Legge stabilità. Faverin (Cisl Fp): “Dai professori la solita minestra”

Legge stabilità. Faverin (Cisl Fp): “Dai professori la solita minestra”

Legge stabilità. Faverin (Cisl Fp): “Dai professori la solita minestra”
Il sindacato chiede l’apertura di un tavolo sulla produttività anche nel pubblico impiego e si dice pronto ad appoggiare il Governo nella lotta agli sprechi per finanziare l’aumento contrattuale del buon lavoro pubblico. “Se l’obiettivo è far ripartire la crescita, il pubblico impiego è in prima linea".

“Meraviglia che un governo di professori, così autorevole e preparato, non sappia far di meglio che riscaldare la solita minestra”. Il segretario generale della Cisl Fp Giovanni Faverin racchiude in una formula sarcastica il giudizio sulla legge di stabilità. “Come ha detto lo stesso ministro della Pa, il provvedimento non opera alcun taglio: le norme dell’esecutivo precedente già contenevano un rinvio del rinnovo dei contratti, che vogliono allungare, e nessuna copertura per l’indennità di vacanza contrattuale dopo il 2012. Il punto è proprio questo: nessun taglio di risorse e nessun risparmio”.

“Piuttosto sarebbe bene capire dal governo se i tanti lavoratori pubblici, che mandano avanti il welfare nazionale e locale, hanno diritto a ragionare di quando e in che modo vedranno riconosciuto e retribuito il loro lavoro e la loro professionalità con il contratto” attacca il segretario della Cisl Fp. “In un paese in cui i dirigenti guadagnano il doppio degli altri paesi europei e i dipendenti sono pagati la metà dei paesi più avanzati”.

“Il governo – prosegue Faverin – sta mettendo giustamente in discussione un sistema pubblico italiano fatto di troppi livelli istituzionali, troppa frammentazione di enti e uffici, troppe poltrone e consigli di amministrazione, troppe società partecipate e troppi enti strumentali. Ma cosa dice sui lavoratori pubblici? E cosa risponde a un sindacato che, proprio perché conosce il paese, è pronto a fare la sua parte, a contrattare e a discutere le condizioni di contesto per rilanciare lo sviluppo: meno tasse sui redditi da lavoro e pensione, meno tasse sul salario accessorio, meno sprechi e meno corruzione nella gestione della spesa pubblica, più fondi integrativi, più accordi bilaterali, più soldi a chi lavora di più”.

“Se l’obiettivo è far ripartire la crescita, il pubblico impiego è in prima linea” rimarca Faverin. “Ma bisogna parlare di riconoscimento e remunerazione della produttività anche nel pubblico. E’ in questo percorso che i lavoratori pubblici sono pronti ad aumentare l’efficienza per migliorare i servizi alle persone e alle imprese”.

Il sindacato chiede quindi l’apertura di un tavolo sulla produttività anche nel pubblico impiego. Ed è pronto ad appoggiare il governo nella lotta agli sprechi per finanziare l’aumento contrattuale del buon lavoro pubblico: “Questo – conclude il segretario generale della Cisl Fp – è quanto si aspettano i lavoratori pubblici da un governo tecnico che sta combattendo una battaglia per la trasparenza e contro le ruberie, ma non fa niente per chi lavora con impegno e professionalità”.
 

11 Ottobre 2012

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