Def. Commissioni sanità di Camera e Senato approvano pareri di maggioranza: “Per la sanità impegni concreti del Governo”. Critiche dalle opposizioni

Def. Commissioni sanità di Camera e Senato approvano pareri di maggioranza: “Per la sanità impegni concreti del Governo”. Critiche dalle opposizioni

Def. Commissioni sanità di Camera e Senato approvano pareri di maggioranza: “Per la sanità impegni concreti del Governo”. Critiche dalle opposizioni
La XII Commissione (Camera): “ll DEF conferma l'intenzione del Governo di proseguire, nei prossimi anni, lungo la linea di un progressivo potenziamento del Fondo sanitario nazionale”. La X Commissione (Senato): “Si delinea un rafforzamento dell'assistenza sanitaria, riducendo le asimmetrie territoriali e raggiungendo un assetto complessivo più omogeneo sul territorio nazionale, in termini di proporzioni tra i macro-livelli di assistenza (prevenzione, territoriale, ospedaliera)”. Le opposizioni: “La sanità non è una priorità per questo Governo”.

La settimana scorsa le Commissioni sanità di Camera e Senato (rispettivamente la XII e la X) hanno dato parere favorevole al Def 2023 ma con profonde divisioni tra maggiorana e opposizione.

Se per la prima il Governo ha messo nero su bianco impegni seri per la sanità per le opposizioni è vero esattamente il contrario.

Nel parere di maggioranza della Commissione Affari Sociali della Camera si legge infatti che “il DEF conferma l’intenzione del Governo di proseguire, nei prossimi anni, lungo la linea di un progressivo potenziamento del Fondo sanitario nazionale, che sarà incrementato di 2,15 miliardi per l’anno 2023, di 2,3 miliardi per l’anno 2024 e di 2,6 miliardi a decorrere dall’anno 2025”.

I parlamentari di maggioranza ricordano poi che “alle predette risorse si aggiungono quelle, pari a circa 1,4 miliardi di euro, recentemente stanziate con il decreto-legge n. 34 del 2023, attualmente in fase di conversione presso la Camera dei deputati” e che in linea generale “dal documento emerge l’impegno del Governo per assicurare una gestione efficace delle relazioni finanziarie tra Stato e regioni nonché per rafforzare gli strumenti di programmazione e per la misurazione e la valutazione dei rapporti tra fabbisogni, stanziamenti e servizi erogati”.

Ma non basta nel parere approvato si sottolinea anche che “il DEF delinea chiaramente l’intenzione del Governo di affrontare in modo strutturale la questione, oramai indifferibile, del potenziamento del personale sanitario, indicando in particolare l’obiettivo di procedere a una concreta ed effettiva rivalutazione del trattamento economico, con la duplice finalità di ristorare il personale già in servizio e di attrarre nuovi professionisti, consentendo così, con l’immissione di nuovi assunti, di superare l’attuale fase di carenza di personale”.

Soddisfazione poi anche per le politiche sociali “a sostegno delle fasce di popolazione a rischio povertà” grazie agli interventi annunciati per la riduzione del cuneo fiscale” e positivo il giudizio sulle proposte del Governo per favorire la natalità e per le politiche per gli anziani.

Stesso tono al Senato dove la relatrice in Commissione Sanità, Cantù della Lega, che ha sottolineato che il Def “delinea un rafforzamento dell’assistenza sanitaria, riducendo le asimmetrie territoriali e raggiungendo un assetto complessivo più omogeneo sul territorio nazionale, in termini di proporzioni tra i macro-livelli di assistenza (prevenzione, territoriale, ospedaliera)”.

Cantù ha poi rilevato che il Def “prevede altresì un rafforzamento della funzione dei medici del ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta (MMG), convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, riconoscendone il ruolo centrale in seno ai nuovi modelli di assistenza territoriale”.

“In tema di edilizia sanitaria – sottolinea ancora la relatrice di maggioranza – il Def preannuncia modifiche, anche di carattere normativo, per dare nuovo slancio agli investimenti, al fine di superare le criticità storicizzate. Inoltre, il provvedimento fornisce i riferimenti in ordine agli strumenti di prevenzione e governo dei rischi endemici e pandemici di recente adozione”.

Positivi anche i giudizi sugli interventi governativi per la “prevenzione oncologica” e per “la marginalizzazione delle infezioni ospedaliere”.

Per Cantù, comunque, va tenuta sempre presente “l’opportunità del criterio, alla base del DEF 2023, di tenere conto dell’effettivo quadro di finanza pubblica, caratterizzato dal notevole peso degli interessi sul debito”.

In questo senso – ha detto – il Documento è ispirato a una visione realistica e a una logica di sostenibilità, secondo una visione strategica che si concretizzerà in futuri interventi legislativi su diverse materie che non potranno necessariamente essere oggetto di decretazione di urgenza. Particolarmente apprezzabile è la prospettiva di un’autentica sostenibilità delle linee di intervento in sanità. Coerentemente, sono posti in evidenza i vantaggi connessi alle possibilità di sviluppo della digitalizzazione e della medicina territoriale”.

Cantù ha poi rimarcato come occorra “rammentare le difficoltà nel governo della sanità riscontrate nel recente passato, tali da determinare gravi squilibri di bilancio in diverse Regioni”.

“I successivi interventi finanziari, cagionati anche dalla crisi pandemica e consistenti in aumenti delle risorse destinate – ha aggiunto – non hanno però comportato effetti rilevanti sulla generale qualità dei servizi erogati. Da ciò si coglie l’esigenza di una particolare e costante attenzione al tema del controllo dell’efficienza della spesa. Fondamentale ai fini della stessa efficienza nell’impiego delle risorse è il contrasto all’inappropriatezza delle prestazioni, a partire dalla ospedalizzazione non necessaria e dagli eccessi inappropriati ai pronti soccorso”.

“Il rammentato aumento strutturale della dotazione finanziaria del sistema sanitario, che si avvicinerà ai 140 miliardi nel 2026, dovrà essere certamente valutato alla luce dell’effettivo andamento dell’inflazione. Tuttavia – ha detto ancora Cantù – risulta di considerevole entità e non deve essere disgiunto da una politica di lotta agli sprechi e dall’adozione di strumenti efficaci di valutazione e controllo, indispensabili ai fini della generale sostenibilità del sistema”.

Di segno completamento opposto i di versi interventi delle opposizioni che in estrema sintesi hanno sottolineato come “la tutela della salute non è considerata, come invece dovrebbe essere, una priorità da parte del Parlamento e dell’Esecutivo (Quartini 5 Stelle, Camera) o che “risulta attualmente imprescindibile un adeguamento della destinazione di risorse per la sanità, tenuto conto dei livelli di spesa in rapporto al PIL individuati quale soglia minima per la sostenibilità del sistema (Lorenzin, PD, Senato).

26 Aprile 2023

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