Dai 14 anni i ragazzi potranno accedere autonomamente ad alcuni dati e documenti del proprio Fascicolo sanitario elettronico (FSE), senza l’intermediazione dei genitori, utilizzando la propria identità digitale. La novità riguarda esclusivamente le informazioni relative alle prestazioni sanitarie che, in base alla normativa vigente, possono essere richieste e ricevute direttamente dal minore, come alcune di quelle erogate dai consultori. I documenti interessati saranno inoltre sottratti alla consultazione da parte dei genitori, degli altri soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale e degli eventuali delegati, rafforzando così la tutela della riservatezza dei ragazzi.
È una delle principali novità contenute nello schema di decreto del Ministero della Salute sul Fascicolo sanitario elettronico 2.0 e sull’Ecosistema dati sanitari (EDS), che ha ottenuto il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali, con il provvedimento n. 750 del 7 ottobre 2026, reso noto nella newsletter del 29 ottobre. Il testo introduce anche modifiche alle modalità di accesso ai fascicoli da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta che operano in specifiche strutture territoriali, oltre a nuove disposizioni sulla gestione dei documenti oscurati e delle deleghe.
Minori, quali dati potranno consultare senza i genitori
La modifica riconosce ai minori che abbiano compiuto 14 anni la possibilità di consultare direttamente, attraverso il proprio Fascicolo sanitario elettronico e i servizi dell’Ecosistema dati sanitari, i dati anagrafici e le informazioni sanitarie soggette a una maggiore tutela dell’anonimato. L’accesso autonomo non riguarderà dunque indistintamente tutti i documenti presenti nel fascicolo, ma soltanto quelli relativi alle prestazioni per le quali la normativa di settore consente al minore di rivolgersi ai servizi sanitari senza il coinvolgimento del proprio rappresentante legale.
La tutela della riservatezza opererà anche nei confronti dei genitori e degli altri soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale. I dati e i documenti relativi a queste prestazioni non potranno infatti essere visualizzati attraverso il FSE o i servizi dell’EDS, né dai genitori né da eventuali delegati. La disposizione punta a garantire che il diritto del minore ad accedere autonomamente a determinate cure sia accompagnato da un’adeguata protezione delle informazioni sanitarie che ne derivano.
Nel proprio parere, il Garante sottolinea che questa possibilità dovrà essere esercitata rispettando i limiti soggettivi e oggettivi previsti dalla normativa che disciplina le singole prestazioni. Non si tratta, quindi, di attribuire a tutti i quattordicenni una piena autonomia nella gestione del Fascicolo sanitario elettronico, ma di rendere concretamente esercitabile, anche attraverso gli strumenti digitali, un diritto già riconosciuto dalla legge in specifici ambiti dell’assistenza sanitaria.
Medici di famiglia e pediatri, nuove regole per l’accesso ai fascicoli nelle strutture territoriali
Un secondo intervento riguarda le modalità con cui i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta possono consultare i Fascicoli sanitari elettronici dei pazienti. Lo schema di decreto introduce specifici profili di accesso per i professionisti che svolgono incarichi in particolari contesti organizzativi territoriali, come le Aggregazioni funzionali territoriali (AFT), le Case della comunità e gli Ospedali di comunità.
La novità consentirà ai medici che operano in questi ambiti di accedere non soltanto ai fascicoli dei propri assistiti, ma anche a quelli di altri pazienti effettivamente presi in carico nelle strutture in cui svolgono la propria attività. La possibilità non sarà invece estesa indistintamente a tutti i medici di medicina generale e ai pediatri, per i quali rimane la regola generale dell’accesso ai fascicoli dei propri assistiti.
Il provvedimento supera così una disciplina transitoria introdotta con una circolare ministeriale del marzo 2026, che aveva consentito, in determinate circostanze, l’accesso ai fascicoli di pazienti non iscritti negli elenchi del medico, previa dichiarazione dell’esistenza di un processo di cura e assunzione della relativa responsabilità. La nuova disciplina prevede profili tecnici autonomi e differenziati, collegati agli specifici incarichi territoriali, con l’obiettivo di garantire la continuità assistenziale e, contemporaneamente, limitare l’accesso alle informazioni sanitarie ai professionisti effettivamente autorizzati.
Documenti oscurati e deleghe, maggiori garanzie per la privacy
Il decreto interviene anche sull’alimentazione dell’Ecosistema dati sanitari attraverso le informazioni contenute nei documenti oscurati del Fascicolo sanitario elettronico. Su questo punto, il Garante ha chiesto e ottenuto che il trattamento dei dati fosse circoscritto esclusivamente all’erogazione dei servizi dedicati all’assistito. L’utilizzo delle informazioni oscurate sarà quindi consentito per questa finalità specifica, evitando che la loro disponibilità all’interno dell’ecosistema digitale comporti un’estensione indiscriminata degli impieghi.
Ulteriori disposizioni riguardano le deleghe per l’accesso al Fascicolo sanitario elettronico. Lo schema di decreto prevede un espresso rinvio alla Piattaforma nazionale di gestione delle deleghe, i cui servizi dovranno essere adottati dalle Regioni e dalle Province autonome. Poiché la piattaforma non è ancora pienamente operativa, continueranno nel frattempo ad applicarsi le disposizioni già previste dal decreto del 7 settembre 2023, così da garantire la continuità delle deleghe esistenti durante la transizione.
FSE 2.0, completamento previsto entro il 30 giugno 2027
Tra le novità figura anche la revisione dei tempi di implementazione del Fascicolo sanitario elettronico 2.0 e dell’Ecosistema dati sanitari. Il nuovo termine individuato per la completa attuazione dei sistemi è il 30 giugno 2027, con l’obiettivo di consentire a tutte le Regioni e Province autonome di completare le attività necessarie e uniformare progressivamente il funzionamento delle infrastrutture digitali sanitarie.
La documentazione trasmessa dal Ministero della Salute al Garante, sulla base di una relazione del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, evidenzia che la percentuale media nazionale di alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico, calcolata per tipologia documentale, supera il 95%. Secondo quanto riportato nel provvedimento, questo livello di implementazione consentirebbe di anticipare l’attivazione di alcuni servizi dell’Ecosistema dati sanitari anche prima del completamento dell’alimentazione del FSE.
Per evitare che informazioni ancora incomplete possano essere considerate esaustive dai professionisti sanitari, lo schema prevede tuttavia uno specifico avviso prima dell’accesso ai servizi EDS. Il messaggio dovrà informare il professionista che le elaborazioni dei dati potrebbero basarsi su informazioni non ancora complete. Restano inoltre escluse, fino alla piena implementazione prevista, le finalità di governo e di ricerca attraverso i relativi servizi dell’Ecosistema, per le quali continuerà ad applicarsi la disciplina vigente.