Coronavirus. Appello bipartisan a Fico: “Entro il 3 maggio misure di smart working per far lavorare la Camera a pieno regime in sicurezza”

Coronavirus. Appello bipartisan a Fico: “Entro il 3 maggio misure di smart working per far lavorare la Camera a pieno regime in sicurezza”

Coronavirus. Appello bipartisan a Fico: “Entro il 3 maggio misure di smart working per far lavorare la Camera a pieno regime in sicurezza”
"Non si gestisce un Parlamento, e quindi non si governa un Paese, con un accordo sottobanco, facendo finta che i problemi non esistano. Altri Parlamenti hanno provveduto a utilizzare questo tempo per individuare soluzioni: il Parlamento europeo e quello britannico hanno sperimentato modalità di voto a distanza; il Bundestag tedesco ha approvato una modifica regolamentare a tempo". Questo l'appello lanciato da parlamentari di diversi gruppi in una lettera indirizzata al presidente della Camera. LA LETTERA

"Chiediamo che si decidano rapidamente, e non oltre il 3 maggio, misure per permettere alla Camera di riunirsi in modo continuo e che permettano una discussione approfondita e all’altezza delle decisioni che dovremo prendere. L’Italia ha bisogno di un Parlamento nel pieno delle sue funzioni e dei suoi poteri e noi vogliamo mettere il massimo impegno in questa fase così difficile di vita del nostro Paese".
 
In una lettera indirizzata al presidente della Camera, Roberto Fico, parlamentari bipartisan di diversi gruppi chiedono immediate risposte, in vista dell'imminente Fase 2, per individuare modalità di lavoro in smart working che permettano al Parlamento di tornare ad operare sì a pieno ritmo, ma anche mantenendo il massimo livello di sicurezza.
 
"È gravissimo che nel momento in cui, preparandoci alla fase più delicata delle riaperture, nel momento in cui chiediamo a datori di lavoro, lavoratrici e lavoratori cambiamenti delle loro abitudini, il Parlamento italiano, che dovrà decidere delle regole da applicare in tutta Italia, né sia di esempio né si attenga alle minime disposizioni di sicurezza. Come possiamo pensare di rappresentare il Paese, nel momento in cui noi stessi mettiamo in atto comportamenti di facciata invece di cambiamenti sostanziali nel come lavoriamo e come gestiamo le nostre giornate?", si legge nella lettera.
 
I deputati hanno poi ricordato come determinate scelte sulla gestione dell’Aula abbiano generato "una situazione al limite" nella giornata di venerdì 24 aprile: "Fratelli d’Italia ha deciso, come è prerogativa di ogni forza parlamentare, di essere presente in forze in aula. Le forze di maggioranza si sono quindi attrezzate per non far mancare la fiducia al Governo. Il risultato: eravamo in troppi, non necessariamente in sicurezza. Come se non bastasse, abbiamo appreso a mezzo stampa che un collega con la febbre è comunque entrato alla Camera, e del resto sarebbe un atto gravissimo contro l’esercizio delle sue prerogative costituzionali se ad un parlamentare venisse impedito di entrare in Parlamento".
 
"Non è più il tempo delle attese, delle non soluzioni, dello sperare che non ci si accorga dei problemi. Altri Parlamenti hanno provveduto a utilizzare questo tempo per individuare soluzioni che evitassero di rendere afone e inerti le massime istituzioni rappresentative della democrazia: il Parlamento europeo e quello britannico hanno sperimentato modalità di voto a distanza; il Bundestag tedesco ha approvato una modifica regolamentare a tempo".
 
"L’Italia ha bisogno di un Parlamento nel pieno delle sue funzioni e dei suoi poteri e noi vogliamo mettere il massimo impegno in questa fase così difficile di vita del nostro Paese. Non ci sarà possibile fare il nostro dovere in condizioni di lavoro inidonee, insicure e che danno il cattivo esempio al resto del Paese. Continuando con le modalità approssimative con cui abbiamo lavorato in queste settimane stiamo facendo del male alla democrazia italiana e veniamo meno al mandato rappresentativo che le italiane e gli italiani ci hanno affidato", conclude la lettera.

28 Aprile 2020

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