Cure Palliative. I rappresentanti del settore ricevuti da Mattarella: “Ecco le azioni necessarie per completarne lo sviluppo”

Cure Palliative. I rappresentanti del settore ricevuti da Mattarella: “Ecco le azioni necessarie per completarne lo sviluppo”

Cure Palliative. I rappresentanti del settore ricevuti da Mattarella: “Ecco le azioni necessarie per completarne lo sviluppo”
Il mondo delle Cure Palliative ha incontrato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A guidare la delegazione, composta da esponenti della Società Italiana di Cure Palliative e della Federazione Cure Palliative Onlus, è stato Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell'ospedale dei Bambini Palermo. I presenti hanno consegnato al Presidente della Repubblica un documento che fa il punto sulle “Azioni necessarie al completamento dello sviluppo delle cure palliative in Italia”. IL DOCUMENTO.

Avviare una intensa campagna di informazione per i cittadini per sensibilizzarli sul diritto ad accedere alla Cure Palliative. Attivare un insegnamento sull’argomento sia all’università, che nel percorso pre-laurea di tutte le professioni sanitarie. Rendere omogeneo il diritto di accesso a tali cure, in qualunque parte d’Italia.
 
Sono le prime tre richieste avanzate dalla Società Italiana di Cure Palliative, Sicp, e dalla Federazione Cure Palliative Onlus che, insieme, hanno redatto un documento per definire le “Azioni necessarie al completamento dello sviluppo delle cure palliative in Italia”.
 
Il testo è stato consegnato, oggi, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha incontrato alcuni dei principali rappresentanti delle Sicp e della Federazione. I presenti, guidati da Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell'ospedale dei Bambini Palermo, da anni in prima linea nella battaglia per la diffusione di questa particolare tipologia di cura, hanno illustrato al Presidente Mattarella i risultati raggiunti finora e tutte e questioni che ruotano attorno alla diffusione delle cure palliative sul territorio nazionale.
 
Tra le altre richieste contenute nel documento, quella di creare delle norme per gestire il sistema tariffario per le prestazioni di Cure. Altro suggerimento è di portare a rapida approvazione il Decreto attuativo relativo alla formazione del volontariato in Cure Palliative come previsto dalla legge 38/10 “che – come si legge nel documento – riconosce l’importante valore del volontariato e prevede un percorso formativo omogeneo sul territorio nazionale”.
 
L’ultima proposta avanzata è di “attivare l’Accreditamento Istituzionale delle Strutture del Terzo settore, previsto dalla legge 38, al fine di consentire – conclude il documento –  la loro partecipazione alle Reti Regionali e Locali di Cure Palliative nel rispetto degli standard di qualità delle cure erogate”.

19 Gennaio 2018

© Riproduzione riservata

Milleproroghe. Scudo penale, medici in corsia fino a 72 anni, deroga incompatibilità e ricetta elettronica. Ecco il testo in Aula alla Camera
Milleproroghe. Scudo penale, medici in corsia fino a 72 anni, deroga incompatibilità e ricetta elettronica. Ecco il testo in Aula alla Camera

L’Aula della Camera si appresta a varare il testo del decreto Milleproroghe, così come modificato durante l’esame in Commissione Bilancio. Il testo interviene su diversi fronti: dalla responsabilità penale dei...

Autonomia differenziata. L’altolà dei medici. Anelli (Fnomceo): “Senza modifiche sulla governance, si rischia di far finire il Ssn”
Autonomia differenziata. L’altolà dei medici. Anelli (Fnomceo): “Senza modifiche sulla governance, si rischia di far finire il Ssn”

“In questi 20 e più anni di sanità delle Regioni in realtà le disuguaglianze regionali non sono state colmate”, secondo il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e...

Zaffini difende l’autonomia differenziata: “Pregiudizio ideologico. Si mantiene solidarietà nazionale tra Regioni”
Zaffini difende l’autonomia differenziata: “Pregiudizio ideologico. Si mantiene solidarietà nazionale tra Regioni”

"Temo che ci sia un po' di pregiudizio e di substrato ideologico. Le scelte dell'autonomia differenziata tendono a responsabilizzare le Regioni e i territori laddove non riescono a garantire prestazioni,...

Schillaci: “Non può essere il Cap a decidere quanto si vive”. E un rapporto lancia allarme su cronicità e disuguaglianze: 10% cittadini rinuncia a cure
Schillaci: “Non può essere il Cap a decidere quanto si vive”. E un rapporto lancia allarme su cronicità e disuguaglianze: 10% cittadini rinuncia a cure

L’aspettativa di vita non può dipendere dal Cap di residenza né dal titolo di studio. È da questa constatazione, netta, che il ministro della Salute Orazio Schillaci ha aperto alla...