata, deve coinvolgere pienamente anche l’industria farmaceutica, riconoscendone il ruolo strategico nell’economia nazionale. “L’industria farmaceutica è una delle filiere per il nostro Paese più importante dal punto di vista produttivo”, osserva, ribadendo la necessità di individuare obiettivi comuni tra istituzioni, imprese e sistema sanitario.

Terapie digitali: innovazione e accesso alle cure devono procedere insieme

Affrontando il tema delle terapie digitali, Roggiani allarga la riflessione alle condizioni necessarie per trasformare i risultati della ricerca scientifica in nuove opportunità terapeutiche. Uno dei problemi, osserva, riguarda il sistema degli incentivi fiscali, che sostiene maggiormente la fase della ricerca rispetto a quella delle prime applicazioni cliniche. Una discontinuità che rischia di rallentare il passaggio dall’innovazione scientifica alla disponibilità concreta di nuove cure.

L’obiettivo, secondo la deputata, deve essere quello di conciliare innovazione e accessibilità, evitando che i progressi della ricerca rimangano a beneficio soltanto di una parte della popolazione.

Per Roggiani, tuttavia, l’ingresso di nuove terapie nel sistema sanitario deve essere subordinato a rigorose verifiche di efficacia. Occorre garantire che i trattamenti abbiano seguito percorsi di valutazione adeguati, per evitare di introdurre prestazioni costose delle quali non siano ancora sufficientemente dimostrati i benefici.

Accanto alla valutazione delle nuove tecnologie resta centrale il tema dell’equità di accesso. Il finanziamento del Ssn e una programmazione più lungimirante delle risorse rappresentano, secondo la deputata, condizioni indispensabili affinché i benefici della ricerca e delle terapie digitali possano raggiungere tutti i cittadini.

Prevenzione: più investimenti e maggiori responsabilità per le Regioni

È proprio nella prevenzione che Roggiani individua uno degli strumenti per migliorare l’efficienza del sistema sanitario e recuperare risorse da destinare anche all’innovazione. La deputata evidenzia come, nonostante la prevenzione sia frequentemente indicata tra le priorità delle politiche sanitarie, la sua attuazione rimanga disomogenea, con differenze significative anche all’interno delle singole Regioni. Investire maggiormente in questo settore, sostiene, consentirebbe di ridurre i costi sanitari e di recuperare risorse da reinvestire nell’accesso alle nuove cure. Una strategia che richiede però non soltanto finanziamenti adeguati, ma anche strumenti capaci di garantirne l’effettivo utilizzo.

Sul potenziamento del fondo dedicato alla prevenzione, Roggiani ha dubbi: “Assolutamente va potenziato, ma servirebbero dei sistemi per cui si obbligano un po’ di più le Regioni a metterli a terra”.

Il punto, dunque, non è soltanto destinare più risorse alla prevenzione, ma assicurare che gli interventi vengano concretamente attuati su tutto il territorio nazionale. Una condizione che, nella prospettiva della deputata, consentirebbe di migliorare la sostenibilità del Ssn e di ampliare le possibilità di accesso ai benefici della ricerca e dell’innovazione.

Ester Maragò

04 Novembre 2026

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