Cannabis terapeutica. I dubbi del Css: “Non può considerarsi una cura. Serve sperimentazione”. Ma Grillo tranquillizza i pazienti: “Valuteremo, ma nessun blocco per utilizzo terapeutico”

Cannabis terapeutica. I dubbi del Css: “Non può considerarsi una cura. Serve sperimentazione”. Ma Grillo tranquillizza i pazienti: “Valuteremo, ma nessun blocco per utilizzo terapeutico”

Cannabis terapeutica. I dubbi del Css: “Non può considerarsi una cura. Serve sperimentazione”. Ma Grillo tranquillizza i pazienti: “Valuteremo, ma nessun blocco per utilizzo terapeutico”
Il Consiglio superiore di sanità in un parere mette in dubbio l’efficacia della cannabis terapeutica e propone di avviare una sperimentazione: “Non è un farmaco, non è stata sottoposta ai controlli dell'Ema o dell'Aifa e non può quindi considerarsi una cura”. Ma il Ministro getta acqua sul fuoco: “Voglio tranquillizzare i pazienti in trattamento e le associazioni che tutelano i soggetti in terapia del dolore, il parere non contiene prescrizioni negative, pertanto non sarà bloccato l’utilizzo terapeutico della cannabis”.

La cannabis terapeutica “non è un farmaco, non è stata sottoposta ai controlli dell'Ema o dell'Aifa e non può quindi considerarsi una cura” e per questo motivo “occorre una sperimentazione”. È quanto ha affermato il Consiglio superiore di sanità in un parere anticipato stamani da Repubblica.
 
Inoltre, secondo il parere emesso dalla V sezione del Consiglio superiore di sanità, "non ci sono sufficienti studi e trial che hanno testato le reali capacità antidolorifiche"
 
La possibilità di avviare una sperimentazione sulla cannabis ad uso terapeutico trova una sponda favorevole in Giuseppe Remuzzi, presidente della sezione V del Consiglio superiore di sanità che ha redatto il parere che ora sul tavolo del Ministro Grillo. "Sono d'accordo nel farla e farla bene – spiega Remuzzi, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano, all'Adnkronos Salute – non possiamo considerarla la 'panacea' senza verifiche serie e accurate. Credo che la sperimentazione sia una cosa buona per tutti".
 
Ma dal Ministero della Salute gettano acqua sul fuoco e nel pomeriggio in una nota chiarisce “che il ministro della Salute, Giulia Grillo, in data 19 marzo 2019 ha richiesto al Css un parere in merito all’aggiornamento dell’allegato tecnico allo schema di decreto ministeriale 9 novembre 2015, senza esplicitamente indicare un approfondimento sulla valenza terapeutica della cannabis”.
 
“Il Css – si legge nella nota – , organo tecnico scientifico, ha espresso un proprio parere, inviato nelle settimane scorse al ministro, per i successivi adempimenti da parte dell’Ufficio legislativo e della Dg Dispositivi medici e del servizio farmaceutico”.
 
“Voglio tranquillizzare i pazienti in trattamento e le associazioni che tutelano i soggetti in terapia del dolore, il parere non contiene prescrizioni negative, pertanto non sarà bloccato l’utilizzo terapeutico della cannabis e continuerà a essere assicurato ai sensi della normativa vigente. Valuterò con le direzioni tecniche e i soggetti interessati l’opportunità di recepire quanto indicato nel parere dal Css sulla necessità di avviare una sperimentazione clinica a maggior tutela dei malati. I pazienti sanno bene che mi sono impegnata personalmente per aumentare le scorte di cannabis ad uso medico, incrementando le importazioni dall’Olanda e raddoppiando la produzione di cannabis dello Stabilimento chimico-farmaceutico militare di Firenze, e proprio nei prossimi giorni insieme al ministero della Difesa e al Mipaaf finalizzeremo l’accordo per migliorare ancora il processo produttivo e garantire l’approvvigionamento ai malati” dichiara Giulia Grillo.

10 Luglio 2019

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