Giovani medici. Niente più tasse sulle borse di studio. La Camera ha cancellato la norma

Giovani medici. Niente più tasse sulle borse di studio. La Camera ha cancellato la norma

Giovani medici. Niente più tasse sulle borse di studio. La Camera ha cancellato la norma
La norma era stata introdotta in Senato ed introduceva un prelievo del 20% sulle borse di studio, assegni e sussidi per studio o addestramento professionale, da chiunque corrisposti, per le somme superiori agli 11.500 euro l'anno. Soddisfazione del Segretariato Giovani Medici.

Scampato pericolo per gli specializzandi in Medicina. La commissione Finanze della Camera ha approvato all'unanimità un controemendamento (numero 3.35 a firma Di Virgilio) che abroga l'emendamento 3143 approvato al Senato con il quale si era stabilita l’introduzione della tassazione Irpef sulle borse di studio, assegni e sussidi per studio o addestramento professionale, da chiunque corrisposti, per le somme eccedenti agli 11.500 euro l'anno.
 
Soddisfazione da parte del Segretariato dei Giovani Medici, che contro la norma aveva indetto due giorni di sciopero e una manifestazione in piazza del Parlamento a Roma convocata per domani mattina, nonché scritto una lettera al presidente della Repubblica Napolitano e al presidente del Consiglio Monti.

Soddisfazione per l'eliminazione della tassazione delle borse di studio è stata espressa anche dalla deputata Udc Paola Binetti, che ha evidenziato come “questa volta i Parlamentari della Camera hanno reagito in modo compatto contro questa norma palesemente ingiusta approvata al Senato”. Una soddisfazione dai toni bassi, tuttavia, perché secondo Binetti “per ottenere un passo indietro dalla commissione e dal Governo  è stato necessario che la protesta montasse in tutti gli Atenei e che i giovani specializzandi della facoltà di Medicina creassero un fronte compatto con  gli altri dottorandi, dandosi appuntamento per un sit in domani mattina in Piazza Montecitorio”. Arrivato anche il sostegno dei Parlamentari, “il Governo deve aver capito che il rischio di andare sotto era tutt'altro che remoto”.

Insomma, per Binetti “vale sempre la vecchia regola: per farsi sentire occorre alzare la voce e se si vuole ottenere qualcosa occorre apparire come una potenziale minaccia… solo in questo modo è stato possibile porre uno stop ad un emendamento iniquo”. La deputata Udc si chiede dunque “perché sia così difficile tenere insieme l'attenzione alle persone che lavorano sul serio, soprattutto quando sono giovani, e le esigenze di un bilancio che sembra alimentarsi solo di tasse e tagli. A quando, signori Ministri, i famosi decreti per la ricerca e lo sviluppo e, soprattutto, le tanto decantate politiche a favore dei giovani e del loro ingresso nel mondo del lavoro? A quando – conclude la deputata dell’Udc – un modo di far politica che affronti i problemi per la loro importanza effettiva e non solo perché c'è una pressione della piazza?”.
 

16 Aprile 2012

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