Decreto Economia. Sospensioni, credito d’imposta e rateizzazioni: ecco gli emendamenti sul payback per i dispositivi medici

Decreto Economia. Sospensioni, credito d’imposta e rateizzazioni: ecco gli emendamenti sul payback per i dispositivi medici

Decreto Economia. Sospensioni, credito d’imposta e rateizzazioni: ecco gli emendamenti sul payback per i dispositivi medici
La Commissione Bilancio ha approvato una serie di emendamenti al Decreto Economia che introducono importanti novità per le aziende produttrici di dispositivi medici. Tra le misure: sospensione delle azioni esecutive fino a fine 2025, accesso a finanziamenti garantiti per le PMI e riconoscimento di crediti per chi ha versato importi superiori al dovuto negli anni 2015-2018. Le modalità operative saranno definite da un decreto Mef-Salute entro 60 giorni.

Nel complesso e dibattuto scenario del payback per i dispositivi medici, arrivano nuove misure a sostegno delle aziende del settore, in particolare delle piccole e medie imprese. La Commissione Bilancio ha infatti approvato un pacchetto di emendamenti al Decreto Economia che interviene su più fronti: dalla sospensione delle azioni esecutive alla possibilità di accedere a finanziamenti garantiti, fino al riconoscimento di crediti per chi ha già versato importi superiori al dovuto.

Una delle novità più significative riguarda la sospensione dei termini di prescrizione e delle azioni esecutive. In base agli emendamenti 7.9 e 7.10, fino al 31 dicembre 2025 – o comunque fino al termine dell’accertamento previsto – le aziende produttrici di dispositivi medici non potranno essere oggetto di nuove azioni esecutive, né proseguiranno quelle già avviate. Si tratta di un intervento volto a congelare, almeno temporaneamente, la pressione esercitata da numerosi contenziosi ancora aperti.

Un altro tassello importante è quello che riguarda le PMI, che spesso si trovano in difficoltà a fronteggiare il pagamento della loro quota di ripiano. Per queste imprese, gli emendamenti dal 7.20 al 7.33 introducono la possibilità di accedere a finanziamenti con garanzie statali, attraverso il Fondo di Garanzia previsto dalla legge del 1996. Tuttavia, la garanzia sarà concessa solo a seguito di una valutazione positiva della solvibilità dell’impresa, e a condizione che vi siano risorse disponibili. In pratica, le PMI che non dispongono immediatamente della liquidità necessaria potranno richiedere un prestito che potrebbe essere coperto dallo Stato, rendendo più gestibile l’onere economico.

Ma non finisce qui. Gli emendamenti 7.40, 7.41 e 7.42 offrono una possibilità di ristoro per quelle aziende che avevano già versato importi superiori alla quota oggi ritenuta congrua. Nello specifico, si fa riferimento al periodo 2015-2018: chi ha pagato fino al 48% degli importi richiesti per il ripiano si vedrà riconosciuto un credito pari alla differenza rispetto al nuovo limite del 25%. Questo credito potrà essere utilizzato in compensazione per eventuali debiti relativi agli sforamenti di spesa degli anni successivi, senza però generare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Una misura che cerca di riequilibrare i contributi già versati, riducendo le disparità tra aziende.

A definire le modalità concrete di applicazione di tutte queste misure sarà un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, adottato di concerto con il Ministero della Salute, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. Il testo dovrà essere condiviso in sede di Conferenza Stato-Regioni, a garanzia di un percorso il più possibile coordinato tra livelli di governo.

G.R.

G.R.

30 Luglio 2025

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