Ddl Omnibus. Torna, riformulato, emendamento su specializzandi. Sigm: “Peggio di prima”

Ddl Omnibus. Torna, riformulato, emendamento su specializzandi. Sigm: “Peggio di prima”

Ddl Omnibus. Torna, riformulato, emendamento su specializzandi. Sigm: “Peggio di prima”
In attesa di incontrare il ministro della Salute nel tardo pomeriggio, il presidente del Segretariato dei Giovani Medici, Walter Mazzucco, conferma a Quotidiano Sanità che dopo la smentita di ieri, l’emendamento per l’assunzione degli specializzandi a tempo determinato nelle Ao e strutture del Ssn è stato invece presentato oggi in Aula alla Camera. Riformulato e “peggiorativo”. “La sensazione – secondo Mazzucco – è che non si voglia migliorare la formazione e le condizioni dei giovani medici, bensì far fronte alla carenza di medici e ai problemi di spesa utilizzando gli specializzandi”.

Sparito ieri, è tornato oggi, a sorpresa, l’emendamento per l’assunzione a tempo determinato nelle Ao e strutture del Ssn degli specializzandi agli ultimi due anni di Scuola di specializzazione. L'emendamento, presentato questa mattina dal relatore Melania De Nichilo Rizzoli (Pdl), è stato riformulato rispetto ai contenuti annunciati ieri. Prevede infatti che le modalità di assunzione siano stabilite con accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni e che tale inserimento dei medici avvenga su base volontaria, con un graduale aumento di responsabilità ma senza indennità o corrispettivi diversi da quelli spettanti a legislazione vigente. Eliminata, invece, la possibilità per i medici specializzandi di partecipare ai turni di guardia.
Ad illustrare e commentare, con preoccupazione, i contenuti dell’emendamento a Quotidiano Sanità è Walter Mazzucco, presidente del Segretariato dei Giovani Medici (Sigm). “Si aprono una serie di variabili e di incognite ancora più vaste. Stiamo cercando di sensibilizzare i politici di Maggioranza e Opposizione sulle nostre preoccupazioni riguardo un emendamento che è addirittura peggiorativo di quello annunciato ieri”. Secondo Mazzucco, infatti, le nuove condizioni previste dall’emendamento, a partire dall’assenza di indennità o corrispettivi diversi da quelli già percepiti, rendono “ancora più rischioso un ricorso agli specializzandi da parte delle Regioni per vicariare i medici strutturati". Anzi. "Se ieri avevamo parlato di rischio, oggi la sensazione è che si tratti dell’obiettivo ben preciso di far fronte ad esigenze di carattere economico. Non si può però far fronte alla carenza di medici e ai problemi di spesa utilizzando gli specializzandi senza una riforma organica”.
Il Sigm non si dichiara contrario a una riforma del percorso formativo degli specializzandi secondo le modalità che già sono attuate nel resto d’Europa, ma tale riforma “avrebbe un senso se portata a regime da qui a qualche anno, partendo da una rivisitazione dell’attuale impianto formativo pre laurea”. Secondo Mazzucco infatti, allo stato attuale, “le facoltà di Medicina non sono in grado, per limiti organizzativi e strutturali, di garantire un’adeguata professionalizzazione”.
Non solo. Per la Sigm il rischio è che il provvedimento dia luogo a una forte disomogeneità di applicazione nel Paese. “E’ in atto una profonda riorganizzazione del Ssn: si vanno contraendo gli ospedali, che hanno costi elevati, per spostare, giustamente, l’articolazione assistenziale nel territorio. Il problema – spiega Mazzucco – è che in alcune Regioni questo percorso è già stato positivamente attivato, ma la maggior parte, soprattutto nel Centro-Sud, è molto indietro. Il rischio è che ci saranno Regioni in cui ci saranno numerose opportunità di lavoro e altre Regioni dove alla contrazione degli ospedali non corrisponderanno altre opportunità sul territorio. Cosa dovrebbero fare i medici del Centro-Sud, invadere il Nord? Sempre che poi non facciano una legge che impedisca l’accesso ai concorsi ai non residenti”.
Mazzucco spiega poi che, come da programma, nel pomeriggio ci sarà un incontro informale con il ministro della Salute Ferruccio Fazio. “Avremo voluto che questo momento di crisi, anche economica, fosse l’occasione per un confronto organico, intorno a un tavolo. Discutere, quindi, di quello che si sarebbe dovuto fare e non di quello che è già stato fatto con una scelta unilaterale”.
 

21 Settembre 2011

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