Ipotesi di tassa su cani e gatti per combattere randagismo. Scoppiano le polemiche. Il relatore annuncia il ritiro

Ipotesi di tassa su cani e gatti per combattere randagismo. Scoppiano le polemiche. Il relatore annuncia il ritiro

Ipotesi di tassa su cani e gatti per combattere randagismo. Scoppiano le polemiche. Il relatore annuncia il ritiro
La commissione Affari Sociali ha concluso l’esame sul provvedimento sugli animali d'affezione. Spunta un’imposta per proprietari di cani e gatti per finanziare iniziative contro il randagismo. Scoppiano le polemiche. Il relatore Mancuso (Pdl) annuncia che farà togliere l'imposta dal ddl.

È allo studio della Camera, già approvato dalla Commissione Affari Sociali e ora in attesa di parere dalle Commissioni competenti, la proposta di legge di due deputate del Pdl, Jole Santelli e Fiorella Rubino Ceccacci che detta disposizioni sulla prevenzione del randagismo e sul trattamento degli animali di affezione, disponendo la sostituzione della legge 14 agosto 1991, n. 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo).
 
Un lungo iter iniziato nel 2009, in commissione Affari Sociali, per un testo composto da 39 articoli che prevede, tra l’altro come “i comuni possono deliberare, con proprio regolamento, l'istituzione di una tariffa comunale al cui pagamento sono tenuti i proprietari di cani e gatti e destinata al finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto del randagismo". Esonerati dalla tasse, secondo un emendamento dell'Idv, “i cittadini che hanno adottato un cane o un gatto in una struttura comunale”.
 
Il governo si è espresso per bocca del sottosegretario Polillo, che ha dichiarato di essere d'accordo "in linea di principio" ma che più tardi si è corretto affermando che si trattava di uno scherzo. L'ipotesi, infatti, ha sollevato in poco tempo forti polemiche, tanto che il relatore del ddl, Gianni Mancuso, ha affermato che farà ritirare l'imposta dal ddl.
 
Il testo Unico prevede la creazione di un'anagrafe degli animali d'affezione, l'obbligo di segnalare se si trova un animale ferito al servizio veterinario pubblico che deve prontamente intervenire o ancora i cimiteri per gli animali d'affezione. I Comuni sono tenuti a una serie di compiti per la prevenzione e il contrasto del randagismo tra cui “incentivi per l'adozione degli animali, prestazioni medico-veterinarie di base erogate da medici veterinari liberi professionisti in regime di convenzione con i comuni, piani di controllo delle nascite con sterilizzazioni”.
 
L’idea di tassare anche i cani e i gatti, fin dal suo primo annuncio, non ha trovato comunque consenso in tutto il Pdl. Manuela Repetti, infatti, fa sapere che “solo l'ipotesi di una qualunque tassa su animali da affezione è da considerarsi frutto di totale mancanza di buon senso per non parlare dell'insensibilità nei confronti di anziani pensionati che scampano alla condanna della solitudine proprio grazie all'affetto di cani e gatti, magari anche adottati da canili”'
 
“Sconforta già il pensiero che esista qualcuno che abbia avuto questa insana idea – aggiunge la parlamentare – ma deprime ancor di più il pensiero che sia un governo a sostenerla per dare possibilità ai comuni di prendere dai cittadini più deboli l'aria che il governo gli ha tolto”.

18 Maggio 2012

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