False cure miracolose e medici polacchi fantasma. Gemmato: “Non è colpa del Ssn, ma reati veri. I Nas indagano”

False cure miracolose e medici polacchi fantasma. Gemmato: “Non è colpa del Ssn, ma reati veri. I Nas indagano”

False cure miracolose e medici polacchi fantasma. Gemmato: “Non è colpa del Ssn, ma reati veri. I Nas indagano”

Il sottosegretario alla Salute, alla Camera, risponde a un question time del Pd: “Le prestazioni descritte nell'inchiesta non sono erogate da strutture autorizzate o accreditate. Sui professionisti polacchi nessuna istanza al Ministero”.

Le attività illecite oggetto del servizio giornalistico richiamato nell’interrogazione della deputata Ilenia Malavasi (Pd) non sono riconducibili a prestazioni erogate da strutture sanitarie autorizzate o accreditate nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, rispondendo oggi in commissione Affari sociali alla Camera.

“Le attività descritte – ha spiegato Gemmato – si configurano come veri e propri reati che si concretizzano con l’arruolamento di possibili pazienti attraverso canali internet e telefonici, cui segue un’ulteriore attività svolta a domicilio e non denunciata dalle vittime”. Il sottosegretario ha informato la commissione che il Ministero della salute “ha provveduto a interessare prontamente il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, che ha avviato tempestivamente le attività di competenza”.

Professionisti polacchi: nessuna istanza al Ministero
Gemmato ha inoltre chiarito un aspetto centrale dell’inchiesta giornalistica, relativo alla presenza di professionisti sanitari polacchi: “Non risultano agli atti della Direzione generale delle professioni sanitarie del Ministero della salute istanze per la libera professione di servizi o per il riconoscimento della professione per diritto di stabilimento”.

Il sottosegretario ha quindi ribadito l’impegno del Ministero e dell’Aifa a promuovere “costantemente la divulgazione di informazioni corrette e fondate su evidenze scientifiche” per prevenire pratiche prive di validazione. A tale proposito, ha segnalato la pagina pubblicata sul portale del Ministero intitolata “Cellule staminali, come proteggersi dalle false ‘cure miracolose’”, elaborata in collaborazione con l’Aifa per informare cittadini e operatori sui potenziali rischi.

Contrasto al commercio online di farmaci falsi
Gemmato ha infine ricordato le iniziative di contrasto al commercio transnazionale online di farmaci falsi o illegali. Il Ministero, in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, adotta regolarmente disposizioni “per impedire l’accesso agli indirizzi internet corrispondenti ai siti web individuati come promotori di pratiche illegali”.

Il Ministero partecipa inoltre annualmente, insieme al Servizio di Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, all’Aifa, all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e al Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, alla campagna internazionale promossa dall’Interpol denominata “Operazione Pangea”, finalizzata a contrastare la commercializzazione di medicinali e dispositivi medici illegali o falsificati venduti online.

“Questo Governo – ha concluso Gemmato – continuerà a porre in essere tutte le attività di propria competenza volte al contrasto degli illeciti e alla tutela della salute dei cittadini”.

29 Aprile 2026

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