Ddl Lorenzin. FP CGIL Medici: “Norme su specializzandi non vanno. Così si favorisce sfruttamento”

Ddl Lorenzin. FP CGIL Medici: “Norme su specializzandi non vanno. Così si favorisce sfruttamento”

Ddl Lorenzin. FP CGIL Medici: “Norme su specializzandi non vanno. Così si favorisce sfruttamento”
“Una norma da cambiare per dare un futuro ai giovani medici”. Così Nicola Preiti, Coordinatore Nazionale Fp-Cgil Medici medicina generale, commenta il Ddl della Ministra, aggiungendo che l’inserimento dei medici specializzandi degli ultimi due anni di corso nel Ssn, significa di fatto costringerli a lavorare gratis. 

“Agevolare l’accesso dei giovani alla professione medica”, è l’affermazione contenuta nella relazione illustrativa del Ddl della Ministra della Salute Beatrice Lorenzin, approvato dal Consiglio dei Ministri il 26 luglio, che vorrebbe giustificare l’inserimento operativo dei medici specializzandi degli ultimi due anni di corso nel sistema sanitario nazionale. Un'affermazione che Nicola Preiti, Coordinatore Nazionale Fp-Cgil Medicimedicina generale, definisce “beffarda”.
 
“Così non si agevola l’accesso alla professione – afferma Preiti – nemmeno a quella precaria. Si riduce invece la possibilità di lavorare nel sistema sanitario nazionale, perché si riducono gli organici del 10% circa. Si vorrebbero costringere 10.000 medici specializzandi a lavorare gratis negli ultimi due anni, pagando loro solo la borsa di studio della specializzazione. E dovrebbero fare anche le guardie, sempre a parità di costo”.
 
“Una doppia beffa. Quando questi giovani medici diventeranno specialisti, saranno inevitabilmente esclusi dal lavoro, perché ci saranno i loro colleghi più giovani costretti a farlo gratis mentre le Aziende ridurranno il corrispondente numero di posti in organico. La Ministra Lorenzin – continua il sindacalista – ha trovato un modo allettante per definire un lavoro non pagato: agevolare l'accesso. Ma così si compromette lavoro e formazione. Bisognerebbe definire le dotazioni organiche e assumere i medici necessari per i servizi, i famosi LEA organizzativi. Invece se ne restringe impropriamente il numero, compromettendo, oltre alla qualità dell'assistenza, il ricambio e l'assunzione di giovani medici per anni”.
 
“Già oggi molti servizi vivono grazie all’apporto improprio degli specializzandi. E non si può pensare di caricare sulle loro spalle anche la responsabilità assistenziale e inserirli nelle attività ordinarie dei servizi, come se niente fosse. A dire il vero, questa non è un'idea sbagliata della Ministra Lorenzin. A suo tempo un tentativo del tutto simile lo aveva fatto l'ex Ministro Fazio, trovando la ferma opposizione degli specializzandi e dell'Fp-Cgil Medici. Oggi la Ministra – conclude Preiti – ha la possibilità di dimostrare, cancellando la norma, che questo sa essere anche un paese per giovani”.

01 Agosto 2013

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